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Inserito il 08 novembre 2013 alle 23:05:43 da Francesco Chiappero. - Letto: (14997)

La lunghezza della pedivella: una scelta vincente!

Grazie alle moderne tecnologie utilizzate nella biomeccanica è possibile definire accuratamente quale sia la lunghezza della pedivella migliore per il nostro modo di pedalare e le nostre fibre muscolari. Otterremo una maggiore erogazione di potenza ed eviteremo di incorrere in problemi alle articolazioni, soprattutto del ginocchio.



a cura del dott. Francesco Chiappero

Quando si pensa all’acquisto di una bicicletta la maggior parte di noi si concentra principalmente sulla scelta del telaio, del materiale con cui è costruito, della misura e del colore; successivamente si passa a valutare la componentistica adottando, come criterio di scelta, il peso prima della funzionalità.

A volte può capitare che ci si fermi pure un attimo a ragionare sulla scelta dei pedali, della sella e dei rapporti, ma pochi, davvero troppo pochi, s’informano e spendono del tempo per la corretta scelta della lunghezza delle pedivelle.

Eppure questo componente ricopre un ruolo d’assoluta importanza nella nostra bicicletta poiché da essa dipende la propulsione; la scelta errata, oltre ad una minor resa, può arrivare a creare fastidi articolari.

E’ così che la quasi totalità dei ciclisti si trova a pedalare con pedivelle di lunghezza compresa tra i 170 e 175 mm, una differenza del 3% tra la misura più lunga e quella più corta, a fronte di una variabilità di statura negli atleti che va dai 75 ai 95 cm per l’altezza del cavallo (lunghezza degli arti inferiori), ovvero una variabilità del 20%.
Un’incongruenza importante, frutto delle esigenze di mercato e non di un reale studio biomeccanico.

Le aziende produttrici dei maggiori marchi del settore hanno a catalogo misure che vanno dai 160 ai 180 mm, ma al momento dell’acquisto le difficoltà per reperire un pezzo al di fuori dello “standard” (170 - 175 mm) sono davvero enormi.

Ma come si valuta la giusta lunghezza della pedivella?

Il metodo più diffuso mette il componente in relazione alla lunghezza del femore (vedi tabella), un approccio rapido e valido che però necessita di essere integrato con ulteriori considerazioni per chi ricerca il massimo.

Lunghezza bio meccanica del femore (cm) Lunghezza della pedivella (mm)
50 180
48 177.6
46 177.1
44 176
42 172.2
40 170
38 169.1
36 167.4
34 166.6
32 164.8
30 162
La tabella definita dal dott. Haushalter ci indica il rapporto proporzionale tra l’asse biomeccanico del femore e la lunghezza della pedivella. La misura del femore è opportuno valutarla riferendosi al trocantere.
Come si può infatti notare dalla tabella le misure indicate aumentano in proporzione alla lunghezza del femore; è possibile così definire l’ordine di grandezza della leva ma non identificarla in modo preciso.

Questa variabilità soggettiva è legata a fattori muscolari e ad esigenze di gara. Non c’è dubbio che una pedivella lunga faciliti l’erogazione della forza; la potenza però è anche frutto della velocità di rotazione dei pedali (Rpm) e per mantenerla elevata al crescere della pedivella aumenta l’impegno.

Si tratta quindi di fare un’analisi specifica dell’utilizzatore e del “campo di gara” su cui l’atleta andrà a misurarsi. Chi privilegia eventi caratterizzati da continui rilanci ad alta cadenza di pedalata (le classiche gare a circuito) troverà giovamento nella scelta di una misura più “corta” di pedivella; chi invece si confronta su percorsi di salita dove il passo è l’arma vincente troverà nella misura “lunga” un valido alleato.

Grazie alla tecnologia, e in particolare al powermeter, quando descritto in modo sommario nelle righe precedenti è verificabile in laboratorio.
Utilizzando la funzione iperbolica dell’ergometro SRM, è infatti possibile effettuare un’analisi delle curve Forza / Velocità in funzione della lunghezza della pedivella.
Questo semplice test, che richiede all’atleta d’effettuare alcuni sprint da pochi secondi ciascuno, offre al tecnico l’occasione d’indicare con criterio quale misura di pedivella risulta essere la più idonea per l’atleta.


Figura 1: Curva Forza Velocità

Nel grafico (fig. 1) sono riportati i dati ricavati dalle prove eseguite da un granfondista. Sull’asse orizzontale, da destra verso sinistra, è indicata la velocità di rotazione dei pedali, l’asse verticale invece, dal basso verso l’alto, riporta i valori di forza.
 
Comparando le rette formatesi in seguito agli sprint (in blu le prove con pedivella da 172,5 mm, in rosso le prove con pedivella da 175 mm), si può notare come i valori di forza registrati con la pedivella più lunga seguano una parabola positiva che vede il suo apice intorno alle 100 rpm per poi calare al crescere del ritmo di pedalata.
L’allineamento con la pedivella più corta avviene sui valori massimali di cadenza.
Si nota inoltre come il picco più alto di cadenza sia stato ottenuto nelle prove con pedivella da 172,5 mm, parametro interessante ma comunque di minor rilievo nel campo delle granfondo.
La scelta della misura da 175 mm sembra quindi essere vincente per quest’atleta; la sua struttura muscolare e la tipologia di gare in cui è solito cimentarsi trarranno di certo vantaggio nell’adozione di questa soluzione tecnica.
 
La lunghezza della pedivella è quindi una delle scelte fondamentali nel momento dell’acquisto della vostra bicicletta; valutate in modo attento ed evitate di comprare a “scatola chiusa”. In caso di dubbio meglio rivolgersi a personale specializzato che sappia consigliarvi disinteressatamente la misura più idonea; ne gioveranno le vostre prestazioni oltre alle vostre articolazioni, in special modo il ginocchio.
  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH4, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, e tre titoli mondiali in Canada, a Baie Comeau 2013), Vittorio Podestà (attuale Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH2 e vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012), e da Fabrizio Macchi, pluricampione paralimpico a livello nazionale e internazionale, con il quale vince la medaglia di bronzo ai Mondiali su pista a Los Angeles (USA) nel 2012.

 

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