Freddo pungente alla Granfondo Dolciterre di Novi

 

16 aprile 2019, Novi Ligure - La Granfondo Dolciterre di Novi, classica prova di apertura del circuito Coppa Piemonte, è per me un appuntamento fisso. Il percorso molto ondulato si addice alle mie caratteristiche e contribuisce a suddividere i partecipanti in gruppi mai troppo numerosi. Questo è bene per la sicurezza, garantita anche dai numerosi volontari presenti e da un’organizzazione che alla 18esima edizione è a dir poco rodata.

In più quest’anno, nel centenario della nascita di Coppi, mi presento al ritrovo presso il Museo dei Campionissimi in sella ad una Bianchi e in questo mi sembra di rendere un piccolo omaggio alla Storia del ciclismo. Certo, come ricorderà al termine della competizione l'ex-professionista Giancarlo Perini, che pure è venuto qui a correre con il suo team, tra le bici di Girardengo, Coppi o anche quelle della sua generazione e quelle odierne c’è un divario tecnologico impressionante. Le gambe sono fondamentali, ma se la bici aiuta tutto viene più facile come sperimenterò oggi una volta di più.

La giornata si preannuncia fredda e con rovesci sparsi. Un vento gelido spazza le griglie ma almeno contribuisce a tenere lontana la pioggia per quasi tutta la durata della gara. Si parte subito in leggera ascesa ed essendomi mosso dalla seconda griglia inizio a recuperare posizioni sfruttando la ruota dell’amico Alberto come guida. Nel primo vero strappo che sale a San Cristoforo riesco a stare nel gruppo di testa e già sono incredulo.

 

Nella successiva salita verso Mornese va via una fuga di cui fa parte Michele Rezzani mentre il gruppo dietro lascia fare. Ne approfitto per fare qualche metro in testa e guardare da vicino come corrono quelli veramente forti. Brevi strappi e discese tecniche di susseguono mentre attraversiamo piccoli borghi: Pontassi, Parodi, Cadepiaggio, Nebbioli. Il gruppo si frammenta e resto attardato con altri.

C'è tanta gente che applaude, incita. Si respira aria di ciclismo e di buon vino in queste Dolciterre. Nel tratto tra Gavi e Serravalle Scrivia la fuga viene neutralizzata e davanti rallentano consentendo anche al mio gruppo di rientrare. Gruppo compatto al bivio tra i due percorsi.

Io opto per il lungo insieme ad un'altra ventina di partecipanti, molti dei quali candidati alla vittoria assoluta. Sono incredulo di essere qui con loro e addirittura scambiare qualche battuta con Andrea Gallo, ingegnere come me ma con ben altre gambe, che alla fine vincerà la granfondo. Quando la strada imbocca la lunga ascesa di Roccaforte il sogno, giustamente, finisce e i primi allungano. Io resto con altri quattro corridori e riesco, faticosamente, a scollinare con loro. In discesa però commetto un errore: entro forte in una curva senza vedere dello sporco depositato da questo colpo di coda invernale e preferisco allargare la traiettoria rallentando piuttosto che rischiare una piega con scarsa aderenza. Per fortuna la Bianchi Infinito CV Disc mi asseconda molto bene in questa decisione.

 

Ovviamente ho perso tempo e riesco a rientrare solo sull'ultimo del gruppetto, Fabrizio Magnetti della Rodman. Gli altri sono avanti una ventina di secondi, troppi per rientrare nel lungo fondovalle della val Borbera dove spira un forte vento contrario. Ci mettiamo l'animo in pace e attendiamo che rientri qualcuno da dietro, poiché al traguardo mancano ben 40km quasi completamente pianeggianti. Arrivano, sono in sei, tra cui spicca la maglia tricolore di Fulvio Magnaldi. Ci diamo diversi cambi fino a quando, arrivati alla breve quanto ripida salita di Pian dei Botti, vanno via in tre.

Proviamo a rientrare ma niente da fare, ne hanno più di noi. Allungo un ciucciotto a Fabrizio che è a secco e dopo poco perde contatto ma anch’io sono stanco e voglio solo arrivare. Per fortuna non mancano che dieci chilometri all'arrivo e i miei compagni di viaggio, Ruocco Alessandro e Angelo Dal Ponte, si sobbarcano gran parte del lavoro anche perché non siamo tra noi in “lotta” per le rispettive categorie. Nel frattempo inizia a piovere per davvero e le strade sono bagnate ma ormai siamo in vista dell’arrivo. Affrontiamo con prudenza le ultime curve, tanto non abbiamo più nulla da chiedere alla giornata e complimentandoci reciprocamente tagliamo infine il traguardo, contenti per la bella esperienza vissuta qui alla Granfondo Dolciterre di Novi e dei ricordi che porteremo via con noi… per non parlare del goloso pacco gara.

Testo: Davide Sanzogni. Credits delle foto a Donatella Viale e Comitato Organizzatore

 

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