Squalo anch'io!

Davide Sanzogni ci racconta la sua prima Granfondo Squali - Cattolica & Gabicce Mare, svoltasi a cavallo tra due splendide regione: la Romagna e le Marche. 

14 maggio 2019, Cattolica (Rn) - Una volta tanto niente colazione nel cuore della notte prima di mettersi in viaggio per la granfondo domenicale. Stavolta mi muovo al venerdì per partecipare alla Granfondo Squali - Cattolica & Gabicce Mare, dove mi attende un’Emonda SLR 7 Disc fornita da Trek, partner dell’evento. Oltre a me sono presenti altri inviati di diverse testate del settore che incontro nella bella area espositiva collocata di fronte all’acquario di Cattolica che visiteremo l’indomani. Non prima però di aver sfruttato la mattinata di sabato per prendere confidenza con la bici assegnata.


Il giro di sabato si svolge a ritmo abbastanza allegro, invogliati dal desiderio di spremere un po’ le bici, dai saliscendi delle colline romagnolo-marchigiane e dal sole che oggi c’è e domani chissà. Infatti rientrati a Cattolica, al termine della prevista visita all’acquario, vediamo che come previsto il tempo sta peggiorando. Per fortuna non tanto in fretta da ostacolare lo svolgimento della mini-granfondo riservata ai bambini e lo spettacolo serale di Paolo Cevoli, noto comico di Zelig.

La pioggia si scatena invece nella notte per poi cessare alle prime luci dell’alba, nonostante grossi nuvoloni siano ancora in agguato poco lontano. L’ingresso in griglia avviene sotto un bel sole mentre siamo accolti da Pasqualo, la mascotte dell’evento, e dalle Shark Ladies Erika ed Elisa che già ci avevano accompagnato nel giro del sabato e che oggi con altre ragazze forniranno consigli e accompagneranno i partecipanti durante la manifestazione.

Pronti via, dopo un paio di rotonde ad andatura controllata molto ben gestita, è già tempo di menare con il gruppo lanciato a quasi 50km/h sulla provinciale per Pesaro. Il primo brevissimo strappo alle pendici di Gradara è un legno che impegna cuore, muscoli e polmoni, dove si deve tenere duro prima di avventarsi sulla discesa verso Fanano. La strada riprende poi a salire verso Santa Maria del Monte nei cui pressi è posto il bivio tra lungo e corto.

Io giro sul lungo e penso tra me “ora si tira il fiato”. Macché, al contrario ci sono alcuni tentativi di allungo in testa alla corsa e la velocità resta sostenuta in tutto il tratto che porta all’imbocco della salita di Monte Altavelio. Qui la parte agonistica dell’evento prende la sua forma con il gruppo che si fraziona in vari drappelli. Io resto con altri venticinque all’imbocco della tecnica discesa di Auditore e con loro collaboro nel tratto pianeggiante che segue prima dei tortuosi saliscendi che portano a Montevecchio.

In una curva decisa, resa viscida dalla pioggia, io ed altri ci esibiamo in una staccata sincronizzata con derapata a destra. Voto 10 per il sincronismo. Voto 0 perché metto le ruote sullo sporco fuori traiettoria ed è in questo frangente che probabilmente qualcosa fora il mio copertone anteriore. Un buchino piccolo, ma progressivamente è chiaro che qualcosa non va. Sto con il gruppetto lungo l’ascesa per Mondaino ma in discesa non posso piegare perché, con la camera d’aria ormai sgonfia, la spalla del copertone non mi sostiene più. Accosto e, visto che non ho voglia di prendere freddo mentre traffico con i leva-gomme, mi limito a rigonfiare con una bomboletta di CO2 la camera d’aria. Mancano appena 50 chilometri all’arrivo e dovrebbe bastare. Ovviamente il gruppo è perso e dato che fin qui abbiamo viaggiato allegri dietro c’è il vuoto.

Percorro una decina di chilometri in relativo relax, guardandomi anche intorno e ringraziando i volontari a presidio dei tanti incroci stradali, fino a quando da dietro non sopraggiunge la prima donna Michela con il suo gregario Stefano. Mi unisco a loro nel tratto che sale e poi ridiscende da Tavullia, dimora di Valentino Rossi, dove tutto rimanda a lui, alberi compresi. Stefano, gentilissimo, mi passa il suo borsino sottosella, nel caso abbia di nuovo necessità di gonfiare l’anteriore prima dell’arrivo.

Gli ultimi 15 chilometri lungo la Panoramica per Gabicce Monte sono un mangia e bevi. Più bevi che mangia visto che sta ricominciando a piovere. Mi trovo così ad allungare in salita per poi affrontare con prudenza i tratti in discesa, anche perché la pressione all’anteriore sta di nuovo scendendo sotto la soglia critica. Pazienza, ormai sono ai meno cinque e in breve mi ritrovo a tagliare il traguardo e ricevo da una miss la medaglia di finisher.


Saluto Filippo Magnani, uno degli organizzatori, e Antonella Bianchi, dell’ufficio stampa dell’Acquario di Cattolica, che ieri ha guidato me e gli altri inviati durante la visita tra le vasche dei pesci.

Ora però c’è il rischio che spuntino le squame anche a me, visto che sta iniziando a piovere forte. Riconsegno la borsina a Stefano, ripristino la pressione presso l’assistenza meccanica, mangio quello che posso dal fornitissimo ristoro dell’arrivo e rientro in hotel prima di iniziare ad avere davvero freddo. Una bella doccia calda e poi al pasta-party. Un bel weekend quello trascorso qui a Cattolica e Gabicce, un’esperienza sicuramente da ripetere, magari, in una situazione meteo più fortunata, con la famiglia al seguito.

 

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