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Inserito il 18 ottobre 2013 alle 09:14:29 da gazario. - Letto: (3785)

Gianluca Santilli: ecco il mio ciclismo etico

Il consenso sulle nuove normative all'interno della Consulta è pieno e ora abbiamo anche condiviso gli aspetti relativi all'autocertificazione. Chi non possiede il requisito etico potrà tesserarsi come cicloturista. Non è aumentando i controlli che si risolve il problema del doping, ma agendo sulle cause dello stesso. Largo alla cultura dell'etica!

 

 

(A cura di Gianandrea Azario)

17 ottobre 2013- La riunione della Consulta Nazionale di Ciclismo (CNC), tenutasi a Roma lunedì 14 ottobre, ha definitivamente sancito che il 2014 segnerà una svolta nel mondo delle granfondo, confermando che tutti gli Enti di Promozione Sportiva adegueranno i propri regolamenti ai punti 1.10.2 e 1.1.03 della Normativa di Attuazione Attività Amatoriale 2014, che riguardano rispettivamente la partecipazione degli ex agonisti alle granfondo e la certificazione etica

E’ un grande successo per l’Avvocato Gianluca Santilli, Responsabile del Settore Amatoriale (SAN) della Federciclismo, che proprio in un’intervista che ci rilasciò sei mesi fa, dichiarò chiaramente che una delle linee guida del suo programma relativo al settore delle granfondo fosse quella di restituire al ciclismo amatoriale il suo spirito ludico, in cui ci sia sano agonismo, riducendo però quegli eccessi che possono portare anche al doping per superare i propri limiti. Questa linea guida è proprio la base di quanto stabilito dai due punti sopra citati della nuova Normativa. Finalmente avremo, almeno su questi punti, un regolamento condiviso all’unanimità da tutta la CNC, nonostante i responsabili dei vari Enti avessero evidenziato qualche dubbio in merito, nelle interviste ad ASI e a CSAIn, CSI e UISP, che abbiamo effettuato nelle scorse settimane.

La situazione finalmente è chiara, ma siamo sicuri che nei prossimi mesi parleremo ancora a lungo di questi argomenti, in quanto abbiamo evidenza che alcuni team stiano facendo cartello per adire le vie legali, considerando le nuove normative discriminatorie e non applicabili perché retroattive.
Chiediamo quindi ancora un po’ di tempo all’Avv. Santilli per avere da lui maggiori dettagli su quanto stabilito nella riunione della CNC e conoscere quali sono le sue aspettative per i prossimi mesi.

Gent.mo Avv. Santilli, proprio il giorno dopo il grande successo della Granfondo di Roma, di cui lei è ideatore e Presidente del  Comitato Organizzatore, il consenso di tutti gli Enti della CNC sui due punti fondamentali delle nuove Norme. Possiamo davvero guardare al prossimo come a un anno di svolta nel ciclismo amatoriale?
Il consenso pieno degli EPS era già stato espresso nella riunione del 29 luglio scorso. In quella del 14 ottobre abbiamo focalizzato l’attenzione sul testo dell’autocertificazione. Non so se il 2014 sarà un anno di svolta, ma di sicuro aver posto l’etica al centro del movimento amatoriale credo non possa che essere positivo, stante il significato di questo termine.

Nelle interviste che ci hanno rilasciato, gli EPS hanno avanzato alcuni dubbi  sulle modalità operative di applicazione delle nuove normative. In linea di principio c’era un comune accordo su un tempo più o meno lungo nell’esclusione a tempo come agonisti degli “ex” dalle granfondo, ma alcuni hanno dichiarato che avrebbero voluto dar loro la possibilità di tesserarsi come cicloturisti. Inoltre qualcuno  ha ipotizzato che chi ha commesso illeciti legati al doping possa comunque essere reintegrato nell’attività sportiva, concedendo loro la tessera da cicloturista o di un’altra disciplina sportiva, proprio per lo spirito educativo che dovrebbe avere lo sport e per le coperture assicurative richieste dalla pratica sportiva. Queste opinioni sono state discusse nella riunione del 14 ottobre? Qual è stato l’accordo tra le varie posizioni?   
Come detto l’accordo era già pieno. Il 14 abbiamo voluto puntualizzare e chiarire ogni aspetto, onde evitare che non ci fosse piena chiarezza sulla normativa e le sue modalità applicative. Quindi tutto confermato sia per quanto attiene gli ex-pro che per la possibilità data a chi non possiede il requisito etico di tesserarsi come cicloturista.

Nella riunione della CNC è stato anche che il punto 1.1.03 richiede al Presidente di Società di far sottoscrivere ai propri tesserati la dichiarazione etica e di essere solo depositario della stessa, al pari del certificato medico, ma di non doverne verificare la veridicità  e tantomeno di essere considerato responsabile in caso di falsa dichiarazione. A nostro avviso il controllo delle informazioni sarà piuttosto complicato, sia per il fatto che alcune indagini non sono pubbliche perché coperte dalla privacy, sia perché ad esempio lo status di professionista non è lo stesso in Italia e all’estero. La Federazione e gli EPS si struttureranno per effettuare delle verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni e sentenziare in modo univoco su eventuali denunce di falsità di alcune dichiarazioni?
Si tratta di un falso problema. L’autocertificazione che ogni tesserato deve consegnare in originale, unitamente al certificato medico, se mendace configura un reato. Non spetta al Presidente di società o agli Enti fare verifiche.  Ci si augura che prima di commettere un reato ci si pensi bene, soprattutto oggi che l’accesso alle informazioni, grazie ad Internet, è molto semplice. Quanto ai professionisti, la FCI metterà a disposizione i relativi elenchi.

A proposito del Presidente di Società, cosa ne pensa del fatto che nel regolamento dalla GF Sportful sia stato introdotta la regola secondo la quale, per casi acclarati di doping nei sei mesi successivi alla partecipazione a questa manifestazione, chi risulta positivo ad un controllo debba risarcire l’organizzazione per danni di immagine per una cifra pari a 50.000 euro e che la società di appartenenza sia responsabile in solido con il tesserato. Non le pare che nel mondo amatoriale un Presidente abbia poche possibilità di controllare cosa fanno i propri tesserati?
Le singole organizzazioni, in specie quelle delle GF più importanti che purtroppo sono costantemente penalizzate dalla presenza sul podio di atleti trovati poi positivi ai controlli antidoping,è normale che attuino politiche di tutela della loro immagine. Mi auguro che la nuova normativa vada nel senso di eliminare alla radice certi fenomeni deleteri.

Da un lato gli "ex", che non potranno partecipare per un tempo limitato alle granfondo ritengono che sia discriminatorio nei loro confronti l'introduzione di questo punto, dall'altro chi si ritrova a non avere più la possibilità di gareggiare a livello amatoriale a causa di precedenti con il doping ritiene che non si possa legalmente applicare una regola retroattiva a chi ha già scontato o sta scontando una pena per un illecito commesso. Inoltre abbiamo notizia di un cartello di team e atleti che ha intenzione di adire le vie legali contro questi punti. Chi meglio di lei può chiarirci gli aspetti legali che ne conseguono?
Non capisco perché si insista con il concetto di retroattività. La normativa ha introdotto un requisito aggiuntivo al certificato medico che è appunto quello etico e non retroattivamente ma per il tesseramento del 2014. Certo sapere che ci sono legali al lavoro contro un requisito etico e che siano stati incaricati da un cartello di team che evidentemente hanno l’esigenza di far correre in corse amatoriali soggetti con trascorsi di doping, ci dovrebbe fare pensare ma ognuno è giustamente libero di agire come meglio crede.

Sicuramente la norma relativa al requisito etico allontanerà chi ha sbagliato in passato, ma a nostro avviso servono più controlli antidoping per scoraggiare chi potrebbe cadere in tentazione in futuro. Nella stagione 2013 non sono stati molti i controlli effettuati alle granfondo e sicuramente questo è legato alla crisi economica generale che rende tutto più difficile. C’è un piano per aumentare il numero di controlli, tenendo magari in considerazione alcune proposte di cui abbiamo dato evidenza sulla nostra rivista, con l’applicazione delle quali si potrebbero ridurre i costi degli stessi?
Non è pensabile risolvere un problema drammaticamente molto diffuso aumentando da 5 a 10 i controlli. Occorre ottimizzarne l’uso come si sta facendo ma soprattutto abbinarli ad una serie di misure che tendano a ridurre drasticamente il fenomeno colpendone la causa e non solo l’effetto.
Ad avviso degli Enti facenti parte della Consulta, si deve agire sulla cultura, sull’educazione e quindi sulla sensibilizzazione nei confronti dell’etica. La nuova normativa a nostro avviso va in questo senso e ci risulta che l’apprezzamento da parte della parte sana del movimento amatoriale, che fortunatamente è quella ampiamente maggioritaria, sia molto favorevole.

Esiste un caso Falzarano. Sono passati più di quattro anni dal suo ultimo contratto da professionista ed è stato scagionato dal coinvolgimento nell’indagine Amateur, coordinata dalla Procura di Massa, sebbene non ci sia mai stato un rinvio a giudizio. Qual è la sua opinione in merito? Potrà tornare a correre nel 2014?
Non conosco gli atti del procedimento e non mi è quindi possibile esprimermi ma laddove nei suoi confronti non si siano indagini ovvero procedimenti o richieste di rinvio a giudizio, a mio avviso sì.

La ringraziamo per la consueta disponibilità e le rinnoviamo i complimenti per il successo della Granfondo di Roma. Ci auguriamo davvero che il suo auspicio di uno sport più etico possa avere nel 2014 il primo significativo passo verso la sua realizzazione.

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