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Inserito il 09 dicembre 2013 alle 12:15:51 da Alessandro Schiassel. - Letto: (2637)

Feste Natalizie: non viverle come un peso

Meditazioni e riflessioni oltre ogni calcolo sul dispendio calorico. Le paure di un peso che sale e di una mente che scende. Come affrontare il periodo post stagione agonistica con logica e con saggezza, senza ritrovarsi ad inizio stagione con la mente stanca, in overflow.


a cura di Alessandro Schiasselloni
Si avvicina il Natale, come ci giriamo, le chilocalorie ci avvolgono la mente; golosità quasi impossibili da resistere in un momento dove lo stimolo della gara è solo un numero in un calendario che segna ad oggi in rosso il giorno del Santo Natale.

Saliamo in bici, ogni salita ci sembra ogni giorno sempre più ripida, eppure la percorriamo tutto l’anno, come mai?

La bilancia trova nella sua scatola il posto più lontano dal nostro sguardo di ogni giorno, la nascondiamo a noi stessi, come una sirena minacciosa che ci attrae e che chi porterebbe solo malesseri e depressioni.

Lo stress della vita quotidiana ci assale, piacere è piacere, mangiare fa star bene quanto muoversi per la nostra mente: endorfine e dopamina si stimolano non solo muovendosi (ipercinetismo). E poi vogliamo mettere un bel divano davanti alla TV con un bel dolce e bicchieri di vino, contro una salita dove ti chiedi sempre chi te lo fa fare (e solo nella discesa trovi il senso di quel gesto atletico che ti ha dato un forte stimolo per continuare)?

Poi il tempo, la pioggia, il freddo, la nebbia, la neve: eccoci davanti ad un muro con le cuffie in testa, l’asciugamano che ci avvolge il collo come un collare di un cane scatenato nella rincorsa verso il gatto che mai raggiungerà.

Solita storia, sempre la stessa, una bilancia di compromessi, di meditazioni condite da privazioni e paure profonde, momenti dove leggi e sfogli sempre pagine e testi medici e scientifici, sfogli le discussioni sui forum, cambi il nome e proponi sempre la stessa domanda con la speranza che qualcuno ti indichi una nuova traiettoria dove dirigere la tua mente. Ma come sempre, tutto non cambia mai, sempre la stessa storia.

Allora ti chiedi: sarà giusto questo compromesso tra felicità, tra motivazione e depressione, tra privazione e ingordigia?

Poi c’è chi corre sempre, si programma la stagione con un periodo che chiama scarico, ma poi alla fine è sempre carico. Cambia il mezzo, ma tutto è sempre condito con lo stesso colore (il carattere): il rosso del sangue che si versa su e giù per l’asfalto di corsa, fuori strada, in palestra su un bike digitale dove ogni salita ha solo un profumo: il tuo sudore.

Che differenza c’è tra mangiare un biscotto e una scatola di biscotti?
Si mangia il dolce per il sapore afrodisiaco del dolce, non per compensare il sistema alimentare con sostanze che spesso portano solo ad intolleranze.
Ma cosa ci metteranno dentro questi piaceri della tavola che rincorri uno dietro l’altro nella speranza di finirli in una sera, per poi riprometterti di non comperarlo mai più?

Tutte meditazioni “umane”. La mente umana non è solo ragione ma anche abbandono. La parte consapevole della nostra mente regola uno scarso 10% delle nostre capacità di scelta che sono condizionate dal quel bel bimbo goloso chiamato “inconscio”. Un bimbettino tanto carino, che tutto assorbe, che non distingue tra vero e falso, che passa tutto il giorno a captare informazioni dai sistemi visivi, uditivi, propriocettivi (esterocettori).

La parte consapevole poi dovrebbe distinguere con l’esperienza del passato le scelte per un futuro migliore, dove ogni errore fatto segna una regola che a noi (dico noi ….) non ha dato vantaggio, che se non in meno, in quella scala che chiamiamo performance, visto che la performance è un insieme di fattori, meccanici e funzionali, organici e quindi fisiologici che poi spesso definiamo “doti”, per quei soggetti che hanno una predisposizione genetica verso uno sport o attività che sia.

Questo per farvi vivere le solite emozioni forti, comuni sia ai campioni che a chi ricerca solo di superare se stesso, nei compromessi di una vita dove fin troppo siamo al guinzaglio di sistemi che ci portano a spasso senza possibilità di scelta.

Allora troviamo il compromesso tra “fatica e piacere”, troviamo il compromesso tra “salute e logica”, muoviamoci nella direzione della “saggezza” dando i valori giusti ad ogni nostra privazione.

Solo nella sicurezza del nostro “inconscio” quel bimbo che ci porta in giro senza mai dire di NO dobbiamo trovare la felicità di una privazione che chiamiamo “dieta o programmazione”. Allora se li riusciamo a trovare un momento di pace, forse ci rendiamo conto che spesso agiamo senza ragione e trasformiamo le cose belle che ci danno felicità e salute come lo sport, in momenti di disperazione che non possono portare altro che all’abbandono.

Siamo scientifici, programmiamo tutto, affidiamoci a persone che abbiano tanta esperienza e saggezza, non leggiamo solo frasi strappate dal libro della vita di un campione come regola base.

Se si pensa grasso si diventa grassi.
Se si pensa magro, si ingrassa, ma anche si perde facilmente il grasso in eccesso.
Se si pensa che il segreto sia in un numero, allora forse non abbiamo ancora capito che i numeri definiscono una linea guida ma non la nostra vita. Per fortuna!

Auguri di un Felice Natale. Come da sempre predico, le feste vanno vissute per il loro valore; la felicità è anche levarsi questo collare che ci stringe il collo ogni volta che tentiamo di sgarrare.

Se sgarriamo durante le feste e siamo in linea con quanto giusto e che metodica insegna per il nostro organismo, nulla può accadere di strano, se non sentirci FELICI SEMPRE E NON SOLO IL GIORNO DEL PODIO…..

Ora si mangia, si festeggia, e ci si allena con la pancia piena!!!


Per la fame e la fatica c’è il resto dell’anno, giusto?

Questo articolo lo dedico a tutte le decine di persone che mi buttano in faccia sempre le stesse frasi, le stesse….: inizio la dieta da domenica o il primo giorno del mese, oppure… “il mitico domani”.

Se vogliamo essere forti e dare un significato ai nostri sacrifici, per capire chi siamo, prima chiediamoci cosa vogliamo veramente e non diamo subito una risposta a questa domanda di vita, ma stiamo ad ascoltare cosa ci dice la nostra mente quando le emozioni lasciano lo spazio alla ragione.

Alessandro Schiasselloni è nato a Santa Margherita Ligure (Ge) il 1° dicembre 1962.

E' un reparatore atletico e sport mentalist , atleta amatore ciclismo su strada e con un passato di atleta in altri sport, ma anche allenatore di tanti atleti in discipline tecniche e di resistenza.

Schiasselloni ci affascinerà in questa “magia“ tra materialismo e realtà, tra piacere e odio, tra essere o non essere, ma anche tra poter diventare e non crederci dentro.

Pubblicherà una serie di articoli dove i numeri saranno sostituiti da semplice concetti, dove la meditazione e la cultura saranno la strada principale da percorrere per non perdersi in questa giungla di concetti e sistemi dove tutto è chiaro ma mai si è sicuri di saperlo interpretare e soprattutto assimilare.

 

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