Passano i ''treni'' attraverso il nubifragio

Un cronosquadre contro il tempo e contro il nubifragio, narrata da Michele Bazzani. 

14 ottorbe 2020 - La prova della cronosquadre è una chicca che tradizionalmente il Giro di Sardegna mette in scena. Assieme ai team ufficiali già presenti, si sfidano squadre che si formano per amicizia e contatti personali tra i concorrenti durante il Giro. Anche in quest’occasione, le trattative per comporre le squadre mettono un po’ di pepe ai momenti del dopo-gara. Alla fine finisco con una squadra fortissima con Daniele Bertozzi e il suo compagno Marco Mignani, il campione paralimpico Giancarlo Masini e due passisti bresciani del Team Leonessa, Mario Carlesso e Franco Marocchi: ci sarà da fare fatica per essere all’altezza di tali compagni.

La pedana di partenza, che l’organizzazione ha montato per l’occasione, ricorda le corse del grande ciclismo e nell’attesa del via, sale un po’ di adrenalina. Due curve strette, una rotonda e poi è il momento di dare gas, in formazione. Da subito andiamo velocissimi, le bici da crono dei miei compagni fendono l’aria come missili, primi cambi, le gambe si gonfiano… “ah, se mi fossi scaldato meglio!”, penso, mentre mi accodo al bolide di Giancarlo. Purtroppo non abbiamo fatto i conti con Giove Pluvio che decide di scatenare tutta la sua furia. La guida della bici diventa problematica, ancor più mantenere la velocità, visto che si affrontano gli strappi che portano a Capo Caccia. Daniele ed io perdiamo contatto, affidando le nostre sorti ai nostri compagni.

Incrociamo le altre squadre, quelle più forti e veloci. Sembrano dei treni in corsa, che filano a 50 km/h squarciando il muro d’acqua che gli si para di fronte. La battaglia per la vittoria sarà serrata fino all’arrivo e alla fine saranno solo dieci i secondi che separeranno i vincitori (Zacchi, Bonapace, Debertin, Ugazio e Bertani) dalla squadra che giungerà al secondo posto, formata da Sanetti, Pittacolo, Mascia e Purbrock. Ragguardevole anche la media della squadra vincitrice, 44 Km/h, anche in considerazione del meteo proibitivo e dei saliscendi della fase centrale del percorso.

Alla fine, il temporale avrà guastato solo parzialmente il divertimento che questa prova particolare offre. Dopo la gara, resta molto tempo per dedicarsi alla pulizia delle bici e al recupero delle forze. Già domani si torna nell’interno dell’isola. Le salite ci aspettano. E, come sempre, ci faremo trovare pronti.

Testo di Michele Bazzani

 

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