Articoli 
venerdě 22 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 04 dicembre 2013 alle 09:25:33 da Francesco Chiappero. - Letto: (3709)

Vincere grazie all'aerodinamica

 

Un corretto assetto in sella permette di assumere una posizione più aerodinamica con un dispendio energetico inferiore, energie che torneranno utili nel finale di gara. Ecco la dimostrazione con i test effettuati in pista. Meglio una posizione che guarda meno all'estetica, ma più funzionale alle caratteristiche  del singolo atleta. Senza dimenticare l'importanza dello stretching.



a cura del dott. Francesco Chiappero

Sfogliando le riviste di ciclismo tra le tante novità proposte si nota come un aspetto in particolare sia attualmente al centro della ricerca da parte delle case costruttrici: l’aerodinamica.
Questi studi hanno il comune denominatore nella fibra di carbonio, il materiale grazie al quale è stato possibile costruire telai e componenti con forme sempre più aerodinamiche senza comprometterne la funzionalità meccanica.
Grazie al composito è stato possibile superare il concetto precedente di bicicletta per ricercare nelle nostre specialissime qualcosa in più; oggi l’amatore medio si trova a valutare un telaio secondo la seguente scala d’importanza: peso, aerodinamica, rigidità e comfort.

Certamente i nuovi studi in galleria del vento offrono al ciclista moderno un’arma in più per migliorare le proprie prestazioni, ma come spesso accade non è sufficiente acquistare il telaio aerodinamico più 'blasonato' per vedere il proprio nome rimontare le classifiche.

Analizzando il modello di un atleta impegnato a pedalare in pianura con velocità superiori ai 30 km/h si nota che circa l'80-90% (il valore aumenta al crescere della velocità) della sua potenza viene spesa per contrastare la resistenza dell'aria; di questa percentuale l’80% è legato all’impatto dell’aria con il ciclista mentre il restante 20% all'impatto dell'aria con la bicicletta, e ciò che non rientra nell'aerodinamica va dissipandosi tra attriti, ingranaggi, cuscinetti, pneumatici ecc.

La fetta più grande della “spesa” quindi è l'atleta; in pianura la nostra posizione in sella può fare più di qualunque bicicletta aerodinamica.
Per rafforzare il concetto si riportano a seguito alcuni valori di test effettuati in pista con un misuratore di potenza SRM, al fine di ricavare indicazioni utili sulla spesa energetica in base alla posizione in sella.

Velocità (km/h) Watt (SRM) Telaio Presa manubrio Ruote Pressione ruote Completo bici Casco
38.4 286 Cannondale Evo Manettini Cosmic Carbon Ultimate 9.5 Giordana Forma Red Specialized Prevail
38.6 277 Cannondale Evo Presa bassa Cosmic Carbon Ultimate 9.5 Giordana Forma Red Specialized Prevail
38.9 262 Cannondale Evo Appendici Cosmic Carbon Ultimate 9.5 Giordana Forma Red Specialized Prevail
La tabella riporta i risultati di test effettuati in pista con differenti posizioni nella presa del manubrio.




















Le prove effettuate presso il velodromo Fassa Bortolo di Montichiari sono state volutamente portate a termine a velocit
à non troppo elevata ma affine a quella che rappresenta per la maggior parte dei granfondisti il passo in pianura, una situazione di gara in cui spesso ci si  ritrova e in cui, altrettanto spesso e ingenuamente, si spendono più energie del necessario.

Come si evince dai numeri riportati in tabella, la differenza tra le tre posizioni in sella assunte dallatleta porta ad una notevole variazione nella spesa energetica.

In percentuale il vantaggio è del 3% impugnando il manubrio al centro della curva e del 9% appoggiando gli avambracci sul manubrio, rispetto alla posizione spesso assunta tenendo le mani sulle leve freno.


Fabrizio Macchi, atleta del Barilla Blu Team, impegnato in alcuni test di aerodinamica presso il velodromo Fassa Bortolo a Montichiari

Per rendere lidea di questo 'spreco': dopo un'ora di pedalata latleta che mantiene incurante le mani sui manettini avrà speso circa 80 kcal (una mezza barretta energetica) in più rispetto a chi mantiene un assetto più “economico” appoggiando gli avambracci sul manubrio.

Non solo: se come detto in precedenza l80% della spesa, a 38 km/h in pianura, è legata allaerodinamica, dei 277 watt (andatura in piega bassa) necessari 221 saranno quelli spesi a “battere” il vento; e ancora di questi 221 watt, 44 saranno quelli assorbiti dallimpatto del telaio con laria e 177 quelli dallimpatto del corpo del ciclista.

Efacile, leggendo queste righe, intuire come un atleta scrupoloso possa godere di un maggior vantaggio nel corretto posizionamento in sella; a volte sarebbe sufficiente addirittura spendere un po' del tempo dedicato all'allenamento nello stretching per ottenere più di quanto il miglior telaio aerodinamico possa offrire.

Durante gli anni passati occupandomi di biomeccanica del ciclismo ho potuto riscontrare molto spesso nel mal posizionamento dellatleta la difficoltà a distendersi sulla bicicletta e ad andare in piega bassa; ciò accade perché il ciclista medio è più attento allestetica che alla funzionalità impostando così misure non idonee che impediscono il corretto assetto in sella. 

Per il nuovo anno sono quindi ad offrirvi un consiglio che vi regalerà un vantaggio superiore a quello offerto da qualsiasi telaio aerodinamico in commercio: inserite nel vostro piano dallenamento lo stretching e se ne avete loccasione non lasciatevi scappare lopportunità di valutare il vostro assetto con personale competente. Piccole accortezze che, oltre ad evitare fastidi, possono realmente farvi risalire le classifiche di qualche posizione.

  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH4, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, e tre titoli mondiali in Canada, a Baie Comeau 2013), Vittorio Podestà (attuale Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH2 e vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012), e da Fabrizio Macchi, pluricampione paralimpico a livello nazionale e internazionale, con il quale vince la medaglia di bronzo ai Mondiali su pista a Los Angeles (USA) nel 2012.

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!