Metti una giornata all'ombra del castello di Zavattarello

Davide Sanzogni racconta la sua Granfondo del Penice, svoltasi in una bella giornata di sole in quel di Zavattarello, nel Pavese. 

3 giugno 2019, Zavattarello (Pv) - La Granfondo del Penice Ti-Rex Bike è uno degli appuntamenti che si svolgono vicino a dove vivo e per questo l'attesa in griglia passa veloce, circondato da facce note, tra un saluto e un in bocca al lupo. Ci sono anche alcuni atleti del mio team ASD RAT Ride All Terrain, tra cui Raffaella Genesi e Paolo Vittozzi che partono con me in griglia di merito. Raffaella a questo giro mi ha esonerato dal compito di gregario, quindi oggi cercherò di sfruttare l’occasione per giocare a fare il ciclista. I percorsi sono molto compatti e in uno sviluppo contenuto l'altimetria da affrontare è importante. Inoltre, dopo un maggio assai piovoso, oggi sul borgo medioevale di Zavattarello splende il sole e le temperature si preannunciano calde. Per fortuna la partenza è stata anticipata alle 9:00, così che buona parte degli oltre 700 partenti non dovrebbe patirne troppo.

Dopo un breve tratto ad andatura controllata la strada iniziale a salire dolcemente. Con un certo compiacimento vedo Paolo in maglia RAT andare in testa al gruppo e tirare. Pagherà questo sforzo, ne è consapevole, ma del resto siamo qui per divertirci e quanti possono dire di essere stati davanti ad una granfondo, seppur per pochi metri, a menare? Momenti come questi valgono più di mille borse della spesa, almeno secondo me.

Dal canto mio sono alcuni mesi che sto bene e vorrei provare a tenere la testa del gruppo fino al primo scollinamento a Passo Penice. Invece al primo cenno di salita dura parte la fuga che caratterizzerà il lungo e appena dietro si organizza l'inseguimento. Io al solito pago i tratti più ripidi e mi sfilo fino a trovare un gruppetto con un passo più consono con cui scollinare. La discesa è ampia e veloce su un asfalto buono anche se con alcune crepe. Scendo pulito senza rischiare, non ne vale mai la pena, e attacco la salita di Ceci che si presenta dura e calda. Per fortuna l'organizzazione a metà salita ha predisposto un ristoro idrico, per cui cambio al volo una delle mie borracce ormai vuota con una nuova e piena. Scollinato, una breve tratto in leggera discesa porta al passo Brallo ove è posto il bivio tra i due percorsi. Giro sul lungo con altri tre e iniziamo la discesa verso la val Trebbia. Al solito, ho finito lo slancio agonistico e inizio a chiacchierare: di dove siete, bella bici, etc.. l'idea è quella di proseguire insieme anche se manca ancora metà gara, tanto vale farlo col sorriso. Quando ecco che a Ponte Organasco veniamo raggiunti da un mio buon amico, Marco Flamigni del team Rodman Azimut. Mi metto alla sua ruota e mi ritorna la voglia di fare fatica. Marco è inesauribile mentre regolare sale il Brallo. Rallenta solo quando mi fermo per recuperare gli occhiali che mi sono maldestramente caduti dal casco mentre, a capo chino, stavo sistemando il freno posteriore che sfregava leggermente sul cerchio.

Strada facendo recupera una decina di atleti, che si portano alla nostra ruota, e affrontiamo la lunga discesa verso la val Staffora. Marco è anche un ottimo discesista e solo con fatica riesco a dargli il cambio. Giunti a Varzi imbocchiamo l'ultima ascesa di giornata. Qui qualcuno del gruppo accenna ad aumentare l'andatura, ma con tutto il lavoro che ha fatto Marco voglio evitare la volata. L’occasione si presenta quando a due chilometri alla fine della salita vedo che si è formato un piccolo vuoto alle nostre spalle. Invito Marco a mettersi alla mia ruota mentre imprimo allungo in progressione. Quando mi rialzo segue una secondo forcing da parte di Marco cui mi accodo ed imbocchiamo la discesa, insieme ad un altro corridore rapido nel riportarsi sotto, con qualche decina di metri di vantaggio sul resto della compagnia. In discesa ce la caviamo entrambi bene e non restano che gli ultimi tre chilometri pianeggianti che ci riportano all'arrivo di Zavattarello. Qui sfrutto le mie caratteristiche più da passista che da scalatore. Mani appoggiate sulla pipa e busto basso punto diretto verso il paese collocato ai piedi di una rocca medioevale. Mi sposto solo all'ultima curva in modo che Marco possa imboccare per primo lo strappetto per l'arrivo e tagliare, giustamente, il traguardo mezza ruota davanti a me. Raggiungiamo il ristoro posto poco dopo l'arrivo dove ci scambiamo i complimenti insieme all’atleta arrivato con noi.

Nel frattempo sopraggiunge Paolo, ottimo cinquantesimo assoluto sul lungo nonostante la sparata iniziale. Con lui ci rechiamo al pasta-party dove troviamo Raffaella, che è andata a premi di categoria sul medio, ed una vivace compagnia di piacentini. Ci raggiunge anche Roberto, un altro atleta della RAT, e le birre sul tavolo si accumulano mentre intorno a noi il pasta-party si svuota. Non ci resta che salutarci e recuperare le bici, le ultime rimaste, al parcheggio custodito predisposto dall'organizzazione e rientrare finalmente a casa. È stata veramente una gran bella giornata di sole, di sport e di amicizia.

 

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