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Inserito il 22 ottobre 2013 alle 21:05:56 da Monia Amadori. - Letto: (2701)

Pedalare in Romagna tra ciambelle e mosto d'uva.

Il freddo si avvicina e la stagione delle granfondo è ormai conclusa, ma proprio perché mancano appuntamenti programmati possiamo dedicarci ad itinerari a nostra scelta, concedendoci il tempo per guardarci attorno.

Monia Amadori

Mi chiamo Monia Amadori, un cognome veramente “romagnolo” così come lo sono le mie due più grandi passioni, la bici e la cucina.

Sono nata nel 1969, anno in cui ancora i ciclisti su strada erano veramente pochi. Uno di quei pochi però era mio padre, che a soli otto anni mi ha messo su una bici da uomo col cannone e il cambio!

Mi ricordo che all'età di nove anni, su per la salita di Bertinoro (chi fa la Nove Colli la conosce), si ruppe il filo del cambio con la catena posizionata nel “padellone”... faticai moltissimo per raggiungere quella vetta allora per me impossibile, senza scendere nemmeno una volta! Da allora direi che, seppur con periodi alterni, non sono mai più scesa dalla bici.

La passione della cucina è arrivata poco dopo e anch'essa non è più passata.

Nella vita ho sempre svolto lavori d'ufficio gestendo l'amore per tegami e fornelli solo nel tempo libero, ma ad un certo punto ho cercato di capire se potevo veramente “specializzarmi” e così, da adulta, mi sono iscritta e diplomata alla scuola alberghiera ed ho frequentato corsi da diversi chef per apprendere quanto più potevo.

Dopo aver preso una qualifica ho cercato di unire le mie due originali passioni, la bici ed il cibo, creando una struttura che si occupa di ospitalità ciclistica e chiamandola, appunto “CiBiCi - cibi & bici”

Lo stato di forma a cui ogni sportivo tende può far sembrare incompatibili questi due temi ma, come tutte le cose, basta affrontarle con consapevolezza e, aggiungerei, con un po' di fantasia e così come la fatica in bici riesce a sembrarci un irrinunciabile piacere, la necessità di alimentarci correttamente può diventare un altrattanto irrinunciabile gusto...

“CiBiCi – cibi & bici” nasce come associazione allo scopo di creare un punto di incontro fra appassionati di cibi e bici. L’intento è quello di accogliere in un ambiente familiare, informale e spontaneo gli amanti della buona cucina e della voglia di scoprire il territorio, ancor più di chi lo fa in un modo “ecologico”. Passione e curiosità legano questi due mondi apparentemente lontani che portano alla scoperta di luoghi, prodotti, intinerari meravigliosi!

I vigneti delle splendide colline romagnole

 

L

a regione in cui vivo, la Romagna, offre itinerari davvero vari ed  interessanti, sia da un punto di vista ciclistico che paesaggistico, e sicuramente anche enogastronomico. Io non posso non essere attenta a quest'ultimo aspetto anche quando mi muovo in bici, sia perché amo cucinare e provare prodotti nuovi, sia per il fatto che mi piace consigliare “punti di approdo” a chi, fra i miei ospiti, sceglie di  muoversi con più calma in bicicletta.

In questa stagione iniziamo ad abbandonare l'aspetto agonistico: il nostro corpo ha bisogno anche di ritmi lenti, quindi perché non cercare mete che ci permettano di scoprire scorci interessanti e piacevoli?

Visitare un paesino medioevale o una fortezza, piuttosto che una cantina che produce buoni vini, o il piccolo produttore di formaggi. A volte i “motivatori atletici” possono  essere il portare a casa belle immagini o dei souvenirs gastronomici da condividere con amici e famiglia, raccontando il bel giro fatto.

Ho così capito il perché di quell'amico ciclista, che la domenica mattina si reca a Spinello (piccolo paesino di poche anime lungo il passo del Carnaio) e torna a casa con la pagnotta di pane sulla schiena, infilata sotto la maglia: «L'acqua e l'aria di lassù fanno un pane che da noi non c'è!».

La splendida rocca di San Leo

Bene, detto ciò, mettiamoci in sella e percorriamo un itinerario frequente per chi vive nella mia zona, ma sicuramente conosciuto, sebbene con punti di approdo diversi, anche da chi partecipa alla Nove Colli:

Cesena, San Leo, Monte Pugliano e ritorno a Cesena per circa 108 chilometri e quasi 1000 metri di dislivello.

Questo il dettaglio dei paesi di riferimento:

partenza da Cesena direzione Savignano sul Rubicone, poi a seguire: Canonica – Ponte Verucchio – Bivio S.Leo – Pugliano – Maiolo – Ponte Baffoni -  Novafeltria – Secchiano – Bivio S. Leo – Ponte Verucchio – Santarcangelo – Savignano sul Rubicone – Cesena.

I vigneti che per lunghi tratti costeggiano la strada mi portano a fermarmi da un amico contadino a cui chiedo se ha ancora del mosto d'uva. Ce l'ha, bene! Nel pomeriggio devo tornare a prenderlo, perché se non lo utilizzo entro le 24 ore fermenta e non potrò più usarlo per fare la Saba ed il Savor.

La prossima uscita in bici sarà così preceduta da un paio di fette di CIAMBELLA ROMAGNOLA fatta in casa su cui posso spalmare il mio saporitissimo SAVOR.

La SABA ed il SAVOR sono preparazioni che derivano dal mosto d'uva. Hanno origini antichissime, tant'è che se ne produceva già all'epoca dei Romani.

La ricetta della SABA è tipica della Romagna e la troviamo in forma scritta, nella sezione “sciroppi”, nell'opera gastronomica di Pellegrino Artusi, edita nella seconda metà del 1800.

La SABA si ottiene facendo bollire il mosto d'uva in un paiolo di rame insieme a delle noci col guscio, allo scopo di rimescolare il fondo della preparazione durante l'ebollizione e di non fare attaccare il composto. La SABA è pronta quando si sarà ridotta di un terzo. Si conserva a lungo vista l'alta percentuale zuccherina (veniva infatti usata anticamente come dolcificante).

Il SAVOR deriva sempre dal mosto d'uva ed è una vera e propria confettura. Al mosto in ebollizione si aggiunge frutta di tutti i tipi, sia fresca (pere, mele, pesche, albicocche, ecc.) che secca (noci, mandorle, pinoli, fichi secchi, ecc.), ma non si disdegnavano la zucca, le bucce degli agrumi (importanti per profumare la preparazione), pere volpine e mele cotogne (tipiche della nostra zona ma ormai rare), quando non anche le bucce di melone e cocomero essiccate.

Ma vediamo ora come preparare la nostra deliziosa torta che ci fornirà il supporto energetico per le nostre uscite.

Per fare la CIAMBELLA ROMAGNOLA

500 gr farina 00
4 uova
150 gr di burro (sciolto e raffreddato)
200 gr di zucchero...
1 limone grattugiato
lievito chimico 25/30 gr (setacciarlo assieme alla farina)

In una ciotola, o direttamente nella planetaria, si mettono insieme burro, uova e zucchero poi, per ultimo, la farina col lievito tutto in un colpo.

Mescolare bene e formare filoncino (con questi ingredienti vengono 2 filoncini). Il filoncino disporlo su leccarda del forno coperta di cartaforno e formarlo un po' più alto al centro. Cospargere con granella di zucchero o zucchero di canna o semolato oppure con gocce o codette di cioccolato.

Una variante può essere quella di aggiungere nell'impasto delle noci, che cospargeremo anche sopra.

Infornare a forno caldo a 170°C per mezz'ora.

 

Un'ottima colazione è garantita! Dove andremo la prossima volta? Magari al mare e rientreremo in tempo per gustare un piatto casalingo e buonissimo per l'ora di pranzo!

 

(22 ottobre 2013)

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