Pedalando alla Don Guanella con Evans e altri ospiti

Il racconto di Davide sanzogni sulla sua Granfondo Don Guanella, a cui ha preso parte come ospite anche Cadel Evans.

28 maggio 2018, Valmadrera (Lecco) - Una volta tanto la sveglia suona che fuori c'è già luce, ma forse perché siamo a giugno. Infatti la partenza della seconda edizione della granfondo Don Guanella è fissata comunque abbastanza presto, alle 8.30 presso l'omonima Cascina a Valmadrera, nei pressi di Lecco.

Viaggia con me il mio compagno di team alla RAT Ride All Terrain Alberto Drisaldi che ha gia' partecipato a questa granfondo, ma su diverso percorso.

Presso la zona logistica allestita presso la Cascina Don Guanella ritiriamo i pacchi gara, in cui troviamo una bella polo dedicata all'evento. Parcheggiato in un angolino tra le vie del paese constatiamo che, sara' il vicino lago e gli spazi relativamente stretti che si affacciano sulle sue rive o forse ancora il percorso unico, di fatto ci sono alcune assonanze una tipica granfondo ligure.

Apena pronti ci rechiamo alle griglie, poco distanti, con un certo anticipo e cosi'  ho modo di chiacchierare con alcuni altri partecipanti tra cui l'amico Martino Franzini del team Grosio ciclismo e con Elisabetta ed il suo gregario e marito Marco, alias il presidente del team Rodman Azimut che come sempre schiera un gran numero di partecipanti.

Le parole del "prete a pedali" (non è Don Camillo, ma per tempra un po’ lo ricorda) che gestisce la struttura della Cascina Don Guanella, cui il ricavato di questa manifestazione sarà interamente devoluto, riecheggiano pochi minuti prima del via. Nomina l'equilibrio un paio di volte, ed in effetti direi che è fondamentale oggi, specie nei primi chilometri.

Un breve tratto ad andatura controllata e poi si parte davvero, o forse no. Nessuno apre il gas davanti e il gruppo resta coeso. Compatti affrontiamo le prime gallerie dove l'alternanza di chiaro e scuro mette alla prova l'attenzione dei partecipanti. Bisogna essere vigili, cercare di non farsi tamponare, sperare di non essere tamponati ed in ogni caso non deviare dalla traiettoria.

Successivamente la strada si svolge sinuosa lungo la sponda orientale del triangolo lariano. Il gruppo si allunga ma siamo sempre tutti insieme fino ad imboccare il Ghisallo nei pressi di Bellagio.

La salita parte subito dura, con pendenze in doppa cifra e come sempre cerco di trovare quel difficile compromesso tra tenere la ruota di chi mi precede e non esplodere. In questo mi aiuta individuare tra i partecipanti Michele Franzi con cui ho gia' corso in passato. Affronto i primi 4km in poco piu' di un quarto d'ora, riesco a rifiatare nel tratto interlocutorio in falso piano e affronto con maggiore decisione la seconda parte. Con Martino ed altri, in vista dello scollinamento ove si trovano sia il santuario che il museo del ciclismo, riusciamo ad avvicinare il gruppetto che ci precede e completiamo il ricongiungimento nella seguente veloce discesa.

Nemmeno il tempo di raffreddare i muscoli, e questo per me e' un bene, ed e' gia' ora di risalire. Iniziamo ad affrontare i tornanti che portano verso la Colma di Sormano. Ogni tornante è un'accelerazione con stilettate intorno ai 5W/Kg. Nel gruppo, oltre al gia' citato Martino riconosco Corrado Dossi della Rodman e Andrea De Luca. Tutti atleti che so essere piu' forti del sottoscritto. Da ultimo anche il cuore stabile oltre i 180 battiti mi indica chiaramente che questo non è il gruppo giusto per me, così mi lascio sfilare gradualmente. Mi accodo ad un atleta della De Rosa Santini, Stefano Tarabini, che si era sfilato poco prima. Con lui saliamo regolari e mentre passiamo a fianco al bivio che porta al famigerato muro di Sormano (che per fortuna oggi non è previsto), veniamo raggiunti da un gruppetto di contrattaccanti.

Il ritmo riprende a salire, ma senza comunque raggiungere i livelli del gruppo abbandonato in precedenza. Questo e' il gruppo giusto e anzi, allo scollinamento mi porto nelle prime posizioni per affrontare meglio la tecnica discesa verso Nesso, sul ramo comasco del Lario.

Moto staffette, volontari, segnalazioni ed un'ordinanza di chiusura hanno reso la discesa relativamente sicura, anche se vista la ristretta sede stradale e la presenza di alcune auto ferme oltre che di numerosi ciclisti fuori gara, una certa dose di prudenza non guasta mai.

A Nesso ci ricompattiamo e chi piu' chi meno tutti diamo il nostro contributo nel tratto ondulato che ci riporta a Bellagio. Siamo una dozzina e c'è anche modo di rifiatare. Solo a Bellagio, in corrispondenza di uno strappo piu' deciso si rompe per un attimo l'equilibrio con due atleti che si avvantaggiano, ma naturalmente l'avventura dura poco. Mentre ripercorriamo in senso opposto il tratto di strada fatto al mattino noto che si stanno formando alcune code di veicoli fermi ma, almeno per il momento, nessuno ci sta mandando a quel paese anzi, alcuni ci incoraggiano, cosa per cui li ringrazio prontamente, come ringrazio passando il personale impegnato nel presidio degli incroci o a fermare le autovetture. Il gruppetto di cui faccio parte è a cavallo della 50esima posizione: la mia speranza è che una situazione simile si sia mantenuta anche alle nostre spalle.

Giunti a Valmadrera continuiamo a costeggiare il lago ed in breve oltrepassiamo la localita' di partenza per spingerci sulle propaggini settendrionali di Colle Brianza. Temevo questa salita, in particolare temevo fosse previsto un passaggio su alcuni versanti molto ripidi di questa localita'. Per fortuna non sara' cosi' e, anche se il gruppo subisce una forte screamtura andando praticamente a dimezzarsi, riesco a superare queste salitelle abbastanza agevolmente, ad alimentarmi (anche una banana presa al volo ad un ristoro contribuisce) ed anche a scambiare qualche battuta con i miei compagni di viaggio. Siamo un bel gruppetto: nessuno particolarmente assatanato e tutti contribuiscono alla marcia secondo i propri mezzi... come un matrimonio, che deve durare ancora un'oretta prima di divorziare in vista del traguardo.

Quando arriviamo a meno di 500 metri dall'arrivo infatti inizia l'impegnativo strappo che conduce alla Cascina Don Guanella e qui ognuno procede del suo passo.

Io sento i muscoli indurirsi, sono a rischio crampo ma stringo i denti e riesco a superare i tappeti prima di posare i piedi a terra.

Mi avvio verso il ristoro posto dopo il traguardo salutando alcuni amici già giunti quando ecco arrivare Alberto autore di una buon prova. Con lui e un suo "rivale" di categoria, Ivan Bersanetti, ci rechiamo ai tavoli del pasta party dove abbiamo modo di rifocillarci e chiacchierare.

Alberto ha anche avuto modo di pedalare per un tratto con Cadel Evans, uno degli ospiti di questa manifestazione che prima che una granfondo, è bene ricordarlo, va considerata a tutti gli effetti un evento benefico.

Per questo motivo infatti oltre al pasta party erano disponibili varie chioschi che offrivano pizza, panini con la salamella e ovviamente ottima birra per un modico extra.

Così infine riprendiamo la via di casa, mentre alcuni concorrenti stanno ancora giungendo. Dalle loro espressioni mi sembra che si siano divertiti almeno quanto mi sono divertito io, mentre sono certo che hanno apprezzato piu' di quanto non sono riucito a fare io oggi i magnifici scorci che offre questo triangolo di territorio compreso tra i due bracci del lago di Como.

 

Free Joomla! template by L.THEME