Pedalando in una favola tra le Terre di Narnia

Archiviata la stagione delle granfondo di montagna, si torna a pedalare sulle colline del Centro Italia. L’occasione arriva dalla Granfondo Terre di Narnia, anticipata di circa un mese rispetto al tradizionale calendario. Nella verde Umbria ci ha accolto una spettacolare giornata di sole, che ha accompagnato i 400 partenti in una manifestazione all’insegna del sano agonismo.

16 settembre 2019 - Il bellissimo borgo murato di Narni, che incombe dell’all’alto con le sue pareti scoscese a picco sulla valle, fa da scenario alla griglia di partenza dove centinaia di ciclisti si stanno radunando. Dopo tante granfondo estive, disputate per lo più in montagna, la voglia di gareggiare e attaccarsi il numero è ancora tanta. Anche il tiepido sole, che già di buon mattino scalda i muscoli, mette di buon umore. La voce familiare dello speaker Fabrizio Amadio scandisce i momenti che ci separano dal via. Alcune ragazze sono preoccupate, in vista della partenza che si preannuncia velocissima, ma perlopiù abbondano sorrisi. Pare di vivere in una favola.

Il via segna l’inizio della contesa, ma il clima che si respira è quella di un sano agonismo, senza esasperazione, e con la voglia di divertirsi. Il primo anello in pianura dà modo a tutti di scaldare la gamba, prima di affrontare la prima salita verso San Gemini, per la verità molto pedalabile. È la velocità imposta in testa al gruppo, più che la pendenza, a fare una prima selezione. Mio malgrado rimango attardato, causa la distrazione nei primi chilometri che mi ha fatto perdere un po' di posizioni in gruppo. Poco male, perché si forma un bel gruppo che aiuterà a fare velocità nel tratto pianeggiante che segue. Qui riconosco Sara, forte ciclista chiantigiana seguita dal compagno Luca, e il reatino Giosué, appena conosciuto in griglia, con ottime doti da scalatore.

 

Il passaggio dal centro di Narni è uno dei momenti più belli della gara. La strada si arrampica con larghi curvoni verso il borgo storico, in cui entriamo con una bella porta murata. La salita è pedalabile e le sensazioni sono buone, così che mi porto in testa per aumentare l’andatura e fare un po' di selezione. Si prosegue in un paesaggio selvaggio caratterizzato da zone boscate e con le varie sfumature di verde che caratterizzano il territorio umbro. Il gruppo è ancora folto e il ritmo elevato permette di superare velocemente i continui saliscendi di questo tratto di percorso. La picchiata verso il fondovalle è velocissima e priva di pericoli e di traffico, a testimonianza di un percorso studiato per garantire la massima sicurezza per i ciclisti.

Resta ancora un’ultima asperità da superare, quella di Otricoli, su strada ampia con poca pendenza ma tutta da spingere. Non ho niente da chiedere alla mia gara, ma sento di divertirmi molto anche per le gambe che rispondono al meglio. Raggiungiamo vari gruppi di ciclisti staccati dalla testa della corsa e ci involiamo a gran velocità verso l’arrivo con gli ultimi chilometri tendenzialmente a scendere. Purtroppo, subito dopo l’arrivo alcuni ciclisti si agganciano e finiscono a terra. Un vero peccato, perché finora tutta la gara era trascorsa senza problemi. L’incidente non macchia però una manifestazione che può dirsi riuscita sotto tutti i punti di vista e dove il divertimento in bici è stato il protagonista. Anche Matteo Zannelli, rientrato in gara dopo mesi dal suo incidente, mostra di aver passato una bella mattinata di sport ed è pronto per i prossimi appuntamenti.

Le ricche e lunghe premiazioni faranno da cornice al dopogara: oltre ai vincitori della Fondo Terre di Narnia, saliranno sul podio anche i campioni regionali umbri, i campioni nazionali AICS e i premiati del Circuito dei Due Mari e del Salice Bike Challenge. Oggi ce n’è stato davvero per tutti, in quello che è diventato, a buon titolo, uno degli appuntamenti imperdibili del calendario granfondistico di fine stagione.

Foto e testo di Michele Bazzani

 

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