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Inserito il 03 gennaio 2014 alle 19:32:26 da Francesco Chiappero. - Letto: (12159)

La scelta della sella giusta: un argomento "spinoso"

Inverno, tempo di cambiamenti nel corredo tecnico del ciclista. Scegliere la sella adatta al proprio fisico e al proprio modo di pedalare può evitare infiammazioni e fastidi durante la stagione che possono portare inopinati rallentamenti nella preparazione, se non addirittura degli stop. Rivolgersi ad un biomeccanico preparato può aiutare in una decisione assolutamente da non sottovalutare.



a cura del dott. Francesco Chiappero

L’inverno è per il ciclista il periodo dell’anno più indicato per attuare le modifiche tecniche ai materiali. La lontananza dalle gare e i volumi d’allenamento ridotti danno infatti il giusto tempo al nostro organismo per adattarsi senza incorrere nel rischio di fastidiose turbe biomeccaniche.

Sempre in inverno capita poi di trovarsi a pedalare in contemporanea su più biciclette, come ad esempio la MTB, la bici da ciclocross e la bici da indoor; molti però effettuano questi cambi con eccessiva superficialità controllando semplicemente l’altezza sella e la distanza sella manubrio e tralasciano gli altri importanti parametri di posizionamento come ad esempio la tipologia della sella.

A ragion veduta, la sella è uno dei componenti più difficili da sostituire nel “corredo” di un ciclista. Essa è sede di uno dei cinque punti d’appoggio sulla bicicletta (gli altri sono rappresenti dagli arti) e si trova a contatto di un’area del corpo particolarmente delicata come quella perineale.

Chi di noi infatti non ha mai avuto fastidi al 'soprassella'?

Chi più, chi meno, tutti almeno una volta abbiamo “pagato dazio”, ritrovandoci per qualche breve periodo a dover ridurre l’attività ciclistica e a spendere denaro alla ricerca di una seduta migliore.

La sella è per tutti un “argomento spinoso”.

Va detto fin da subito che stare sulla bicicletta non può essere come lo star seduti sulla poltrona e quindi, dopo 5 o più ore di sella, è normale incorrere in leggeri arrossamenti della cute o lieve indolenzimento della zona d’appoggio ischiatico. Il classico consiglio di utilizzare creme emollienti prima e dopo l’attività, di lavare accuratamente la pelle al termine delle nostre uscite e non riutilizzare un pantaloncino senza averlo prima lavato, può risolvere già gran parte delle problematiche legate al soprassella. Un assetto corretto e la giusta seduta faranno poi il resto del lavoro.

Analizzando le componenti dello “stress” nella zona di contatto con la sella possiamo individuare due grandi aree in cui racchiudere le problematiche: lo sfregamento e la compressione.

Per ridurre le problematiche da sfregamento, la scelta di un pantaloncino con un fondello traspirante e perfettamente aderente abbinanti alle precedenti indicazioni può essere un ottimo approccio; per quelle da compressione occorre una valutazione più personalizzata al fine di individuare la corretta seduta in relazione alle proprie caratteristiche fisiche e all’assetto in sella.

Prima di addentrarci nei criteri di scelta e posizionamento di una sella, è bene spendere qualche riga per sfatare una paura comune: andare in bicicletta non può essere causa né di problematiche legate alla prostata né di sterilità. Non esiste infatti nessuna correlazione scientifica tra queste problematiche e la pratica del ciclismo.

Ovvio però che l’intensa sollecitazione di un’area così delicata può, in presenza di altre concause (l’età nei problemi d’ingrossamento della prostata o l’infezione per le prostatiti), peggiorare il quadro clinico e portare dunque il medico curante a consigliare una momentanea sospensione dell’attività ciclista al fine di favorire la corretta guarigione.

Una volta risolto il quadro clinico sarà possibile riprendere l’attività ciclistica senza perciò incrementare il rischio di ricadute o incrementare i normali fattori di rischio.

Analizzando dunque l’appoggio del ciclista sulla sella come se ci trovassimo di fronte ad una radiografia in presa laterale, potremmo individuare due zone distinte di contatto tra il bacino e la superficie della sella; la prima, più marcata, nella zona posteriore della sella rappresentata dalle ossa ischiatiche, la seconda, con un’impronta meno segnata, nella parte anteriore a carico del pube.

Appare quindi chiaro come la scelta della giusta “calzata” di una sella debba partire dallo studio delle caratteristiche del bacino dell’atleta; l'apertura a livello dell’appoggio ischiatico e la sua inclinazione al momento dell’appoggio sulla sella sono i parametri di riferimento normalmente utilizzati.

L’apertura tra le ossa ischiatiche è il discriminante utilizzato per la scelta della larghezza della nostra sella, l’inclinazione invece è utile a orientarci nella scelta verso una sella con scarico prostatico più o meno ampio.

Un ulteriore passo sarà quello di valutare la tipologia di sella in relazione al tipo d’assetto e di utilizzo della bicicletta: un atleta in posizione più rilassata, che si presenta con un angolo al busto meno marcato, tenderà infatti a trovarsi più comodo con un appoggio largo e una maggiore imbottitura, al contrario chi è “sdraiato” sulla propria bicicletta si troverà meglio con un appoggio più stretto e risentirà meno della scelta sull’imbottitura.

Individuate le caratteristiche della calzata ottimale, si passerà al montaggio sulla bicicletta, un’operazione delicata che richiede un pelo d’attenzione da parte di chi la esegue, andrà infatti controllata l’inclinazione che di norma si presenta tra 0 e 2-3 mm più bassa all’anteriore.

La scelta d’inclinare di più o di meno la sella è soggettiva; come consiglio posso indicare di scegliere in base alla minor sensazione di compressione, ponendo attenzione a non innescare un movimento di scivolamento in avanti del bacino.

Un ultimo aspetto di grande importanza è rappresentato dall’eventualità di dover sostituire la nostra sella con un modello di marchio diverso; in tal caso è necessario ricercare per il nuovo modello tutte le caratteristiche tra cui lunghezza e larghezza della seduta.

La scelta di una sella con misure differenti da quella normalmente utilizzata comporterà infatti una variazione di uno dei cinque punti d’appoggio, andando così ad influenzare l’intero assetto sulla bicicletta.

E’ quindi necessario valutare la calzata della vostra sella come un componente facente parte del vostro assetto in bicicletta al pari di tutte le altre misure normalmente riportate; se per la nuova stagione state valutando un nuovo modello di sella, differente da quello che avete sempre utilizzato, è opportuno affidarsi ad un esperto di biomeccanica che possa consigliarvi al meglio indicandovi gli eventuali compensi da apportare all’assetto. Ciò eviterà problematiche e ridurrà al minimo il rischio di un acquisto sbagliato.

  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH4, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, e tre titoli mondiali in Canada, a Baie Comeau 2013), Vittorio Podestà (attuale Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH2 e vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012), e da Fabrizio Macchi, pluricampione paralimpico a livello nazionale e internazionale, con il quale vince la medaglia di bronzo ai Mondiali su pista a Los Angeles (USA) nel 2012.

 

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