Gf Sportful Dolomiti Race: a caccia del lupo in una giornata perfetta

Davide Sanzogni ci racconta una giornata perfetta e un evento perfetto, dove dove ogni ciclista è realmente accolto e coccolato, dal primo all'ultimo.

Feltre (Bl) - Ogni tanto mi trovo nella necessita' di derogare ai viaggi in giornata che contraddistinguono il mio modo di fare gran fondo. Questo e' il caso della Sportful Dolomiti Race ove mi sono recato insieme al mio compagno di team, Alberto Drisaldi.

Anche se il viaggio per arrivarea Feltre e' lunghetto, una volta giunti sul posto la gentilezza dei volontari e in genere della popolazione locale nei confronti di noi ciclisti ci fa sentire subito a casa. Non va dimenticato infatti che da una settimana Feltre e' stata invasa dalle due ruote, gia' in occasione della 24h Castelli.

Ritiriamo rapidamente il ricco pacco gara in cui e' compresa una maglia by Sportful realizzata per l'evento, dai materiali identici a quelli che vengono utilizzati dai Pro. A proposito di Pro, sono presenti Pellizzotti, Purito Rodriguez, Cortina e Paolo Bettini. Ne approfittiamo per farci fotografare con loro.

Via quindi in hotel, dove un simpatico e disponibile gestore ci fara' trovare la colazione pronta l'indomani per le 4.30, ma solo dopo aver mostrato il suo stupore per il nostro essere cosi' mattinieri con un ricco campionario di espressioni tipicamente venete. Ma dato che la partenza e' prevista per le 7 e abbiamo comunque 30' di viaggio per tornare a Feltre, non abbiamo molte alternative.

E poi cena, dove persone altrettanto cordiali di nuovo ci fanno sentire i benvenuti. E questo e' solo l'anticipo del tifo che sperimenteremo il giorno dopo lungo il percorso, con addirittuta musica e altoparlanti piazzati lungo il percorso.

Puntuali ci presentiamo in griglia mentre un bel sole ci riscalda rendendo l'attesa gradevole. Al via, ci vuole un po' perche' il gruppo esca dal centro abitato di Feltre e transiti al km zero.

Visto l'impegno richiesto da entrambi i percorsi l'andatura non e' forsennata come in altre manifestazioni e c'e' spazio prima che la strada inizi a salire per portarsi piu' avanti.

La prima asperita' di giornata e' Cima Campo. Qui mando all'aria i buoni propositi del giorno prima, scollinando in poco piu' di 1h. Troppo veloce, ma in questo momento mi sento bene. Superando Bettini e Rodriguez che salivano chiacchierando mi permetto addirittura di domandare al due volte campione del mondo se  il sudore che gli cola dal casco sia vero o finto. Lui mi garantisce che e' vero, ma poco dopo allo scollinamento mi sorpassera' dandomi cosi' l'occasione e l'emozione di fare nella sua scia la lunga discesa seguente. Uno spettacolo e' quello che mi ripeto cercando di non perdere la sua ruota.

Mi trovo cosi' a imboccare di slancio il bivio per il lungo. Una breve rimonta contro vento ed una nuova discesa ci portano a Telve, ove parte la lunga ascesa verso il Manghen. Qui sono piu' bravo a gestirmi e ci metto un'ora e mezza tonda a scollinare. Lungo l'ascesa scambio anche qualche parola con i miei compagni occasionali di strada, nulla in confronto all'amico Fabio che mi sorpassa scattando fotografie. Che gamba!

Una breve sosta per riempire le borracce ringraziando, a differenza di altri concorrenti decisamente esagitati, i gentilissimi addetti ed e' di nuovo il momento di divertirsi in discesa. Impressionanti per numero i volontari predisposti per la sicurezza in questo frangente.

Arrivato in Val di Fiemme sono in un bel gruppo che avanza a passo spedito, anche troppo. Arrivo a Predazzo che sono cotto. Faccio addirittura fatica a bere e ad alimentarmi ed e' cosi' che approccio il Rolle ad un andatura risibile. Per fortuna un po' di nuvolette coprono il sole e la vista delle Pale di San Martino rinfranca lo spirito.

Afferro al volo una tazzina di caffe' offertami al ristoro del passo e di nuovo mi posso divertire in discesa andando a mettere in fila dietro di me un nutrito gruppetto. Poi, come la strada spiana e il vento forte soffia contrario, iniziamo a girare fino all'imbocco dell'ultima asperita' di giornata, il passo Croce d'Aune, dove Tullio Campagnolo ebbe l'intuizione che lo porto' a sviluppare lo sgancio rapido delle ruote.

Salgo un po' meglio che sul Rolle, aiutato dalle pendenze a doppia cifra e quando scollino finalmente ho la consapevolezza che in una ventina di minuti tagliero' il traguardo e al collo avro' la medaglia da finisher.

Sono al ristoro dopo l'arrivo quando rivedo Fabio che purtroppo ha mancato l'obiettivo di stare sotto le 7.30 causa un problema alla ruota posteriore. Peccato, perche' era ampiamente alla sua portata. Arriva anche un altro amico della Rodman, Ivan Bersanetti, che ha ben chiuso il lungo nonostante una caduta rovinosa avvenuta a Predazzo a causa di un contatto in gruppo e mentre parlo con loro arriva anche Alberto, soddisfatto per aver migliorato il suo personale in questa manifestazione.

Con lui recupero le nostre cose per una doccia e recarci al pasta-party che definire abbondante e gustoso e' dire poco: poker di pasta, canederli, frutta, yogurt, birra, acqua e caffe'. Qui per fortuna non ho piu' problemi ad alimentarmi e spazzolo tutto con estrema soddisfazione.

Ma soddisfazione generale per tutto l'evento, veramente ben gestito e ben curato. Su strade in ottime condizioni, pressoche' prive di traffico grazie alle ordinanze di chiusura (solo il Rolle ha dovuto riaprire realtivamente presto), dove ogni ciclista e' realmente accolto e coccolato, dal primo all'ultimo.

 

 

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