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Inserito il 21 ottobre 2013 alle 15:49:17 da gazario. - Letto: (3090)

"GF di Roma? Vale 6+", parola di Ivan Piol

L'organizzatore veneto risponde ad alcune critiche mosse alla Granfondo Campagnolo Roma, da lui stesso messa in pista, e ci racconta le notevoli difficoltà, ambientali, politiche e culturali, incontrate nell'organizzarla. Non è mai facile organizzare una manifestazione sportiva, ma nella grandezza di Roma tutti i problemi sono amplificati. E già pensa alle migliorie da apportare all'edizione 2014, con un percorso unico da 130 chilometri.

 

 

(A cura di Gianandrea Azario)

21 ottobre 2013 - La Granfondo Campagnolo Roma ha chiuso la stagione delle granfondo 2013. E l’ha chiusa con il botto: una corsa all’iscrizione iniziata già nel mese di novembre 2012, quasi 5.000 iscritti, più di 3.300 finisher, numero che la pone al quarto posto nella classifica delle granfondo italiane per classificati, dietro alle leggendarie Nove Colli e Maratona dles Dolomites, superata di pochissimo dall’ormai tradizionale Pina Cycling Marathon. Insomma una granfondo nata grande, che già alla seconda edizione è divenuta un evento.

Il Direttore di GranfondoNews, Enrico Cavallini l’ha pedalata e ha raccontato su queste pagine la sua esperienza, rimanendo pienamente soddisfatto dei servizi offerti e affascinato dallo scenario in cui la manifestazione si è svolta, pur lanciando alcuni suggerimenti agli organizzatori, per renderla “perfetta”.

Eppure i social network ed i blog hanno riportato delle critiche, come se si fossero disputate due Granfondo di Roma, una che ha pienamente soddisfatto i partecipanti ed una che ha destato un sacco di lamentele, questo dopo che alcune polemiche erano nate per via dell’annullamento del percorso lungo da 162 chilometri, a seguito della mancata concessione dei permessi di chiusura al traffico da parte della Prefettura, comunicata lunedì 7 ottobre. Le principali lacune imputate all’organizzatore sono state in merito alla chiusura del traffico, alla gestione delle griglie, al mancato presidio degli incroci (in particolare di un semaforo poco dopo la partenza), ad un pasta party scadente e con disponibilità limitata di alcuni dei piatti previsti. Molti dicono che è grande la differenza con le granfondo storiche, dove i servizi ricevuti in cambio della quota d’iscrizione son portati ad esempio, tra le quali la Granfondo Sportful, di cui è organizzatore Ivan Piol, lo stesso che è responsabile dell’organizzazione della Granfondo di Roma. Dal momento che sono da tutti riconosciute le sue capacità organizzative, dimostrate dalla corsa all’iscrizione alla Granfondo Sportful del prossimo 15 giugno, che ha fatto raggiungere quota 2.450 iscritti in soli 15 giorni dall’apertura delle stesse, cerchiamo di capire da lui quali cose a suo avviso non hanno funzionato a Roma, quali difficoltà ci sono ad organizzare una gara ciclistica a Roma rispetto alle Dolomiti Bellunesi e al Trentino e quali soluzioni ha in mente per migliorare ulteriormente l’evento romano.

Ciao Ivan, qual è il tuo personale bilancio della Granfondo Campagnolo Roma 2013?
Ciao Gianandrea, sono molto esigente e molto critico con me stesso. Direi che merito un 6+. E’ il voto che più si avvicina alla realtà organizzativa della manifestazione.

Roma non è Feltre ed i Colli Romani non sono le Dolomiti. Il traffico, la densità abitativa ed il numero delle strade sono completamente differenti. Puoi spiegare ai nostri lettori quali sono le differenze tra organizzare una Sportful su un percorso che supera i 200 chilometri ed una Campagnolo Roma su un percorso che quest’anno si è disputata su un percorso di poco più di 100 chilometri? Cosa è più difficile e perché?
Partiamo dal presupposto che in 20 chilometri quadrati abbiamo 4 milioni di abitanti e conseguentemente circa 3 milioni di potenziali veicoli per le strade, già questo ti fa capire quali problematiche puoi incontrare.
Purtroppo quest’anno abbiamo pagato tutta una serie di situazioni negative, dovute a diversi fattori: cambio politico nell’amministrazione capitolina, scarsa informazione nel 2012 della reale portata della manifestazione nella viabilità dei Castelli, che poi si è ripercossa sulle autorizzazioni di quest’anno, come l’annullamento del percorso lungo pochissimi giorni prima della manifestazione, che tra le altre cose trova una motivazione non paragonabile in altre realtà italiane. Mi spiego nel dettaglio: la Prefettura parte dalla legge del codice della strada che prevede almeno 2 ore di chiusura totale al traffico per più di 400 partecipanti. Siccome  la testa del lungo avrebbe incrociare la coda del medio nel rientro a Roma all’altezza del Grande Raccordo Anulare, era impensabile poter chiudere per quattro-cinque ore quel tratto di strada (le due ore di chiusura della granfondo si sarebbero così sommate a quelle della mediofondo, ndr), da qui la cancellazione del lungo. Questo ci porterà, per l’edizione 2014, a pensare ad un solo percorso da circa 130 chilometri.
La sostanziale differenza sulle chiusure rispetto alla Sportful sta tutta qui. A Feltre ci chiudono la strada per 30 minuti e poi tutti rispettano il codice della strada, ma con un traffico automobilistico relativamente scarso, cosa che il Prefetto a Roma non prende nemmeno in considerazione.

Gianluca Santilli ci ha già spiegato il perché dell’annullamento del percorso lungo. Molti partecipanti purtroppo ignorano che, nonostante l’organizzatore si muova con largo anticipo e faccia il possibile per garantire lo svolgimento della sua manifestazione, la conferma dei permessi da parte della Prefettura è qualcosa che arriva solo all’ultimo. Ci puoi confermare questo e raccontarci l’iter di ottenimento delle autorizzazioni che ad esempio segui per la tua gara di Feltre?
L’iter a Roma è lo stesso seguito a Feltre. Le prime richieste le abbiamo mandate alla fine di gennaio……..andate perse nel dimenticatoio della burocrazia romana, la quale, su mio sollecito, mi risponde che le richieste vanno presentate non prima di 30 giorni dall’evento e che i comuni hanno 15 giorni per esprimere il loro parere e poi si procede alla conferenza di servizi. Da questo puoi capire che non ci sono tempi per fare i miracoli che magari riescono a Feltre o a Treviso.

Quando il percorso lungo è stato annullato, alcuni hanno cominciato a calcolare un costo al chilometro della Granfondo di Roma. Potresti far capire loro quali sono le differenze di costi affrontati per organizzare una manifestazione a  Roma rispetto a Feltre?
I costi si differenziano soprattutto nella logistica dell’evento. A Roma sono altissimi, tutto costa, dalla semplice vite alla tensostruttura per il pasta party, all’allacciamento idrico a quello elettrico. Al Circo Massimo non c’è niente. Il resto dei costi sono fissi, sia che tu abbia 100 o 10.000 partecipanti. L’altra variabile è ovviamente il materiale per i ristori e il pasta party finale.

Le principali critiche che vi sono state mosse sui forum sono relative al mancato blocco del traffico, allo scarso presidio delle griglie, ad una partenza avvenuta quasi di sorpresa, al mancato presidio di alcuni semafori e ad pasta party non garantito a tutti nello stesso modo. Hai ricevuto anche tu personalmente commenti analoghi e ti risulta che effettivamente ci siano stati problemi di questo tipo?
La chiusura del traffico di oltre 2 ore ha permesso a circa l’80% dei partecipanti di arrivare in totale sicurezza. Dobbiamo lavorare per avere uguale trattamento per tutti, però non posso pensare che uno stia sette ore in bici per fare 100 chilometri e poi si arrabbi perché ci sono le auto. Tutti devono essere consapevoli delle loro possibilità e di conseguenze decidere se affrontare o meno la prova.
Per le griglie posso spiegare molto semplicemente: ho chiesto la chiusura di via dei Fori Imperiali dalle ore 6 per allestire le griglie come da copione, cosa che non ci è stata concessa perché il Comandante dei Vigili del Municipio ha detto che il cambio del turno è alle 7 e questo comportava molti problemi (leggi guerra vigili vs sindaco). Quindi chiusura dalle 7, poi diventate le 7:15, con più di 2.000 ciclisti già sulla partenza, con gli autobus che passavano ecc ecc. Come potevo improvvisare una benché minima sicurezza e gestione delle stesse? Per conoscenza ti informo che abbiamo allestito la "americana" di partenza e il palco dall’una alle quattro del mattino, dopo che ci era stato comunicato, solo 2 giorni prima della manifestazione, dall’ufficio trasennature del comune che potevamo disporre di sole 240 transenne per arrivo e partenza, che non bastavano nemmeno per 200 metri lineari di chiusura. Ci siamo adoperati con banner e altro per poter chiudere almeno fino all’Altare della Patria, ma la cosa simpatica è stata che oltre ad averci fatto girare la partenza nel senso opposto a quello previsto ci hanno posizionato le transenne sotto il Colosseo, da dove le abbiamo spostate a mano nella notte di sabato. Per quanto riguarda la partenza le ho ovviamente noleggiate e posizionate domenica mattina.

Hai già pensato a qualche novità da introdurre il prossimo anno per fare in modo che la Granfondo di Roma cresca ulteriormente ed anche i Romani comincino a considerarla come un evento di cui parlare e non come un qualcosa da sopportare?
Innanzitutto partiremo dalle cose che hanno funzionato, il villaggio su tutto, il pasta party e poi anticiperemo la partenza alle ore 7 in modo da decongestionare il più possibile la zona dei Castelli prima dell’ora di pranzo.

Ti ringraziamo per la disponibilità e per l’entusiasmo di metterti in gioco per rendere possibile ai granfondisti di finire la loro stagione in uno scenario fantastico, godendo non solo di una bella giornata di sport, ma soprattutto di farlo laddove la nostra storia ha avuto inizio.

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