Tutti in sella a caccia dello Squalo

Spinti dalla curiosità di provare nuovi eventi, il nostro peregrinare per l’Italia ci porta a Cattolica per la Granfondo Squali - Carrera, manifestazione giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Un grandissimo evento, impreziosito quest'anno dalla presenza del grande Vincenzo Nibali. Parola di Michele Bazzani. 

15 maggio 2018, Cattolica (Rn) - Questo angolo d’Italia, al confine tra Romagna e Marche, incastonato tra la riviera adriatica e le propaggini montuose del Montefeltro, è famoso in tutto il mondo per la qualità dell’accoglienza e questo mi rende fiducioso per quello che mi aspetta. Conosco bene queste zone, anche ciclisticamente, dove si viene spesso perché qui si disputano, peraltro in questo spesso periodo, granfondo storiche come la Nove Colli e la Via del Sale. La mia curiosità su come si possa mettere in piedi una manifestazione di successo in un calendario già così fitto viene subito soddisfatto al mio arrivo nella Shark Arena, nei pressi dell’Acquario di Cattolica, dove è concentrata tutta la logistica della gara, con un ricco e animato villaggio fieristico con tanti stand espositivi. Sono le prime ore del pomeriggio del sabato ma già si respira una bella aria di festa. Al ritiro del pacco gara incontro e saluto Daniele Chiarello, ottimo ciclista che è già pronto per un’altra gara a servizio della sua nuova capitana Anita Manzato. Ma la mia attenzione viene presto distolta dall’arrivo di Vincenzo Nibali, lo Squalo dello Stretto, che in occasione di questa special edition ha legato il proprio nome alla Granfondo, fungendo da ideale testimonial. La sua presenza suscita l’entusiasmo dei molti appassionati presenti e la sua disponibilità nel dedicarsi a tutti è veramente encomiabile. Le ore al villaggio passano veloci tra una birra in compagnia e alcune premiazioni, tra cui quella riservata al Team del Capitano di Daniele Bertozzi, che riceve il riconoscimento come squadra con il numero maggiore di iscritti alla Granfondo degli Squali. Ma è proprio sul fronte iscrizioni che si registra un vero e proprio boom, con oltre duemilacinquecento partecipanti, pronti a schierarsi in griglia.

La mattina della domenica accoglie il nostro risveglio con un cielo terso e una temperatura già gradevole. Saranno le condizioni ideali per pedalare, penso, anche se temo che nel finale di gara si possa soffrire un po' di caldo. Arrivo alle griglie di partenza quaranta minuti prima del via e le trovo già incredibilmente piene. Mi è stata assegnata la quarta e ultima in griglia dove mi accomodo, praticamente in fondo allo schieramento di partenza, già immaginando di vivere in maniera diversa questa granfondo.

Passano alcuni minuti dopo lo start prima che riesca ad agganciare il pedale, mentre quelli che si giocheranno la gara sono già lanciati sulla statale adriatica. Si parte comunque con grande entusiasmo, cercando di rimontare più posizioni possibile, ma i tanti buchi che si creano nell’iniziale tratto pianeggiante mi creano una fatica supplementare. La pianura è interrotta dallo strappo che porta verso l’emozionante Castello di Gradara, con la sua Rocca Malatestiana nota per le vicende di Paolo e Francesca. Ma non c’è tempo per ammirarla. La frenesia dei primi chilometri ci riporta a valle e poi su un continuo saliscendi, dove incrocio e saluto Nazzareno Asci, capitano della As Roma Ciclismo dove ho militato alcuni anni fa. Giunti al bivio dei percorsi per chi opta per il lungo si prospetto un lungo tratto in leggero falsopiano risalendo la Val Conca, con il vento contrario: i ritmi si fanno più blandi e mi devo accontentare della bassa velocità, gustandomi questo tratto di recupero prima del duro tratto centrale. A Mercatino Conca si svolta a sinistra e inizia la salita che, divisa in due tratti da un chilometro in discesa, ci porterà al Monte Osteriaccia. Le pendenze si fanno subito dure e ho modo di scaricare finalmente i miei cavalli (pochi, anche oggi) per cercare di recuperare un po'. Raggiungo Manuela, che lotta con la sua consueta grinta contro le difficoltà, due parole di incoraggiamento reciproco e via. Le sensazioni sono migliori del previsto, mentre vengo affascinato dai paesaggi selvaggi dei luoghi incontaminati del Montefeltro. Affronto la discesa con tutta la prudenza necessaria, anche in virtù dell’asfalto sconnesso, puntando solo a recuperare gruppi più numerosi per il prosieguo della gara. La salita verso la città di Urbino è lunga ma piuttosto pedalabile con molti tratti di recupero. Purtroppo sfioriamo soltanto la città ducale, ma ripromettiamo di tornarci a giugno per la Straducale, altra bellissima manifestazione della zona, a cui non si può mancare. Molto bello anche il tratto successivo verso Casalbordolo in zone isolate e poco trafficate, con strada in tendenziale discesa interrotta da bruschi strappi anche ripidi. Qui sento di stare bene e ne approfitto per allungare un po' l’andatura anche se non c’è più il terreno per recuperare posizioni. Per oggi va bene così, ci godiamo gli ultimi chilometri, meno impegnativi che ci portano verso il gran finale. Saliamo sulla “Panoramica”, la strada che serpeggia a mezza costa tra Pesaro e Gabicce attraverso il Parco del Monte San Bartolo, in un notevole scenario naturalistico con alcuni scorci verso il mare e il passaggio da borghi affascinanti come Fiorenzuola di Focara. C’è poco tempo per guardarsi attorno, però, perché l’andatura torna a farsi frenetica nel divertente saliscendi che ci porta all’arrivo. La terrazza panoramica di Gabicce Monte ci accoglie festosa con la musica e le ballerine brasiliane che si esibiscono sul palco e il ricco ristoro a base di piadina e sarde alla griglia, una delle chicche più belle di questa granfondo. Qui Maria Romana, che ha brillantemente completato il percorso corto, saltella entusiasta aiutando a riprendermi, mentre Maria Cristina mi “rimprovera” amabilmente per la scarsa fretta messa oggi in gara. Manuela arriva in preda all’acido lattico dopo una gara di sofferenza, ma ha parole di apprezzamento perché la panoramica, da strada dei motociclisti, è diventata per un giorno la strada dei ciclisti. Il tutto sotto la splendida regia di Ivan Cecchini, che si divide tra il consueto ruolo di speaker e quello meno abituale di organizzatore. Assieme a Filippo Magnani e agli altri membri dello staff sono riusciti nel miracolo di mettere in piedi in pochi anni una manifestazione di successo, impreziosita quest’anno dalla presenza di Vincenzo Nibali. Lo Squalo oggi ha pedalato con noi, accompagnando, assieme al compagno Franco Pellizzotti, il primo gruppo del percorso lungo. Noi lo abbiamo inseguito con tutta la forza e la gioia che siamo riusciti a imprimere sui nostri pedali. Ci siamo riusciti? I sorrisi dalla terrazza di Gabicce Monte raccontano solo storie di successo.

By Michele Bazzani


 

 

 

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