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Inserito il 17 ottobre 2013 alle 15:51:44 da Francesco Bondi. - Letto: (5373)

Stagione finita: come e quanto riposare?

La stagione granfondistica è ormai terminata. Sia la strada che la mtb hanno esaurito i loro calendari ufficiali. Ora inizia la fase di riposo necessaria alla preparazione della nuova stagione. Quanto dobbiamo stare fermi? Possiamo fare altri sport? Quali, ma soprattutto per quanto tempo? Eccovi le risposte.

Siamo giunti al termine di una lunga stagione agonistica e dopo tante ore di sella tra allenamenti e gare siamo pronti per il meritato riposo.

Anni fa questo periodo transitorio o di recupero veniva protratto più a lungo, lo stacco in termini di giorni andava infatti dai 40 ai 60, durante i quali, visto il considerevole tempo di riposo, era necessaria una corretta alimentazione per non incappare nel problema di accumulare massa grassa perdendo massa magra.

Successivamente, anno dopo anno, la tendenza è stata quella di riposare sempre meno fino ad arrivare ad oggi dove la media dei giorni di riposo si aggira tra i 15 e i 20, seguiti da un periodo chiamato "generale" di circa 40 giorni, dove l'atleta affronta l'allenamento in modo molto tranquillo anche con attività alternative prima di iniziare la successiva preparazione stagionale.

Esistono infatti alcune discipline sportive che, nel periodo "generale" sono compatibili, in termini di obiettivi, con il ciclismo e che sono in grado di apportare numerosi vantaggi all'atleta in questa fase.

Ad esempio la corsa a piedi, nonostante il primo impatto non sia dei più semplici, sviluppa le capacità aerobiche dell'atleta. Inizialmente, essendo piuttosto traumatica,  può arrecare all'atleta dei disturbi muscolari che normalmente migliorano e scompaiono nel corso degli allenamenti. Tuttavia la corsa a piedi non è indicata negli atleti che già soffrono di patologie interessanti le articolazioni poiché può talvolta peggiorare la situazione, soprattutto se non affrontata in modo corretto.

Mentre la corsa a piedi, a parte l'ultima eccezione sopra riportata, è un'attività alla portata di tutti gli atleti, il nuoto è una disciplina più complessa che può apportare ulteriori benefici per l'utilizzo delle varie fasce muscolari interessate nell'allenamento che normalmente pedalando non si sviluppano. Tra i vari vantaggi del nuoto vi è la capacità di allungare la muscolatura e di allenare i muscoli respiratori, migliorando la capacità di utilizzo dei polmoni.

Lo sci di fondo è un'ottima alternativa praticabile nel periodo invernale, molto meno traumatico della corsa a livello di articolazioni e con il vantaggio di coinvolgere anche la parte superiore del corpo.

La Mountain bike è la disciplina alternativa che più si avvicina al ciclismo su strada, più divertente, maggiormente allenante a livello di forza e capacità respiratoria.

Durante il periodo "generale", visto anche il maggior tempo a disposizione, è consigliabile eseguire accurati controlli per verificare lo stato del proprio "motore" facendo analisi ematiche di base. In caso ci fossero problematiche fisiche sarà necessario recarsi da professionisti per cercare di risolvere i problemi riscontrati nella stagione appena conclusa, rivolgendosi a seconda dei caso a medici dello sport, nutrizionisti, osteopati, fisioterapisti, biomeccanici.

Il periodo sopra descritto, seppure chiamato "generale", è di fondamentale importanza non solo dal punito di vista del mantenimento e dello sviluppo fisico dell'atleta ma anche dal punto di vista psicologico in quanto è proprio in questa fase che l'atleta si pone gli obiettivi e le motivazioni  della successiva stagione, in base ai quali imposterà il lavoro per il raggiungimento degli stessi.

17 ottobre 2013


Francesco Bondi, nato a Rimini il 26.11.1974, residente in Bellaria Igea Marina, da cinque anni vive a Castiglione delle Stiviere (MN).

La mia grande passione per lo sport praticato fin da piccolo mi ha portato a esercitare, negli anni, numerose discipline sportive sempre con molta passione e divertimento.

Con il ciclismo, in particolare, è scattata la mia passione più autentica tantè che, una volta conosciuto ed iniziato a praticare, non ho più mollato questo magnifico sport.

La dedizione per lo sport ed in particolare per il ciclismo mi ha invogliato da prima a conseguire il patentino da Direttore Sportivo di 1° Livello, e poi ad iscrivermi al corso di Laurea in Scienze Motorie per approfondire ulteriormente, anche a livello scientifico, il significato di SPORT, PREPARAZIONE, ALIMENTAZIONE.

Così nel 2009, dopo la Tesi di Laurea Metodologie dallenamento nel ciclismo: applicazione, sviluppo e risultati, ho intrapreso lattività di preparatore atletico con lobiettivo di promuovere la cultura dello sport in mezzo ai giovani e soddisfare le esigenze degli atleti, mettendo a disposizione le conoscenze acquisite e lesperienza accumulata negli anni di ciclismo praticato.

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