Finalmente la Gf Alassio-Laigueglia!!!!

26 aprile 2018, Laigueglia (Sv) - Come noto la lunga fase di brutto tempo che ha caratterizzato l’inizio della primavera ha portato al rinvio di diverse manifestazioni, tra cui Laigueglia e Alassio, con un effetto domino che ha coinvolto altri eventi.

Finalmente domenica 22 aprile ha potuto prendere il via in una giornata caratterizzata da un clima praticamente estivo la Gf internazionale Alassio-Laigueglia, in pratica una granfondo avente circa il percorso di Alassio dello scorso anno ma con partenza da Laigueglia, anche per poter ospitare comodamente gli oltre 2000 partecipanti attesi.

Solita levataccia e colazione ricca di carboidrati. A farmi compagnia in questo viaggio è Alberto, un mio compagno nella RAT Ride All Terrain. Ci dirigiamo al tendone dov'è sistemata la logistica. Ricco il pacco gara: manicotti e due paia di calzini Ekoi, sgrassante WD40, integratori Namedsport, deodorante (apprezzato sicuramente dai partner di ognuno di noi) ed una confezione di FiberPasta. Recuperiamo in fretta i dorsali, intorno al 700 per entrambi, che ci danno accesso alla seconda griglia, dove sono presenti anche le donne che l’organizzazione ha qui collocato. E' bello constatare che il movimento ciclistico al femminile continua il suo trend di crescita in termini numerici.

Chiacchiero con i miei vicini per ingannare la breve attesa. Tra loro Luca Bartolucci, del Team Scott, al quale espongo chiaramente la mia intenzione di prendergli la ruota per cercare di guadagnare posizioni. Lui si schermisce, ma quando alle 9 viene puntualmente dato il via, come previsto si rivela un trattorino. Con lui e il giovane pugliese Cesare Resta del Team Pedale Elettrico iniziamo a risalire posizioni, sfruttando la selezione offerta da tre capi in successione: Capo Mele, Capo Mimosa e l’insidioso Capo Berta.

Il gruppo è da subito allungatissimo, specialmente nelle brevi e veloci discese.

Ad Imperia svoltiamo in direzione dell’entroterra e risaliamo il fondovalle alternando un paio di brevi strappetti a lunghi tratti pianeggianti affrontati a poco meno di 40km/h. Quindi imbocchiamo la prima vera ascesa di giornata che porta al Colle di San Bartolomeo, ma da San Lazzaro Reale. Un versante diverso, più intimo lo definirei, rispetto a quello affrontato nelle edizioni precedenti. Una modifica che mi piace decisamente.

In questi 7 km di salita il gruppo si fraziona. Io con fatica cerco di tenere a vista i più forti, ma li perdo definitivamente nella seguente discesa che presenta alcuni tratti sconnessi, pur ben segnati, che tuttavia affronto con una solida dose di prudenza.

Al termine di questa discesa c’è spazio per rifiatare, alimentarsi e formare un nuovo gruppo forte di almeno una trentina di unità.

A Borghetto d’Arroscia una brusca svolta a sinistra immette sulla salita che porta a Gazzo. Diversamente da quanto capitato in altre edizioni, probabilmente perché il nostro gruppo è già attardato oltre la centesima posizione, nessuno dà fuoco alle polveri e riesco a tenere il ritmo senza particolare sforzo. Solo il sopraggiungere dalle retrovie di un amico, Martino Franzini del Grosio Ciclismo, porta un po’ di scompiglio, ma una volta lasciatolo andare il gruppo riprende il suo ritmo.

Quando la salita termina è ancora presto per parlare di discesa, dato che ci aspettano una ventina di chilometri di continui su e giù prima di puntare con decisione verso il basso. In questo frangente continuo a navigare nelle prime posizioni del gruppo, sprecando forse un po’ più del consentito, ma preferisco così, soprattutto per poter affrontare davanti i tratti in discesa. Alcuni, infatti, risultano ancora non completamente puliti a causa del lungo periodo di maltempo, ma tutto sommato sono in buone condizioni, grazie anche all’impegno dell’organizzazione che è intervenuta a spazzare e a porre delle pezze in catrame ove necessario.

Giunti sul fondovalle. procediamo in direzione della costa ostacolati da un intenso vento contrario. Ne approfitto per consumare un gel e scambio alcune battute con Enrico Merello, un amico ligure del Team Bike Infinity.

Sono di buon umore, la giornata è andata molto bene fin qui, ma quando iniziano gli otto chilometri di salita che portano all’arrivo posto al santuario della Madonna della Guardia la luce si spegne. Il cuore resta alto anche se i valori di potenza non salgono. Siamo al riparo dal vento e ormai si è fatto mezzogiorno. Già di mio patisco un po’ il caldo, ma in questa circostanza e visto il repentino cambiamento di clima degli ultimi giorni la cosa è particolarmente sentita, pertanto decido di lasciarmi sfilare e salire cercando di limitare i danni.

Gli ultimi due chilometri, dove la pendenza aumenta, sono particolarmente fastidiosi perché la velocità scende e la sensazione di calore aumenta. Ma ormai manca poco, un paio di tornanti ed ecco il cartello dell’ultimo chilometro, poi 500 metri, poi 400 ecc.. Da dietro non arriva nessuno, me la posso prendere comoda e pregusto il ristoro in vetta, dove mi dirigo subito dopo aver tagliato il traguardo. Una coca fresca e degli spicchi di arancia mi aiutano a rinfrescarmi. Saluto Manuela Sonzogni del Team Isolmant, che ha vinto l’assoluta femminile precedendo Annalisa Prato del Team De Rosa Santini (che mi ha sverniciato nel finale) e Valentina Carretta del Team All4cycling. Apprendo anche della vittoria in campo maschile di Paolo Castelnovo del Team MP Filtri davanti a Igor Zanetti del Team Miche Legend e a Dario Giovine del Team Isolmant.

Mi ritrovo con Martino e con lui e i suoi compagni di team scendiamo in centro ad Alassio, dove recuperate le mie cose dall’auto mi godo le docce, calde e senza fila, disponibili presso il centro Don Bosco. Oramai rimesso a nuovo e dopo aver lasciato la bici nel parcheggio custodito è il momento del pasta party, dove ovviamente non può mancare la pasta al pesto. Una fetta di tacchino, piselli, pane e un piccolo dolce completano il tutto.

Faccio una breve visita al villaggio espositivo, dove incontro l’organizzatore dell’evento e anima del Gs Alpi, Vittorio Mevio. A lui rivolgo l’apprezzamento per la manifestazione: valeva la pena di aspettare tutte queste settimane per vivere una vera festa dello sport!

Mi ritrovo infine con Alberto, che ha concluso una prova in crescendo ed è visibilmente soddisfatto. Caricate le nostre cose in auto non rimane altro che salutare la riviera.

Davide Sanzogni

 

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