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Inserito il 13 novembre 2013 alle 12:57:20 da Alessandro Schiassel. - Letto: (3304)

Incrementa la performance con la visualizzazione tecnica mentale

I sogni sono il motore che permette alla mente di esprimere sentimenti profondi, speranze e desideri. Ma i sogni non devono creare illusioni. Visualizzare significa pianificare, capire se un percorso può essere utile. Ancora di più visualizzare vuol dire costruire e controllare le proprie emozioni.


a cura di Alessandro Schiasselloni
Visualizzare, sognare, credere per creare. Sono le formule del pensiero, fondamentali per un atleta; percorrono parallele le conoscenze tecniche (metodica), il tutto per il successo prefissato nel futuro prossimo (ciclo – mesociclo - macrociclo – stagione agonistica….).

Quando si parla di successo atletico si deve sempre porre un ovvio confronto tra parametri misurabili (Potenza, FTP, W/kg, Vo2 Max, ecc.) e stimoli mentali, tenendo conto delle classi di appartenenza dell’atleta, cioè di quel cerchio che delimita tanti fattori, dove età e tempo libero, oltre alla genetica, sono le parti centrali su cui poggiare ogni aspetto della programmazione, e quindi logica.

Cosa vuol dire visualizzare?

Sappiamo che i sogni sono quel momento che permette alla nostra mente di esprime sentimenti profondi fatti di piacere e dolore, di speranze e successo.

Sogno e realtà si differenziano nel sistema cinestetico.

Il sistema cinestetico interpreta la realtà attraverso le sensazioni e le emozioni.
Musicisti, artisti e tutte le persone che agiscono e si fidano del loro istinto utilizzano maggiormente questo canale sensoriale.

Per anni ho studiato, prima come atleta ed ora come tecnico, il rituale che accompagna ogni gesto atletico, sia esso mondiale che di tutti i giorni.
Questo fascino del linguaggio del corpo che unisce sogno e realtà nello stesso tempo mi ha sempre colpito.

La tabella delinea sempre uno stato attuale di credenze e scienza, l’atleta forte vive nel futuro della tecnica e pur facendo del passato la sua base di crescita non la prende come l’unica credenza assoluta. L’istinto e il subconscio fanno il 90% delle capacità mentali di ogni soggetto, per trasformare quel misero 10% che è il conscio e quindi quanto possiamo fare in quel piccolo momento della nostra vita.

Il passato sia esso motorio (metodica), visivo (immagini), emozionale (sentimenti delle vittorie altrui e personali) delimitano il futuro atletico e tecnico.
 
Cosa fa il campione mentre si accinge ad un gesto molte volte apparentemente ripetitivo come il ciclismo, ma in realtà diverso nel suo essere fino?

In quel momento dove la visualizzazione dello sforzo ideale, sinergia di coordinazione e gestione delle energie, delinea la strada da sogno a realtà, tra visualizzazione e guadagno che ogni giorno è invisibile nella sua grandezza, se non nel sentimento di “ho dato il massimo e sto bene con me stesso “.

Le tabelle, protocolli di lavoro, programmi di allenamento, sono a mio avviso pezzi di carta, utili ma inutili; senza pensiero e visualizzazione sono solo formule empiriche di qualcosa che per qualche sconosciuto ha trasformato un sogno in realtà. Ma per noi sarà lo stesso?

Ogni periodo della nostra programmazione, in cui correnti di metodica segnano degli status symbol, spesso illusori e prettamente commerciali, affidiamoci sempre alle formule più semplici come concetti (metodiche base) per iniziare un percorso di crescita cosi complicato e dalle variabili infinite.

Troppo spesso si passa a programmazioni professionistiche (tabella del campione), senza aver vissuto gli ovvi anni di step nella crescita.

La tabella o un articolo ritagliato da una rivista, letto su un sito, è la piccola parte di una vita di tecnica e di storia mentale e muscolare che è durata una vita atletica ed emozionale.

Ritornando ai sogni, sono loro che tracciano in maniera inconscia il nostro destino, interagiscono con le nostre scelte di vita e trasformano ogni aspetto esteriore in crescita.

Qualsiasi scienziato o ricercatore sogna la fine di un progetto, senza sogno come si fa a vedere una luce di una risoluzione?

Direi concetto semplice, no?

Allora chiediamoci: è giusto dare alle persone solo numeri e formule anche se loro vogliono numeri e formule?

Il commercio detta la regola del "tutto e subito", quindi le regole di offerta e richiesta, ma anche di illusione nella crescita.

Per esempio: quando in studio mi arriva un atleta o una persona con problemi posturali, devo per prima cosa renderla consapevole del suo vero stato attuale di compensazione e di funzionalità. Sullo stesso piano di riferimento devo poggiare gli obiettivi “richiesti” e “reali” secondo l’opinione e quindi la mia esperienza. Alla fine insieme si cerca un ovvio e logico compromesso tra necessità e realtà, tra attitudine e volontà.
Non è da tutti muoversi per star bene, non è da tutti vivere da atleta.

TUTTO SUBITO E SENZA FATICA: la frase della nostra vita ideale per vivere sempre al massimo…forse.

Spesso i microtraumi sono come la crescita fisica: crescono a millimetri per anni e non si rimediano in giorni per metri….

La manipolazione mentale dei media e delle immagini regolano spesso in maniera eccelsa il nostro subconscio, cioè quel 90 % delle nostre scelte attuali inconsapevoli di tutti i giorni.
Se le immagini sono irrealizzabili, la visualizzazione è solo una forma distorta di un futuro irrealizzabile, dove ogni traguardo trova solo nel fallimento e nel riflesso emozionale dello stress ogni lato logico del nostro stato d’animo, con ovvio abbandono di ogni obiettivo per depressione.

Visualizzare vuol dire programmare, vuol dire capire se un percorso può essere utile e soprattutto vuol dire analizzare il passato motorio ed emotivo per renderlo la base di ogni nostra scelta nel futuro.

Leggere un libro o uno dei miei articoli, vuol dire entrare nella mente di uno scrittore solo per un piccolo momento della sua vita e della sua crescit; non si può mai fare il “copia e incolla”, ma solo dire: esiste anche questa possibilità.

Il vecchio detto: “guarda, il cane assomiglia al padrone” vale sempre.
Il cane ritenendo il padrone simbolo di sapienza e conoscenza ne assume le immagini motorie e quindi spesso modifica i suoi parametri esteriori di immagine corporea, per quanto logicamente la natura permette.
Solo che gli animali hanno mantenuto in parte il loro istinto naturale, invece noi siamo sempre offensivi e arroganti nel mettere a tacere ogni sensazione riflessa sia essa sana, che ahimè deleteria.
Arroganza e presunzione ci distinguono sempre dagli animali, loro inferiori in poche cose, ma secondo me superiori in saggezza e amore.

Questi semplici concetti generali per capire che senza sogni e visualizzazione si va poco distanti, sia nello sport che nella vita.

Proviamo a partecipare ad un Gran Fondo, dove l’andatura spesso è nettamente superiore alle nostre capacità espresse durante ogni fase allenante programmata e ben studiata a tavolino.

Senza visualizzare il concetto di distanza, dislivello, ritmo ed energia, come facciamo a non fermarci per crampi, per depressione, per carenza di potenza, per….

Le emozioni di una competizione sono forti, spesso chiudono ogni animo logico per far diventare l’adrenalina l’unico punto di riferimento, oltre al ciclocomputer, cardio, powermeter che sembrano impazziti per quanto sappiamo esprimere.

Visualizzare vuol dire costruire, vuol dire saper controllare le emozioni anche in una corsa di 150-180 chilometri, ma anche in una cronometro dove tutto scorre così veloce e le uniche cose che ti ricordi sono lo start, qualche momento dove sbagli traiettoria e gli ultimi metri prima dell’arrivo che non arrivano mai.

FERMIAMOCI OGNI TANTO MENTRE CORRIAMO, CHIUDIAMO GLI OCCHI, ASCOLTIAMO IL NOSTRO CUORE E DIAMO ASCOLTO AL SUO BATTITO CHE SPESSO CI DICE SE SIAMO VIVI.

Poco da aggiungere, questo solo per fermarsi un pochino tutti insieme a meditare

Alessandro Schiasselloni è nato a Santa Margherita Ligure (Ge) il 1° dicembre 1962.

E' un reparatore atletico e sport mentalist , atleta amatore ciclismo su strada e con un passato di atleta in altri sport, ma anche allenatore di tanti atleti in discipline tecniche e di resistenza.

Schiasselloni ci affascinerà in questa “magia“ tra materialismo e realtà, tra piacere e odio, tra essere o non essere, ma anche tra poter diventare e non crederci dentro.

Pubblicherà una serie di articoli dove i numeri saranno sostituiti da semplice concetti, dove la meditazione e la cultura saranno la strada principale da percorrere per non perdersi in questa giungla di concetti e sistemi dove tutto è chiaro ma mai si è sicuri di saperlo interpretare e soprattutto assimilare.

 

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