Vino e colpi di pedale a casa del Gallo Nero

Michele Bazzani ci racconta la sua Granfondo del Gallo Nero, la gara di casa, dal sapore speciale.

2 ottobre 2018, Radda in Chianti (Si) - Da alcuni anni il Consorzio del Chianti Classico sta investendo molto sul ciclismo e sulla sua promozione. La bici è infatti uno dei mezzi migliori per godere e apprezzare al meglio questa terra di eccellenza, ricca dei suoi paesaggi da cartolina e dei suoi prodotti tipici, tra cui sua maestà il vino. E la Granfondo del Gallo Nero si inserisce magnificamente in questo contesto, richiamando ogni volta tanti partecipanti da ogni angolo d’Italia e non solo. Per quest’anno viene annunciata una quota di 1500 iscritti, un risultato che consolida la crescita di questa manifestazione, nonostante non sia più inserita nel circuito Prestigio come lo scorso anno.

Per me è un’emozione particolare ogni volta che vi partecipo, per l’amore che mi lega a questa terre dove abito e pedalo quotidianamente. Il primo pomeriggio del sabato trovo già una bella atmosfera, carica di entusiasmo per l’evento dell’indomani, con i tanti ciclisti che passeggiano per le strade del bellissimo centro storico di Radda e si recano al consueto rito del ritiro del pacco gara: immagini che ricordano il “sabato del villaggio” di leopardiana memoria. Tra questi l’amico Alessandro, proveniente da Milano ma oramai ospite fisso in questo angolo di Toscana, e il tuttofare Mirko, referente italiano della Granfondo New York, alla guida di una simpatica combriccola di ciclisti romani. A sorpresa incrocio anche il ciclista parmense Giulio Gennari che ha deciso in extremis di sfidare il Gallo Nero: per lui, amante delle grandi montagne, un week end diverso sulle nostre colline.

La domenica ci accoglie con una bellissima alba dorata, che preannuncia una splendida giornata di sole, e una tiepida temperatura già dal primo mattino: ci saranno tutte le migliori condizioni per poter apprezzare gli stupendi paesaggi attraversati dalla gara. In griglia si respira allegria e frenesia. Tra i volti noti si riconoscono Eros Poli e Dario Cioni, ex professionisti dal glorioso passato e ancora in forma, che si apprestano a vivere un’allegra e spensierata pedalata in compagnia sulle strade del Chianti Classico. Poco dietro quelli che la gara la faranno davvero, come l’intramontabile Daniele Bertozzi alla guida del suo competitivo Team del Capitano. A dare il via, oltre al sindaco di Radda Pierpaolo Mugnaini, anche il direttore del consorzio Chianti Classico Carlotta Gori, mentre il presidente Giovanni Manetti si schiera in griglia col pettorale 1716, che ricorda l’anno di nascita del Chianti Classico e dell’atto ufficiale per la sua delimitazione territoriale.

Dopo la partenza in discesa a velocità controllata, ci lanciamo verso la prima asperità di giornata che porta verso Panzano. Le pendenze qui sono dolci ma l’andatura sostenuta allunga decisamente il gruppo. Si fa fatica, ma non si molla, almeno per ora. Nel frattempo mi raggiungono i compagni Fabio e Massimo, partiti dietro e autori di una partenza strepitosa. La picchiata verso Greve svela già panorami straordinari verso il monte San Michele, ma non c’è tempo per ammirarli. Anche la salita verso Spedaluzzo, arcigna e irregolare, viene volata via rapidamente. Si riscende con un gruppone ancora numeroso verso il fondovalle dove, per il timore dello stretto accesso alla salita di Luiano, facciamo una vera e propria volata per guadagnare le migliori posizioni. Qui si comincia a far fatica e inizia la selezione. Io resisto grazie alla brevità della salita e alla conoscenza del percoso, ma le sensazioni non sono le migliori. Scambio due battute con l’amico Daniele Testa che condivide le mie preoccupazioni: stiamo andando veramente forte e presto la strada ci chiederà il conto. L’atmosfera è comunque familiare, sia perché sto passando vicino casa, sia perché in gruppo ci sono tanti amici: tra questi Annalisa e Chiara che, ottimamente guidate dai rispettivi gregari, si apprestano a giocarsi la vittoria sul percorso medio al femminile, e l’ultracyclist Omar Di Felice qui in veste di testimonial della Wilier, sponsor tecnico della manifestazione.

La salita del Canaglia, primo tratto della lunga ascesa che porta verso Castellina in Chianti, viene affrontato a ritmi folli. Qui commetto l’errore di resistere più possibile, in pieno fuorisoglia, bruciando le ultime stille di glicogeno. Dopo diversi chilometri al gancio devo mollare la presa dal gruppo che prosegue di buon passo: purtroppo conosco il percorso e so che non concederà tregua. Mi passano diversi corridori, tra cui Fabio e Filippo attardati da una caduta. Sento le gambe veramente vuote e il difficile momento si prolunga. Vengo svegliato dal torpore dall’arrivo di un folto gruppo, guidato in discesa da un pimpante Alessandro. Mi accodo. Salita di Galenda. Dura, fatica, ma resisto. Adesso si sfiorano i vigneti del Castello di Ama con degli scorci mozzafiato. Una discesa vertiginosa ci riporta a valle, poi un attimo di tregua. Il gruppo che si è formato è veramente numeroso, ma adesso affrontiamo la salita verso S.Regolo e il Castello di Brolio: avverto Fabio dell’ultimo strappo in forte pendenza. Lui tiene duro. A me sarà fatale. La crisi, quella vera, comincia ad affiorare. Sento di aver mangiato poco e speso molto. Le ultime difficoltà altimetriche di Castagnoli e Badia a Coltibuono diventeranno un calvario che condividerò con Andrea Ciacci, ciclista senese compagno di tante avventure, anche lui in difficoltà. Ne approfitto per ammirare ogni angolo dei magnifici territori attraversati con rocche e castelli a incorniciare boschi e vigneti. Sulla rampa finale dell’arrivo, vengo incitato da Massimo autore di un’ottima prova e dalla sua famiglia, qui giunta per fare il tifo a tutta la squadra e godere della festa. Arrivo stremato ma felice, nonostante la prova non all’altezza delle mie aspettative. Gli abbracci degli amici sono consolatori. E lo saranno ancor più quando i calici di ottimo vino Chianti Classico, che accompagnano un succulento pasta-party, si incroceranno per festeggiare quella che per tutti noi ciclisti equivale a una vittoria: paesaggi da favola, ottimo vino e tanti amici… il Gallo Nero offre sempre un contorno da favola. E il 22 settembre 2019, data della prossima edizione, saremo di nuovo tutti qua.

Testo di Michele Bazzani - Foto DigitalMovie e Consorzio Chianti Classico

 

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