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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 17 ottobre 2013 alle 00:19:11 da Enrico Cavallini. - Letto: (3603)

Granfondo Roma: semplicemente colossale

Si è chiusa la seconda edizione della manifestazione capitolina, che ha dimostrato di ascoltare i partecipanti e di essere capace di fare l'impossibile. Gli Antichi Romani hanno creato le scenografie, Santilli & C. ce le hanno fatte godere appieno. Traffico bloccato sui 105 chilometri del percorso. Ma non manca chi ama le polemiche. 

 

(Testo di Enrico Cavallini, foto di Play Full Nikon e Granfondo Campagnolo Roma)

 

C

hi non risica, quasi sicuramente rosica. Questa è la mia personale sensazione sentendo il brusio delle polemiche che hanno avvolto la seconda edizione della Granfondo Campagnolo Roma, il più importante evento laziale e, in due sole edizioni, anche nazionale. Una manifestazione che forse è cresciuta troppo in fretta come quei bambini che, a causa delle avversità della vita, si ritrovano far fronte a responsabilità che la vita di solito accolla agli adulti.

La Granfondo Roma, proprio per la sua caratteristica principale, ossia di essere non solo nella Capitale, ma bensì nella città più famosa del Mondo, non ha avuto modo di fare la gavetta, ma per potere godere della giusta, e necessaria, credibilità da parte delle amministrazioni, ha dovuto partire già "con il botto". Chi organizza ben può capire lo sforzo necessario.

La manifestazione giunta alla sua seconda edizione, sempre grazie all'ausilio del prestigioso marchio Campagnolo, ha dimostrato di sapere comunque crescere, e anche in fretta, andando a colmare le grandi lacune della passata edizione, sebbene ne abbia presentate alcune più insignificanti in questa. Ma se poco poco ho imparato a conoscere l'avv. Santilli e se un po' di più conosco Ivan Piol, direttore generale dell'organizzazione, mi viene facile presupporre che la prossima edizione della manifestazione capitolina rasenterà la perfezione.

Ovviamente non potevo certo mancare ad una manifestazione di questo livello; noi di GranfondoNews.it non manchiamo mai agli eventi importanti.

Giungo a Roma il giovedì. Vado raramente nella Capitale, salvo rarissime occasioni di lavoro, per cui sfrutto l'occasione per passare qualche giorno di pseudo vacanza. Per quanto riguarda la sistemazione sono ospite di Piergiorgio: un carissimo amico, e collega, che "uso" come base di appoggio per le trasferte a Roma. La disponibilità sua e di sua madre sono veramente qualcosa di unico, a cui noi, gente del Nord, non siamo certo abituati.

Ma la notte del giovedì è impossibilitato a ospitarmi così mi scelgo un albergo, così come qualsiasi granfondista. Si sa che l'ospitalità capitolina non è certo famosa per la sua economicità, ma ho imparato un piccolo trucchetto da viaggiatore. Prenoto in un grazioso hotel a tre stelle fuori dal centro, ma a poche centinaia di metri dall'ultima stazione della metropolitana. Me la cavo con la modica cifra di 40 euro in B&B. Per viaggiare ho scelto l'opzione del treno che, essendo solo, mi fa risparmiare un bel po' di soldi, ma soprattutto di ore, durante le quali posso continuare con il mio lavoro (ovviamente al PC). L'essere subito fuori dalla metropolitana mi assicura non essere escluso dal centro che posso raggiungere in pochi minuti. Una soluzione che consiglio ai più.

Nei grandi eventi, così come la Nove Colli o la Maratona, si è sicuri di trovare tutti gli amici. Un breve giro di telefonate e la compagnia per la sera non mi manca. Mi incontro con l'amico Alberto e andiamo a cena vicino al Vaticano. Terminata la cena non ci resta che una bella passeggiata in una piazza San Pietro completamente vuota e tutta a nostra disposizione. Per me è ufficialmente iniziata la Granfondo di Roma.

Il venerdì mi sposto dall'amico Piergiorgio. Di "casa" sono in zona via Cortina d'Ampezzo e sono appiedato. Per fortuna Roma non ha certo problemi con i mezzi, al ché prendo l'autobus e mi dirigo alla più vicina stazione della metropolitana, la quale sarà in questi giorni il mio mezzo di trasporto preferito: economico e decisamente più rapido dei mezzi di superficie. Il pomeriggio è dedicato al ritiro del pacco gara e ad una bella visita al villaggio espositivo. Ho anche qualche appuntamento di lavoro.

Raggiungo il Circo Massimo e il colpo d'occhio è veramente incredibile. Il vasto villaggio espositivo fa bella mostra di sé proprio là dove oltre duemila anni fa i Romani si divertivano guardando le corse delle quadrighe. Abituati a frequentare sterili palazzetti dello sport, seppur comodi, qui di fatto siamo dentro ad un momento millenario.

Trovo subito alcuni amici nel vasto stand della Campagnolo, main sponsor della manifestazione, che fa da perno a tutto il villaggio. Quattro chiacchiere, alcuni incontri programmati e ritiro il pacco gara. Dentro la ormai ben nota borsa della Enervit trovo la maglia ufficiale della manifestazione (che graficamente mi piace un sacco, ma questa è una nota totalmente soggettiva), una borraccia da 75 centilitri, una borraccia da 50 centilitri griffata con il logo della manifestazione, un kit Enervit, una confezione di caramelle Ricola, un braccialettino Carvico, una busta di pistacchi e una confezione di confetti al miele.

Sono ormai le 19.30 e mi devo muovere per andare incontro all'amico Luciano, barese residente a Milano per lavoro, che arriva alla stazione Tiburtina con il TAV. La metropolitana viene ancora d'aiuto e in un attimo sono nella comodissima stazione romana; intanto ci raggiunge anche Piergiorgio in auto. Ecco... il trio si è finalmente ricomposto. Per me Roma è un evento particolare. La granfondo è la splendida occasione per passare qualche giorno con amici che incontro anche durante l'anno, ma essendo sempre occupatissimo riesco malapena a salutare. Questa è la vera occasione per potere passare quattro giorni tutti insieme, da mattina a sera, riempiendoci di aneddoti e stupidate, come dei vecchi commilitoni (sebbene, ahimè, io sia stato l'unico dei tre ad avere assolto ai doveri militari).

Il sabato mattina è dedicato alla sgambata. Chiedo all'amico Piergiorgio, romano di origini baresi-marchigiane, di insegnarmi la strada che dovremo fare il giorno dopo io e Luciano per raggiungere la partenza. Sfilando tra le vie di Roma, mentre prendo i vari riferimenti, mi godo parchi e monumenti. La città è viva! Eccome se è viva. La convivenza tra auto e bici non è poi così tragica come temevo. Un po' di attenzione, un po' di dimestichezza con il mezzo e un pizzico di "romanità" aiutano sicuramente, tanto da godermi anche la gita. Terminiamo la sgambata nelle campagne attorno a Roma.

Il pomeriggio del sabato è nuovamente dedicato al villaggio espositivo: Luciano deve ritirare il suo pacco gara. Il Circo Massimo ora è decisamente più vivo rispetto al venerdì e brulica di gente. Nonostante tutto l'alta presenza di personale permette di non dovere mai effettuare delle attese. Ospite d'onore nello stand Campagnolo è il romano Giancarlo Fisichella, pilota automobilistico italiano, che corre con la Ferrari-AF Corse nel Campionato del Mondo Endurance. La sua presenza ovviamente scatena la curiosità dei numerosi presenti. Qualche scatto con lui e con il dott. Campagnolo e il pomeriggio vola tra una lezione di spinning e una gimcana per bambini.

 

Non possono certo mancare gli amici "randagi". Sono le ore 18.00 e alla presenza di Fermo Rigamonti, numero uno dell'Audax Randonneur Italia e di Davide Cassani prendono il via i randonneur della Rando Roma by Night su un percorso di 200 chilometri.

E' festa grande e lo sarà fino a domenica sera.

La cena del sabato è abbastanza insolita per la maggior parte dei partecipanti. Alcuni restano fissati con la sana e salubre pasta in bianco, mentre i più si lasciano prendere per la gola con l'Amatriciana e gli spaghetti cacio e pepe (che sia stata la nostra rubrica a fare proseliti?). In fin dei conti per la maggioranza dei partecipanti l'indomani sarà l'ultimo giorno di scuola... e nessuno vuole certo fare i compiti!

La sveglia di domenica mattina è di buon'ora. Nonostante sia stato annullato il percorso lungo di 162 chilometri pochi giorni prima dal Prefetto (con una scia di polemiche mica da poco), la partenza è fissata per le ore 8.00 da via dei Fori Imperiali! Non si parte da una squallida via di qualche area industriale, così come neanche da qualche rinomata piazza cittadina, bensì dal centro di un monumento storico. La strada in questione, ex Via dell'Impero, fu già discussa ai tempi, in quanto taglia di fatto in due i Fori Imperiali di Augusto, Cesare, Traiano e Nerva: le piazze monumentali risalenti al periodo che va dal 46 a.C. al 113 d.C.

Alle nostre spalle troviamo il Vittoriano, meglio noto come Altare della Patria, e piazza Venezia, mentre di fronte ci guarda incuriosito il Colosseo (peccato per l'impalcatura, tanto brutta quanto necessaria per il restauro). Ai lati della strada le statue di Cesare e Augusto ci indicano la direzione da seguire.

Purtroppo le griglie di fatto non esistono. La difficoltà di tirare una bindella per i venti metri di larghezza della strada è ovvia, così come lo è la mancanza di spazio per il passaggio dei mezzi di soccorso. Un mio personale consiglio è di bloccare solo metà della strada con le transenne, in modo di potere così mettere le regolari fettucce (e non affidarsi alla scarsa educazione civica dell'italiano), in più lasciando lo spazio per il passaggio di mezzi di soccorso.

Vado subito incontro a Ivan Piol che, sebbene siano le 7.00 di mattina, è già "a tutta" affrontando il "Problema numero 29" della giornata. In tanti si preoccupano solo di pestare sui pedali, senza nemmeno immaginare cosa succede dietro la sala di regia di una manifestazione, tanto più a Roma dove qualsiasi cosa è amplificata.

La cosa che mi ha fatto più ridere della mattinata? Si avvicina un fotografo e chiede a Piol: «A che ora parte la gara?», «Alle 8.00!», «Ma le otto, otto, sicuro?» si sincera il fotografo. «Alle otto... venete!» lo apostrofa Piol. Perché rido? Il giorno prima, un'amica romana esordisce con «Partenza alle 8.00? Vedrai che si partirà alle otto e mezza». Che strana concezione della puntualità hanno a Roma.

Le facce sono tirate, gli organizzatori a tutta. Io mi accorgo (perché sono del mestiere e ho le orecchie lunghe) di alcune difficoltà, ma che l'ottima organizzazione riesce a sistemare in breve, facendo in modo che il pubblico non si renda conti di nulla. Infatti la grande capacità di un bravo organizzatore non è quella di non avere problemi, ma di saperli affrontare in modo tale che a tutti sembri che tutto sta andando a meraviglia.

Intanto le griglie si riempiono e il colpo d'occhio di questa massa di maglie giallo-rosse si fa sempre più spettacolare. Sono 5000 gli iscritti secondo i dati del CO. Non li ho contati tutti, ma se anche ben fossimo stati meno, eravamo comunque veramente in tanti.

Man mano che si avvicina l'ora della partenza, ecco che si avvicendano i VIP. Fabrizio Macchi e il grande Alex Zanardi catalizzano parte dell'attenzione degli speaker e operatori della comunicazione. Poi il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il presidente federale Renato Di Rocco, Max Lelli e Matteo Marzotto in tandem con il loro progetto di raccolta fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica. Il vice direttore generale della RAI Gianfranco Comanducci, il pilota Giancarlo Fisichella, il professionista Stefano Pirazzi, e tanti tanti altri ancora. Alla corte di Gianluca Santilli, che ovviamente troviamo in bicicletta e in prima linea, non ha voluto mancare nessuno.

Sono le ore 8.00, o forse un paio di minuti prima, e si parte. Io resto dell'opinione che la partenza sia stata in realtà una falsa partenza. Sicuramente mi sbaglio, ma ben conoscendo le procedure, quelle di domenica scorsa sono state decisamente fuori dagli schemi. Sono ancora dell'idea che un count-down scandito dalla speaker Barbara Pedrotti, coadiuvata dal collega Paolo Mutton, alla ricerca di una "ola" del pubblico, sia stato frainteso dai ciclisti e al «... tre, due, uno!» questi invece di alzare le mani, siano partiti. Infatti la colonna apripista non si era ancora avviata come dovrebbe essere e, quando si è vista arrivare la massa inferocita, ha ingranato la marcia ed è partita a tutta! Risultato? Noi che si era davanti abbiamo sfilato attorno al Colosseo sopra i 40 all'ora.

Se l'hanno scorso il giro turistico fu eccessivamente lento, quest'anno è stato l'opposto (dal mio punto di vista da testa del gruppo). Ad ogni modo tutto è filato liscio, sebbene per me resti ancora un mistero.

Ho promesso ad una amica di darle una mano fino a che riesco. Ahimè, mi dovrò fermare qua e là per scattare delle foto, per cui non so nemmeno se riuscirò a stare con lei per tutto il tragitto. Il gruppo davanti va a tutta e mi costringe a tenere le ruote. Onestamente non ne ho una gran voglia! Preferirei andare più tranquillo, ma la massa di 5000 biciclette ce mi segue mi "obbliga" a tenere il passo e non intralciare. Si arriva a Castel Gandolfo e se Dio vuole la strada inizia a salire. Ognuno prende il suo passo e gli animi si placano! Non appena si vede bene il lago mi fermo e scatto qualche foto. L'amica va per la sua strada... ma è meglio così! Oggi di agonismo proprio non ne voglio sentire parlare!

Il mostro di giornata è lo strappo di Rocca di Papa, tanto pubblicizzato nei giorni precedenti su Facebook. Non è certo facile, ma nemmeno questo mostro! Abbiamo fatto di peggio, ma sono sicuro che dietro, in molti lo avranno percorso a piedi.

Intanto mi raggiunge l'amico Gabriele Valentini, noto fondista svizzero di grande valore, che durante la stagione battaglia per le primissime posizioni. «Sto con te» mi dice. «Armati di pazienza; devo anche da scattare delle foto», gli rispondo io. Staremo insieme per tutto il viaggio. Lo ringrazio ancora per la gentile compagnia e mi scuso per il tedio che gli ho generato.

In cima a Rocca di Papa il primo ristoro, che sul subito pare una festa di paese. Noto con gioia che io e Gabriele siamo i primi a fermarci. Scatto qualche foto e ne approfitto per mangiare qualcosa. C'è veramente di tutto: torte, frutta, panini, acqua, cola e bibite varie. C'è da sfamare chiunque. Anche il personale è gioioso e festoso, tanto che si presta allegramente per un ritratto fotografico.

Nel mentre ripartiamo, giunge Santilli. Non posso fare altro che complimentarmi. Abbiamo percorso circa un terzo del percorso e non abbiamo trovato un'auto che fosse una; nemmeno per sbaglio! Nulla! Temevo per il citato blocco del traffico. Conoscendo i romani, avevo veramente poca speranza che gli automobilisti avrebbero retto. Invece devo ammettere che mi sono piacevolmente sbagliato. Grazie a tutti i romani per averci permesso di passare una bella giornata in bicicletta, in posti che voi potete godervi tutti i giorni.

A Rocca Priora il secondo ristoro e a Monte Compatri i terzo. Qui rincontriamo Santilli con il gruppo di ciclisti che lo accompagna. Tra questi anche il professionista Stefano Pirazzi che scherzando ci dice: «Sono stato un po' davanti, ma quelli andavano troppo forte

Il bello di correre in mezzo a così tanti ciclisti è che non si resta mai soli e un gruppetto a cui agganciarsi lo si trova sempre. Tra una foto e l'altra e i vari ristori, Gabriele ed io giungiamo sull'Aventino in tre ore e sedici minuti; ben 37 minuti dopo il teatino Matteo Zannelli, il paracadutista della Folgore, che corre per i Vigili del Fuoco di Genova, il quale vince la seconda edizione della manifestazione capitolina.

Intanto prendo una bottiglietta di sali per reidratarmi e una gentile signorina mi consegna il Sesterzio, souvenir dei Finisher. Cerco l'amico Luciano, che va parecchio più forte di me, tanto da chiudere in due ore e cinquantun minuti. Ci incamminiamo verso il pasta party, piazzato alle Terme di Caracalla. A memoria di ciclofondista, non mi ricordo di avere mai consumato il pasta party a cinque metri da un monumento millenario.

Sistemiamo le biciclette nell'apposito parcheggio ultracustodito e ci avviamo al pasta party. Niente coda! Nonostante i 5000 iscritti, non c'è coda. Un mare di gente sta lavorando per preparare i vassoi che vengono prontamente, e gentilmente, serviti ai ciclisti. Due le versioni tra cui scegliere: penne al sugo rosso (forse amatriciana? Non me ne sono sincerato) o orechiette al sugo di carne, poi pane e porchetta, yoghurt, frutta, acqua e birra.

Terminato il pranzo, riprendiamo la strada verso casa di Piergiorgio. Ora la città è più affollata rispetto la mattina, ma riusciamo a districarci senza problemi (potrebbe parere strano, ma ho rischiato meno la vita in bici in mezzo a Roma, che nella mia piccola Biella quotidianamente).

Il pomeriggio non riesco ahimè a tornare al villaggio per le premiazioni per motivi logistici, ma passandogli davanti poco prima avevo già notato che la festa era ancora a pieno ritmo. Unz Unz Unz, i ragazzi dello spinning stavano spingendo veramente a manetta. Che spettacolo!

Se la Granfondo Roma deve essere vacanza, allora che lo sia per bene. Per questo mi fermo anche il lunedì, che sfrutto per una bella passeggiata turistica per Roma, dopo l'immancabile sgambata mattutina, mentre il martedì è dedicato al rientro.

Potevo chiedere di meglio per finire questa lunga stagione iniziata ai primi di Febbraio? Certamente no! Alcuni hanno scelto di terminarla in una zona industriale, io ho preferito chiudere nella Città Eterna! Mi sono divertito, ho visitato il più grande museo a cielo aperto, ho passato del tempo di qualità con gli amici, ho praticato il mio sport preferito! Tanta roba per soli 75 euro!

Ecco qualche piccolo consiglio migliorativo secondo il mio punto di vista.

Le griglie. O toglierle e lasciare che il primo che arriva meglio alloggia (a parte la prima griglia VIP), oppure crearle solo per metà della strada potendole così bindellare. L'italiano medio non conosce il concetto di coda... inutile sperarci.

Il percorso. Ha creato un fiume di polemiche l'eliminazione del percorso lungo voluta dal Prefetto pochi giorni prima. Onestamente direi che va bene così. Il percorso è bello e adatto al finale di stagione. Meglio 105 chilometri blindati, che 162 in mezzo al traffico. Al limite, lo si può allungare con una salitella in più, ma terrei il percorso unico, oltre al cicloturistico, ovviamente.

La partenza. Restando dell'opinione che sia stata una falsa partenza, qualora così non fosse, sarebbe sicuramente meglio partire un tantino più adagio. Come non andava bene il 12 all'ora della precedente edizione, così non è stato gradevole partire a 40 in questa.

Complimenti quindi a Santilli, a Piol e a tutto il loro staff. Grazie al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, per avere creduto nel progetto e grazie alle numerose Forze dell'Ordine presenti ad ogni incrocio che ci hanno permesso di goderci una bellissima giornata.

Ah, per la precisione... non ho finito tra i primi, ma 830° (e nonostante tutto il "mio" gruppetto, all'arrivo, ha fatto la volata! Bah!)

(16 ottobre 2013)

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