Contro il gelo e il freddo all'ombra del Brunelleschi

16 aprile 2019, Firenze - La vista della città di Firenze da Piazzale Michelangelo regala sempre una nuova emozione. Nonostante il contesto a me familiare la vista delle griglie di partenza allestite per il secondo anno consecutivo sulla terrazza dei fiorentini mi fa increspare la pelle. Il cielo è cupo e le previsioni danno pioggia per la mattinata. Per questo almeno un terzo dei 2500 iscritti alla gara non si presenta al via. Lo spettacolo è comunque da brividi. Il sindaco Dario Nardella porge il saluto della città ai partecipanti, in attesa del via. Mancano appena due minuti alla partenza che il cielo apre le proprie cataratte, prima sotto forma di pioggia leggera che presto si trasformerà in diluvio.


Le prime pedalate sono più tranquille del solito, anche se ognuno cerca di guadagnare le migliori posizioni nell’attraversamento cittadino, in vista della salita di Fiesole. Qui avviene la prima forte sparata. Le gambe diventano di marmo e sono costretto a farmi sfilare nel gruppo. Mi affianca Nico, forte ciclista romano e grande amico, cui sussurro il desiderio di fare la gara insieme. Percorsa la salita dei mondiali si continua in salita più leggera ancora per diversi chilometri. Si fa fatica, anche per il freddo che non consente di liberare i cavalli. Ma il vero dramma per i ciclisti si presenta allo scollinamento, quando inizia la discesa verso Pratolino. L’acqua, già penetrata ovunque, unita alla velocità, congela mani e piedi, rendendo difficile tenere il manubrio. Vedo molti che tornano indietro. Ritirati.

 

Altri, più intelligentemente, svoltano a sinistra in via Bolognese per far rientro diretto. Tra questi quasi tutti i miei compagni di squadra e lo stesso Nico. Io proseguo sul percorso di gara, rinfrancato dalla mantellina in goretex e dall’abbigliamento antipioggia. La discesa che prosegue ripida verso Vaglia segna altri drammi: vedo molti ciclisti che tremano, altri fermi alla pensilina del bus, altri che assalgono disperati bar e osterie della zona in cerca di un caldo riparo. Il Garmin segna un grado sopra lo zero. In pochi si prosegue nel giro del lago di Bilancino, oramai sta diventando una gara a eliminazione. Al bivio dei percorsi vedo con mia sorpresa che alcuni coraggiosi svoltano per il percorso lungo: fare i passi della Futa e del Giogo in queste condizioni è veramente un’impresa. Decido che per me è già abbastanza così e proseguo sul percorso medio. Le gambe non si decidono a sbloccarsi, anche se fortunatamente non ho mai sensazioni di freddo e i saliscendi nella zona di Scarperia aiutano a scaldarsi.

Superiamo a gran velocità l’autodromo del Mugello, laddove la pioggia pare concedere una breve tregua. Mentre percorriamo la lunga e pedalabile salita verso Polcanto e Vetta le Croci riprende a piovere, ma oramai non ci facciamo più caso. Provo ad aumentare l’andatura e finalmente trovo buone risposte. La discesa finale, normalmente velocissima, viene percorsa da tutti con ampio margine di sicurezza. Non è proprio il caso di prendere rischi, oramai che l’arrivo è dietro l’angolo. Approfitto degli ultimi chilometri per ringraziare i volontari per il controllo della viabilità, che hanno preso acqua e freddo per il nostro divertimento. La svolta in via Faentina introduce alla rampa micidiale di via Salviati dove è posto l’arrivo. Qui pendenze fino al 18% costringono molti a procedere a zig-zag. Nonostante il fondo bagnato riesco a spingere in piedi sui pedali e in breve tempo sono sulla linea d’arrivo.

Saluto gli organizzatori Alessandro Cipriani e Michele Balucani, visibilmente preoccupati per i tanti ciclisti ancora sul percorso, alcuni dei quali da recuperare. Solo in quel momento mi rendo conto delle difficoltà climatiche vissute dai partecipanti, che in gara non avevo pienamente percepito. Passano pochi minuti e vedo arrivare mio fratello Marco, incurante del freddo e soddisfatto per aver concluso la gara. È stato bello vivere questa avventura. Complimenti a chi ce l’ha fatta. Ed anche a quelli che ci hanno provato.

Testo Michele Bazzani. Credit Foto: Michele Bazzani e Comitato Organizzatore Granfondo Firenze

 

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