Una Gf di Casteggio senza dubbio fortunata

Doveva essere una giornata di tremenda, invece la pioggia è caduta solo prima e dopo.

23 settembre 2019, Casteggio (Pv) - La granfondo di Casteggio è per me l’ultimo appuntamento della stagione, iniziata ai primi di marzo e svoltasi, come giusto, tra alti e bassi attraverso 14 appuntamenti granfondistici in giro per l’Italia. Anche se dopo la pausa estiva non sono riuscito a ritrovare quella verve agonistica necessaria ad affrontare al meglio una granfondo non posso mancare all’appuntamento di Casteggio. Peccato solo che le previsioni del meteo mettano acqua per la giornata di domenica.

Alla domenica mattina pioviggina, leggo i messaggi di alcuni amici che hanno deciso di non correre. Indosso il Gabba, ormai rassegnato ad una gara bagnata. Giunto a Casteggio, mezz’ora di viaggio da casa, per fortuna smette di piovere. Ma non mi fido e resto vestito pesante mentre all’interno del centro sportivo che ci ospita saluto amici e conoscenti. Ciliegina sulla torta, quanto entro in griglia e accendo il computerino mi rendo conto che non legge i dati del power meter. Batterie finite. Va beh, poco male. Tanto in gara lo guardo poco, ma mi sarebbe piaciuto scaricare i dati a posteriori.

Alle 9.30 viene dato il via e dopo nemmeno un chilometro si inizia a salire. Provo a tenere il primo gruppo ma le gambe non rispondo al meglio ed ho anche caldo per via del giacchino. O forse è la testa che oggi proprio mi dice di non soffrire. A metà salita mi lascio sfilare e riassorbire da un gruppetto di inseguitori. Affronto la prima discesa con prudenza e quando la strada riprende a salire continuo a fare come i gamberi. Vari amici mi passano e li saluto. Oggi non è cosa, ormai ho deciso che sarà una sorta di allenamento. Mi raggiunge l’ex professionista Simona Frapporti e mi riscuoto un poco. Io sono intenzionato a fare il lungo mentre lei girerà sul medio. Dato che in questo frangente è sola provo a darle una mano, così anche per ritrovare motivazione. Chiacchiero, mi sembra di stare meglio, ma alla prima curva della seconda discesa mi sdraio. Capita quando si è distratti, complice la fanghiglia causata dalla leggera pioggia notturna e dalle attività legate alla vendemmia. Mi rialzo senza danni di rilievo ma decisamente abbacchiato e completo con prudenza la discesa al termine della quale si trova la divisione tra i percorsi.

Battezzata a questo punto la giornata come storta e contrariamente alle idee della vigilia, giro sul medio. Sopraggiunge un gruppetto di cui fanno parte un paio di donne in lotta fra loro. Gruppetto che mio malgrado seleziono in salita mentre rimugino tra me e me. Sono un po’ dispiaciuto perché le strade sono ormai asciutte e da quello che vedo il nutrito servizio d’ordine e le motostaffette stanno svolgendo con efficacia il loro compito. C’erano tutte le condizioni per divertirmi, ma serviva un’altra testa. Quando la strada inizia a scendere mi alterno a tirare con Lorenzo, il gregario molto forte che accompagna Monica Cuel, e infine raggiungiamo un gruppetto che ci precedeva di quasi un minuto. Tutto sommato mi sto divertendo adesso e devo anche ritenermi fortunato. Potevo farmi male per una banale scivolata invece ho appena un paio di abrasioni e la bici è integra.

Proseguiamo veloci tanto che non si riesce ad organizzare una doppia perché alcuni non riesco a tenere i cambi. In prossimità di Casteggio faccio un tentativo di anticipare la volata. Quando vengo ripreso mi metto a ruota di Monica con cui mi congratulo una volta tagliato il traguardo.

Passo a farmi mettere un paio di garze presso l’ambulanza collocata appena dopo il traguardo e mi dirigo alle docce e al pasta-party. Ottimi i ravioli! Alla fine è andato tutto bene e anche le giornate no fanno parte del gioco. Abitando a pochi chilometri ed avendo fatto, una volta tanto, il percorso corto ho tempo di indugiare a chiacchierare. Ascolto i commenti degli altri ciclisti, in larga misura soddisfatti della manifestazione, tanto dal percorso che dal pasta-party e dalle premiazioni. Vedo la visibile soddisfazione di Vittorio Ferrante, Presidente della ASD Sant’Angelo Edilferramenta, per aver fatto tornare a casa tutti o quasi i partecipanti con il sorriso e non posso fare a meno di chiedermi cosa sarebbe il mondo amatoriale senza persone come lui che si dedicano alla realizzazione di manifestazioni anche piccole come dimensione, dove quasi ci si conosce tutti tra organizzatori e partecipanti, ma ben curate.

Testo di Davide Sanzogni. Foto Organizzazione

 

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