Una Granfondo Valtidone da gregario per Davide Sanzogni

Davide Sanzogni ci racconta la sua prima volta da gregario in occasione della Granfondo Valtidone, svoltasi nella piacentina Pianello Val Tidone, che ha registrato oltre 1000 iscritti e circa 900 partenti. 

 

Foto Sara Carena, Lorenzo Botti ed ENDU

25 marzo 2019, Pianello Val Tidone (Pc) - Prima edizione della Granfondo Valtidone con partenza ed arrivo a Pianello Val Tidone, un accogliente borgo tra le colline piacentine. Qui vive Raffaella, una mia compagna di squadra alla RAT Ride All Terrain, a cui ho promesso di fare da gregario nella gara di casa. È un’esperienza nuova e sono curioso di vedere come andrà.

Ci troviamo a casa sua per i preparativi in compagnia della sua amica Ilaria, gioviale non solo nel nome. Nulla di meglio per stemperare la tensione prima di recarci alle griglie. La giornata è splendida e l’area di partenza e il villaggio espositivo sono gremiti. Ben 1050 gli iscritti, non pochi per una prima edizione.

Per me è la seconda granfondo stagionale ed è piacevole ritrovarsi con tanti volti ormai divenuti familiari. Così tra un saluto e l’altro il tempo vola e in breve giunge l’annuncio del via. Non prima delle ultime raccomandazioni da parte di Vittorio Ferrante, l’organizzatore. In particolare ci ricorda che la divisione tra i due percorsi avverrà subito dopo il via e in regime di andatura controllata.

Andatura controllata che per il lungo, il percorso che affronterò con Raffella, durerà ancora per 1km fino all’imbocco della prima salita di Montalbo. Tanta sicurezza in più!

La partenza è tosta, non tanto per la salita in sé molto pedalabile, quanto dal punto di vista psicologico. Sono veramente tanti quelli che ci passano. Invito Raffaella a salire del suo ricordandole che se non troveremo un gruppetto potrà sempre contare su di me.

La discesa verso Caminata non sarebbe particolarmente insidiosa, se non fosse che qualche idiota ha tentato di rovinare la giornata a tutti, ciclisti e organizzatori, rovesciando in una curva una latta di olio. Per fortuna alcuni membri dello staff urlano di rallentare e così ho il tempo di reagire passando all’esterno della curva sulla sabbia del cordolo per evitare di inzozzare le ruote, Raffaella invece ci passa sopra con la bici dritta e per fortuna resta in piedi. Altri purtroppo non sono così fortunati e sono fermi a bordo strada ammaccati. Non aggiungo altro, meglio evitare di dare troppa visibilità a questi atti scellerati.

Nella breve pianura che segue siamo un piccolo gruppetto di cui fa parte anche un’altra ragazza, Elena Sorlini, insieme al suo compagno. Ci alimentiamo e ne approfittiamo per scambiare due parole con loro. Saremmo in lotta, ma tanto siamo consapevoli che sarà la salita finale a decidere, meglio godersi la giornata col sorriso piuttosto che col dente avvelenato.

Infatti la seconda salita del Carmine, ove è posto il primo ristoro, non cambia la situazione. L’unica novità e l’arrivo di un’altra ragazza con un paio di gregari molto motivati che nel tratto in leggera discesa che porta a Pianello prendono il controllo della situazione. Il mio turno verrà invece negli ultimi chilometri del vallonato che porta ad Agazzano, fino all’imbocco della salita di Momeliano.

Raffaella ora ha nel frattempo recuperato lo sforzo iniziale stando nella pancia del gruppo e giungiamo così a Travo, al secondo ristoro cui di nuovo non ci fermiamo, per imboccare la lunga salita verso il passo Caldarola. Mentre Elena allunga, l’altra ragazza resta ad una ventina di metri avanti a noi, poi piano piano la raggiungiamo. Prima di superarla sento che è rimasta senz’acqua, mentre il suo compagno ha solo i sali, così le allungo una delle mie borracce per una sorsata. Ormai mancano solo una ventina di chilometri all’arrivo, per lo più in discesa che Raffaella logicamente ben conosce e che affrontiamo con grinta.

All’ingresso di Pianello raggiungiamo un’altra atleta che procede solitaria, Orietta Tosadori, provo a mettermi davanti per prendere l’ultima curva prima del traguardo in testa insieme a Raffaella, ma le energie della mia compagna di team sono ormai al lumicino. Quando vedo che ho alla ruota Orietta mi sposto e lascio che se la vedano tra loro le ragazze. Prevale Orietta, ma per Raffaella è comunque un buon decimo posto assoluto e quarto di categoria.

Dopo pochi minuti arriva anche Ilaria e di nuovo approfittiamo della casa di Raffaella e soprattutto delle birre in frigo. Altri ciclisti intanto affollano i bar e le vie di Pianello dato che l’arrivo era proprio nella piazza principale.

Infine ci rechiamo al pasta-party e soprattutto, per Raffaella, è il momento della premiazione.

Lei è naturalmente contenta ed anche io di riflesso lo sono. È stata una bella giornata, su un percorso divertente, in cui ho dato una mano a qualcuno senza tirarmi il collo come faccio di solito. Così ho anche avuto modo di guardarmi intorno e di godere di alcuni scorci veramente suggestivi.

Penso che ripeterò l’esperienza del gregario, specie nelle gare locali, alternandola con trasferte mirate dove proverò a dare tutto. In fondo sono aspetti diversi di uno stesso gioco.

 

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