Le vacanze del granfondista

Il mese di agosto, che volge al termine, segna un momento di pausa dalle gare per il Granfondista, sia per l’assenza di eventi di massa, sia per la necessità di tirare un po' il fiato dopo una stagione impegnativa. Ma dove vanno e cosa fanno gli eroi del pedale in questo periodo? Andiamo a scoprirlo.

28 agosto 2019 - La stagione delle granfondo, iniziata sulle coste della Liguria e proseguita per tutta Italia fino ad arrivare alle impegnative gare sulle montagne, comincia a pesare sulle gambe ma soprattutto sulla testa dei granfondisti, soprattutto su quelli che fanno tutta la stagione completa. È necessario pertanto un momento di recupero che spesso coincide con i mesi estivi, agosto in particolare, nel quale si diradano gli eventi a cui partecipare.

Ma di smettere di pedalare nemmeno se ne parla. C’è tutta l’ultima parte di stagione di gare da preparare! E poi i giorni di ferie offrono molto più tempo libero e c’è da sfruttarlo a pieno, con buona pace delle famiglie, vittime predestinate di questa insana passione. E allora le vacanze diventano dei “training camp” da svolgere per lo più in montagna.

Una delle mete più gettonate dai ciclisti nel periodo estivo è Livigno che unisce i “benefici” dell’altura alla possibilità di spaziare su percorsi impegnativi con vista sulle grandi montagne della storia del ciclismo, come il Passo dello Stelvio e il Passo Gavia. Qui peraltro ci sono un sacco di attrazioni per tutti, anche per le famiglie, in modo tale che tutti trovino qualcosa di fare. E allora via con raduni di squadra, ritrovi con amici ciclisti, ma anche vacanze di coppia (ciclisti entrambi, s’intende…): tutti a Livigno quindi, alla ricerca della condizione perduta! Il bello di queste zone è che spesso ti imbatti in ciclisti professionisti che sono qui ad allenarsi: per loro è lavoro, ma non ti negano mai un sorriso e la possibilità di allenarti alla loro ruota, perlomeno finché ce la fai a tenerla. Le lunghe pedalate in quota alla fine ti lasciano al contempo tanta felicità e tanta stanchezza, da smaltire nei giorni successivi. Ma il bagaglio più bello che ci portiamo da queste giornate (eh sì, dico noi, perché anch’io non sono sfuggito quest’anno al rito collettivo) sono le nuove e vecchie amicizie nate e consolidate in sella alla bicicletta.

E lo stesso vale per chi, per pedalare, sceglie le classiche Dolomiti (forse un po' troppo trafficate ad agosto) o le più tranquille montagne carniche o piemontesi. Ma si pedala anche al mare. Le località di villeggiatura balneari si trasformano d’agosto in luoghi di aggregazione per ciclisti che, prima di dedicarsi al relax in spiaggia, sfogano i propri istinti agonistici in raduni che spesso assumono la veste di quasi gara, con ritmi folli a scandire i raduni giornalieri. A Follonica, per esempio, il gruppo de “La Piazza” diventa quotidianamente il ritrovo di coloro che vogliono fare ritmo, in un happening che per i vacanzieri si rinnova di anno in anno. E dopo tutte queste pedalate agostane, chi più chi meno, i ciclisti vacanzieri torneranno con una condizione strepitosa, da poter sfogare nei mesi di settembre e ottobre, chi in gara chi nei raduni domenicali. Ma alla fine quello che conta è il divertimento e l’eccitazione con cui ognuno di noi vive questa sana passione, che a volte trascende nella “malattia”. E siamo certi che i ciclisti, “fissati” a tal punto di trasformare le loro vacanze in training camp, dei quali non nego di fare parte, ci perdoneranno se li abbiamo presi in giro scherzandoci un po' su.

Foto e testo di Michele Bazzani

 

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