Insieme alle Comari per “far risplendere” le Dolomiti

Michele Bazzani racconta la sua bella giornata passata insieme alle Comari della Maratona a "ripulire" dai rifiuti le splendidi Dolomiti.

3 luglio 2018, Bolzano - Sono da poco passate le otto di un tranquillo lunedì mattina dolomitico. Le luci, i suoni e i colori della Maratona dles Dolomites disputata il giorno prima, sono oramai un ricordo, un bellissimo ricordo. Alcuni ciclisti salgono in silenzio i tornanti del Campolongo nella consueta sgambata del lunedì, mentre il Sassongher vigila sonnacchioso incappucciato da qualche nuvola mattutina.

Ma non per tutti la Maratona è finita: un gruppo di persone, attrezzati di guanti, sacchi e pinze, si distribuisce lungo la strada per ripulire la strada dai rifiuti lasciati dal passaggio della corsa del giorno prima. È il gruppo de “Le Comari della Maratona” che, oramai da oltre dieci anni, coadiuva l’organizzazione e i volontari nel cancellare le tracce di chi, non avendo compreso lo spirito del suo passaggio tra le montagne, aveva lasciato ricordi non graditi. Le “Comari” sono anche loro ciclisti e con il loro contributo, oltre ad assicurare un servizio effettivo di pulizia delle strade, intendono lanciare un messaggio di mantenimento dell’equilibrio ecosostenibile della bella festa del giorno prima, cercando di sensibilizzare i colleghi nel rispetto della banale regola di non gettare rifiuti e cartacce durate la corsa.

Proprio alla vigilia della gara Michil Costa aveva lamentato l’eccessivo uso della plastica nella nostra esistenza quotidiana e della necessità di uno stile di vita più consono al rispetto della natura. E veramente stringe il cuore nel vedere sporcare le nostre belle montagne da parte di chi, i ciclisti, dovrebbe solo ammirarne e goderne ogni aspetto. Per questo quest’anno ci siamo uniti alle “Comari” andando a condividere questa esperienza catartica, unendoci a Massimo, Luca, Ettore, Maria Luisa, Riccardo, Roberta e Isabella. Gli involucri delle barrette e dei gel che invadono i cigli della strada vanno a riempire i nostri sacchi. Ma con nostra grande sorpresa si nota che ci trova di tutto, anche i resti dei gitanti domenicali che non hanno niente a che fare con la corsa e che sicuramente non comprendono che, lasciando i loro rifiuti sparsi per i prati, rischiano di rovinare uno scenario da sogno: bottiglie di vetro e di plastica, fazzoletti, carta stagnola, perfino una scarpa… Un brivido ci scuote quando alcuni ciclisti, passando, ci salutano e ci ringraziano per il nostro lavoro, mostrando di capire il messaggio. Così rinfrancati completiamo il nostro lavoro, andando poi a riunirsi con gli altri ragazzi cui erano stati assegnati altri tratti di strada: alla fine nel solo tratto tra La Villa ed Arabba abbiamo riempito undici sacchi di immondizia. Perlomeno fino alla prossima occasione le montagne tornano a respirare, con l’auspicio che ogni volta, grazie anche a queste opere di sensibilizzazione, la spazzatura raccolta si riduca di anno in anno.

Adesso il lavoro dei volontari è veramente finito. E adesso inizia la loro festa. Come si abbassano le luci della sera il comitato organizzatore, riconoscente, dedica loro una serata speciale presso il Palaghiaccio ringraziandoli del loro lavoro a nome di tutti i partecipanti. È anche e soprattutto per merito loro che la Maratona dles Dolomites può svolgersi ogni anno diventando, come le montagne che ci avvolgono, sempre più bella …

Testo di Michele Bazzani

 

Free Joomla! template by L.THEME