Una "Strade Bianche" dai mille colori

Il racconto di una giornata mitica sulle strade di una terra mozzafiato, quasi da fiaba. Bazzani ci narra la sua Granfondo "Strade Bianche".

11 marzo 2019, Siena - Per due giorni la città di Siena diventa la capitale mondiale del ciclismo. Già nei giorni precedenti, per noi che viviamo in queste zone, si comincia a respirare aria di grande ciclismo con l’arrivo delle squadre professionistiche. Ai ciclisti veri, infatti, è riservata la giornata del sabato. L’enorme successo della Granfondo Strade Bianche di domenica, giunta alla sua quinta edizione, si spiega anche con l’abbinamento alla gara dei pro, oltre che per la possibilità di passare un week-end con la famiglia nella bella e accogliente città di Siena.

Come ogni anno non posso mancare a questo evento granfondistico, reso particolare e affascinante dai celebri sterrati del senese, che attraversano colline e paesaggi di stordente bellezza. Dalla Val di Merse alla Val d’Arbia, per poi entrare nelle Crete Senesi fino a sfiorare le propaggini meridionali del Chianti, il percorso offre uno scenario unico, che merita di essere goduto interamente.

Ma la tavolozza è bianca come le strade che attraverseremo e dobbiamo riempirla con i nostri colori. A differenza delle ultime edizioni, segnate da pioggia, freddo e fango, la giornata si presenta più accogliente anche se non c’è il sole tiepido che ha fatto da cornice alle gare dei professionisti. In griglia, dove sono circondato da molti amici con cui condivido le uscite domenicali, l’umore è alto e tutti sono pronti per quest’avventura. Lo è anche Luca, riconoscibile con la sua divisa nera, sempre in prima fila negli appuntamenti che contano. Dopo le interviste di rito ai vip presenti, perlopiù ex ciclisti come Pozzato, Bettini, Tafi e Cassani, si può dare inizio alle pedalate.

L’avvio è velocissimo. Sembra che ci sia una gran voglia di affrontare il primo tratto di sterrato. È pianeggiante e ce lo beviamo in pochi minuti. La selezione si fa più dura sul secondo tratto bianco, caratterizzato dall’unica vera salita di giornata. Qui saluto il mio amico Nico, sempre elegante anche nello sforzo. La mia condizione atletica mi spinge a un’andatura di conserva già dal terzo settore sterrato: la corsa è dura, soprattutto nel finale e occorre risparmiare energie. Nel tratto bianco prima di Buonconvento vedo tantissime forature. Quest’anno, per l’assenza di piogge, il fondo è più duro e polveroso con tanto brecciolino. Le insidie sono dietro a ogni curva e non perdonano. La strada di San Martino in Grania, caratterizzata da saliscendi e da un fondo con molta ghiaia, è il momento più difficile. Lo affronto con prudenza, per poi aumentare l’andatura. Dopo una serie di tornanti usciamo su una cresta in mezzo alle Crete Senesi in un contesto di incomparabile bellezza. Uno sguardo al panorama a me familiare e via alla ricerca di un gruppo con cui proseguire la gara nel lungo tratto asfaltato che precede il terribile finale.

È il momento di alimentarsi e di recuperare energie. Qui ritrovo la fortissima Maria Cristina Prati, con la sua consueta grinta che la porta a non mollare mai e a rientrare sempre dopo ogni strappo. Il cippo che ricorda la famosa Battaglia di Montaperti ci introduce al tripudio finale. Una serie continua di muri, alcuni sterrati alcuni in asfalto, mette a dura prova le nostre forze. Mi sento bene e aumento l’andatura, fino a che un accenno di crampi mi induce a maggiore prudenza. Siamo sulle Tolfe, spesso il punto decisivo della gara dei pro. Ma non è finita. La città di Siena e il suo traguardo saranno conquistate solo dopo la micidiale rampa di Via Santa Caterina che da Fontebranda porta nel cuore del centro storico. Qui una folla di gente incita tutti i ciclisti: l’entusiasmo che ne deriva infonde nuova energia nei muscoli e in poco tempo la superiamo. L’ingresso nello splendido scenario di piazza del Campo mi coglie con le lacrime agli occhi. Abbraccio Daniele e Marco con cui ho percorso gli ultimi chilometri, ringraziandoli per l’assistenza. Poi aspetto gli altri amici, in arrivo, tra cui il compagno di squadra Massimo partito in ultima griglia e autore di una bella gara. Vedo solo volti felici. Le strade erano bianche ma le abbiamo colorate con la nostra gioia.

 

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