Quale giusta altezza per la sella?

Se è vero che movimento della bici avviene per mezzo della pedalata, e la pedalata è il risultato del trasferimento delle forze dal sistema muscoloscheletrico al sistema meccanico della trasmissione ciclistica, possiamo dedurre che tra i vari aspetti del setting di una bici ritroviamo al primo posto il posizionamento del sellino rispetto al movimento centrale. Andiamo ad identificare le caratteristiche di una corretta altezza sella con un breve focus sull’importanza dello studio del movimento del soggetto interessato.

Che cosa indichiamo con Altezza Sella?

Come altezza sella identifichiamo la distanza tra un punto definito per convenzione (centro anatomico della sella) e la superficie di appoggio del pedale con la staffa posizionata perpendicolarmente al terreno.

Gran parte dei biomeccanici utilizza per semplificazione dell’utente la distanza tra la superficie del sellino ed il centro del movimento centrale (punto C) descrivendo poi a parte le caratteristiche dello scarpino, del pedale e della staffa.

Schema di esempio delle principali misure utili al setting di una bicicletta

Questa quota rappresenta nel piano cartesiano la posizione y;x rispetto al movimento centrale della bici.

Quali parametri deve rispettare una corretta quota di altezza sella?

L’apparato locomotore umano ha molteplici combinazioni di movimento ed atteggiamento articolare, ogni ciclista presenta la sua caratteristica predominante che deve essere sempre rispettata durante l’identificazione di questo parametro.

Eventualmente, in caso di limitazioni marcate bisogna agire con correzioni e rieducazioni del movimento articolare.

Il movimento dell'arto inferiore viene grossolanamente semplificato ad una semplice flesso estensione sul piano frontale, mentre in realtà è il risultato di una complessa collaborazione tre le strutture e necessità di uno studio attento da parte di un tecnico esperto.

Le diverse tipologie di anca, caviglia, piede, bacino e postura in generale presentano caratteristiche di movimento diverse e quindi parametri di settaggio differenti.

A livello domiciliare l'altezza sella viene da anni calcolata mediante la formula di Hinault (cavallo in cm x 0.885)

Esempio: H sella= Cavallo x 0.885 – esempio 86.7 x 0.885 = 76.2cm

I limiti di questa soluzione, seppur valida per il ciclista neofita che effettua poche ore di allenamento, sta nella approssimazione del sistema umano a snodi semplici e segmenti rigidi collegati.

Approssimare il sistema umano ad una figura geometrica  bidimensionale e calcolarne mediante trigonometria il posizionamento ed il movimento ha grandi margini di errore, basti pensare che questa formula non prevede ovviamente le caratteristiche di:

Appoggio del bacino sul sellino

Tipologia di bacino

Caratteristiche dell'anca

Caratteristiche del piede

Caratteristiche di elasticità del soggetto

Tipologia di sellino

ecc.

Esempio di altezze sella differenti e situazioni limite

Possiamo definire quindi la caratteristica di una buona altezza sella come quella posizione del sellino necessaria a far compiere al ciclista un movimento dell’arto inferiore che consenta di non deviare troppo dal fisiologico e di non sovraccaricare le strutture tendinee, capsulari e muscolari interessate.

Questo tipo di identificazione della misura corretta deve essere effettuata con una analisi dinamica del soggetto che vede lo studio in relazione delle capacità di movimento e di espressione di forza.

In letteratura e con prove dirette ritroviamo utile tenere come parametro guida una estensione massima del ginocchio compresa tra i 140/150° con il margine personale di qualche grado.

Come è facile intuire abbiamo molta elasticità nel settaggio ed il segreto sta nel definire l'ottimale per ognuno tenendo conto di quanto detto prima.

Esempio di analisi angolare sull’estensione dell’arto inferiore

Come mi accorgo di non avere una altezza sella idonea?

Pedalare con una altezza sella inadeguata non sempre comporta una sintomatologia dolorosa, certamente maggiore è l'errore di setting e maggiore sarà  la probabilità di avere problemi. Parlando di un sistema umano e di caratteristiche di sforzo troppo disomogenee non è classificabile con precisione un parametro adatto per tutti.

Oltre alla possibilità di effettuare un controllo da un biomeccanico abbiamo la possibilità di ascoltare le nostre sensazioni, a volte ci dimentichiamo di avere in uso la più complessa ed efficiente macchina del mondo, il corpo umano.

Un settaggio imperfetto può al di là delle sintomatologie dolorose varie (su cui faremo un focus nei prossimi articoli) darci diverse sensazioni, è quindi utile stare attenti alla percezione di queste condizioni:

-Scarsa resa ( la muscolatura non collabora e la pedalata ha dei punti eccessivamente inattivi)

-Difficoltà nella guida e gestione della bicicletta nelle condizioni maggiormente difficili (ad esempio la guida in un tratto sconnesso)

-Perdita evidente di efficienza della pedalata in salita o in pianura (squilibrio marcato di resa al variare della pendenza)

-Difficoltà di guidare la bici in discesa (poco controllo dell’avantreno in curva)

-Asimmetria di pedalata (sensazione di affaticamento sbilanciato tra le gambe)

-Continua ricerca della seduta comoda

ecc.

A livello articolare il principale campanello di allarme sta nel dolore o nell'affaticamento eccessivo riscontrato durante o nel post attività, le aree maggiormente colpite da una cattiva altezza sella (su cui faremo focus nei prossimi articoli) possono essere:

-Zona lombosacrale

-Anca

-Ginocchio

-Tibiotarsica

-Piede

-Dolore perineale

-Dolore Cervicale

-Mal di schiena esteso

In definitiva è coinvolta tutta la struttura

Pedalare bene è importante data la natura ripetitiva del gesto, differenze di pochi mm possono determinare dolori e scarsa resa sportiva, a sottolineare l’importanza del setting vi lascio elaborare una semplice considerazione, pensate a quante pedalate effettuate durante un'uscita media di 3 ore ad 80 Rpm medie, 14.400 giri di pedale!

In conclusione, la caratteristica di estensione dell’arto è tipica del ciclista in analisi e va identificata attraverso dei test ed una analisi dinamica specifica.

Queste caratteristiche possono cambiare nel tempo, in relazione allo stato del soggetto ed alle caratteristiche di componenti e telaio.

Le semplificazioni in quanto semplificazioni sono poco utili al ciclista assiduo, ma potete comunque analizzare i punti scritti sopra per una prima analisi che riguardi la correttezza o meno del vostro settaggio.

Scritto da Marco Cellini

 

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