La bufera non ferma i cronomen

Una giornata contro il tempo e il maltempo, raccontata da Michele Bazzani. 

12 ottobre 2020 - La tradizionale cronometro individuale del Giro di Sardegna non nasce sotto i migliori auspici. Pioggia sferzante e venti di maestrale a 40 km/h, con raffiche importanti, danno il buongiorno ai ciclisti. Le condizioni meteorologiche sono così difficili che per un momento si pensa anche di dover annullare la tappa. Invece alla fine sarà sufficiente il ritardo delle partenze di oltre un’ora per consentire lo svolgimento della gara.

La pioggia concede una tregua, così che i primi a partire dovranno sfidare solo il vento, oltre a un percorso ondulato con brevi salitelle. La fase del riscaldamento è caratterizzata dal suono sordo delle ruote lenticolari che luccicano sulle bici da crono. Mi sento un po’ fuori posto con la mia bici normalissima, ma vedo che sono in buona compagnia. D’altronde oggi non sono io che devo spaccare il cronometro. Salire sulla pedana di partenza è però sempre un’emozione. Cinque, quattro, tre, due, uno… via! Il cuore balza in gola, i muscoli mordono, il fiato si fa corto: il primo tratto è già impegnativo visto che tende a salire e il vento è contrario, anche se siamo riparati in mezzo agli alberi. Uno strappo ci porta allo scoperto, qui è il momento più difficile, la bici avanza a fatica e le raffiche sembrano quasi volerti fermare. Un’altra salita, ancora più tosta, poi è il momento di fare dietro front e tornare indietro. Stavolta Eolo gioca a tuo favore, la velocità diventa vertiginosa e aiuta a superare le piccole gobbe della via del ritorno. C’è solo da stare attenti a qualche sbandata laterale, quando la strada cambia direzione.

Purtroppo, in tarda mattinata, un lieve calo del vento coincide con un nuovo acquazzone che colpirà gli ultimi a partire. Ma non bagnerà le loro polveri. Dal diluvio spunta la sagoma del tedesco Daniel Debertin che andrà a segnare il miglior tempo. Al femminile è invece Maria Cristina Prati ad imporsi sulla concorrenza. Di notevole spessore anche le prove dei due esponenti della nazionale disabili, Michele Pittacolo (8° assoluto all’arrivo) e Giancarlo Masini, i cui volti nel dopogara s’illuminano di soddisfazione, sia per il risultato che per la gioia di esserci.

Domani si torna a correre in linea con una tappa apparentemente facile, ma di difficile interpretazione. E nell’aria c’è già profumo di battaglia.

Testo di Michele Bazzani e foto di Gabriele Tramonte

 

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