Un week end di mare, sole e tanto divertimento con la Gf San Benedetto del Tronto

"Il Mare Adriatico nel mese di maggio diventa l’assoluto protagonista delle granfondo. Dopo il trittico romagnolo ci spostiamo a San Benedetto del Tronto, dove la vulcanica Sonia Roscioli e il suo staff hanno messo in piedi un’altra fantastica edizione della loro manifestazione, peraltro illuminata da giornate quasi estive. Quale migliore occasione per organizzare una bella trasferta di squadra?" Parola di Michele Bazzani.

29 maggio 2018, San Benedetto del Tronto (Ap) - Per noi toscani non è mai comoda una trasferta in terra marchigiana, ma dopo avervi partecipato lo scorso anno, avevo coinvolto con il mio entusiasmo i miei compagni di squadra che, chi da soli, chi con la famiglia, avevano risposto all’appello. Per godere di ogni singolo aspetto della festa messa in piedi in questa due giorni e sabato, già di buon mattino, eravamo in viaggio verso San Benedetto del Tronto. Per fortuna l’apertura della nuova superstrada, che permette di superare velocemente il valico del Colfiorito, abbrevia il percorso e prima di mezzogiorno siamo già a destinazione. Gli stand sono già montati e fervono gli ultimi preparativi prima dell’apertura del villaggio di gara e dell’area expo. Basta un colpo d’occhio per capire la comodità della logistica, con tutti i servizi concentrati entro poche centinaia di metri. Intanto il sole splende alto in un cielo di un azzurro irreale. L’aria è calda ma sufficientemente ventilata, così che è piacevole anche fare due passi lungo la bellissima spiaggia, già attrezzata per l’estate. Ne approfittiamo per un gustoso pranzo a base di pesce in riva al mare.

Prima di recarci all’apertura degli stand per il ritiro del pacco gara, facciamo una piacevole sgambata sul lungomare allo scopo di smaltire un po' di tossine e sciogliere le gambe. Sul rettilineo di partenza nel frattempo risuona la voce familiare dello speaker Daniel Guidi che commenta, con il solito entusiasmo, la bella gimkana organizzata per i bambini alle prese con le prime pedalate, ma già smaliziati con i trucchi del mestiere. Con mio grande piacere noto che l’area expo ciclistica prosegue lungo la contigua area pedonale, trasformandosi in un vero e proprio mercatino dei prodotti tipici locali. Evidentemente l’organizzazione della granfondo si muove in simbiosi con la città, cosa che crea un utile sinergia assai piacevole anche per il ciclista di passaggio: ci sentiamo ospiti graditi, e ci immergiamo nel frenetico tardo pomeriggio sambenedettese, dimenticandoci per un po' della gara del giorno dopo.

Mi sveglio, come al solito, all’ultimo momento utile: trovo i miei compagni già a fare colazione, dove arrivo con gli occhi ancora assonnati. A svegliarmi ci penseranno i pochi chilometri in bici verso le griglie di partenza e la seconda colazione, a base di crostata e pasticcini, offerta dal Caffè Florian. Un’altra piacevole chicca di questa granfondo.

Poi la partenza. Mi concentro, c’è da fare attenzione nei primi chilometri sul lungomare con alcune curve strette, che introducono al lungo tratto di pianura iniziale. Si parte subito forte, una caduta, un buco da chiudere e il primo fuori soglia della giornata è servito. Poi l’andatura davanti rallenta leggermente e ne approfitto per risalire il gruppo. Arrivano le salite: il cuore torna in gola, le gambe iniziano a bruciare, ma per ora si tiene duro. Il gruppo si sfilaccia nella picchiata verso la Val d’Aso, poi si ricompatta nel lungo rettilineo in leggera salita che introduce alla divisione dei percorsi, dopo la quale ritrovo vicino i miei compagni Massimo, Devis e Fabio. La tregua sarà molto breve perché una secca svolta verso destra ci introduce all’impegnativa ascesa verso Montelparo. Qui la selezione diventa più importante. Faccio fatica ma non mollo, anche se nei tratti più ripidi perdo qualche metro. Ma non c’è un momento di pausa, brevissime discese introducono a rampe sempre più impegnative: capisco che così non posso reggere a lungo e, anche in previsione delle salite che ci attendono, preferisco sfilarmi e attendere il folto gruppo formato alle mie spalle. Qui sta infuriando la lotta per la vittoria nella gara femminile dove Gioia Chiodi e Chiara Turchi, assistite dai loro gregari, mostrano tutta la grinta e tenacia di cui sono capaci. Un bel momento di sport. Le dure rampe che portano verso Force mi costringono a un supplemento di fatica. È il momento peggiore, ma vedo che sono in buona compagnia e le difficoltà ci sono per tutti. Finalmente giunge una tregua.

È il momento di alimentarsi, sperando che non sia troppo tardi, visto che le energie spese sono già tante. Sulla salita verso Montedinove il ritmo aumenta ancora e il gruppo si seleziona. Qui raggiungiamo Fabio che ha dovuto mollare un po', ma che adesso pare essersi ripreso. Ci incoraggiamo e ci scambiamo più volte l’acqua che riusciamo a raccogliere ai ristori: spesso penso a quanto possa essere utile l’assistenza di un compagno nei momenti di difficoltà. Così corroborati superiamo di slancio le ultime due salite di giornata. Dopo il grazioso borgo di Acquaviva Picena ci sono ancora un paio di strappi a interrompere la discesa, poi si apre davanti a noi il mare e la città di San Benedetto, da quasi trecento metri di altezza. La picchiata sarà velocissima e in pochi minuti siamo già nell’abitato pronti a giocarci i piazzamenti in una volata di gruppo. Mi defilo evitando di correre rischi non avendo più niente da chiedere a questa gara di cui taglio il traguardo con enorme soddisfazione sullo stupendo lungomare incorniciato dalle palme, mentre Fabio si lancia nello sprint. All’arrivo incontriamo raggianti gli altri compagni reduci da una gara strepitosa, ci abbracciamo felici e ci lanciamo verso il ricco ristoro messo in piedi nei pressi dell’arrivo a base di alici, piadine e … prosecco. Non proprio gli alimenti ideali per recuperare dopo la gara, ma ci piace lasciarci abbandonare alle coccole riservate ai partecipanti di questa manifestazione.

Coccole che proseguono nel dopo gara, con un pasta party a base di pesce, contraddistinto da abbondanza e qualità, mentre poco distante proseguono le premiazioni delle varie categorie. E dopo il ringraziamento ai volontari, gentili e sorridenti in ogni momento, ci lanciamo verso il mare e la spiaggia per l’ultimo momento di relax. Dura poco, perché è già arrivato il momento di rientrare. Riprendiamo a malincuore la strada di casa, mentre scorrono davanti ai nostri occhi le immagini di uno strepitoso fine settimana segnato da sport, amicizia e tanto godimento.

 

 

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