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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 15 ottobre 2013 alle 14:43:56 da Omar Di Felice. - Letto: (2449)

Granfondo Roma: si chiude la stagione

La Granfondo Campagnolo Roma è il miglior epilogo di stagione che ci si può aspettare. Ce lo conferma anche Omar Di Felice, ultracycler romano, che non ha certo potuto esimersi dal prendere il via alla granfondo sotto casa. Una manifestazione che ha saputo crescere velocemente e presentarsi alla sua seconda edizione con un prodotto quasi perfetto.

 

 

(Testo di Omar Di Felice, immagini di Play Full Nikon e Omar Di Felice)

15 ottobre 2013 - E’ l’alba di una domenica mattina d’ottobre quando, giunto in griglia, mi accorgo di aver dimenticato il chip a casa. Questi sono i dettagli che ti fanno capire che la stagione è ormai al termine: in altri  momenti dell’anno una simile dimenticanza non sarebbe potuta accadere, ma siamo alla fine di un 2013 lungo e stressante, per cui questo piccolo peccato veniale lo accetto con il sorriso sulle labbra.

E’ la Granfondo di Roma, l’unica che mi permetta di alzarmi ad un orario “decente” e partire da casa sulla mia specialissima senza dover consumare prima millemila chilometri per raggiungere la partenza. Anche quest’anno chiuderà ufficialmente i miei impegni ma rinunciare a un simile evento, nella città eterna e sulle strade dove mi alleno quotidianamente, sarebbe stato un vero e proprio delitto.

Il sabato trascorre in maniera tranquilla e, dopo una settimana di temperature più basse della media stagionale e piogge ininterrotte, spunta un timido sole che annuncia ciò che mi aspetterà l’indomani. Bel tempo e temperature gradevoli tanto che la maglia (obbligatoria) della Granfondo è più che sufficiente.

Il clima è quello da “ultimo giorno di scuola” con battute risate e neanche troppo stress per prendere posto nelle rispettive griglie (aspetto ancora da migliorare visto che, ahimè, i furbetti non mancano neanche in questa occasione).

Allo sparo si è tutti già in sella, testa bassa e mezzo giro intorno al Colosseo prima di affrontare il pavè dell’Appia Antica. Si forma subito un buco e mi ritrovo nel secondo gruppone. Per una volta sono felice di questo, mi aiuterà a vivere con ancora maggior calma la domenica di puro ciclismo e allegria che mi sono immaginato. Non faccio in tempo a dirlo che ci si ritrova tutti in fila indiana, catena sul 53 e via per provare a riprendere i primi. Ricongiungimento che avverrà ai piedi della Via dei Laghi dove mi metto tranquillo con il mio passo, tiro fuori il mio iPhone e improvviso qualche scatto tra una battuta e uno scherzo con compagni d’avventura più o meno improvvisati.

E’ tempo di bilanci, ma soprattutto di pensare alla stagione che è stata e a quella che verrà: quale scenario migliore di questo? Luigi, Michele, Cristian, Enrico. Solo alcuni degli amici che ho incontrato lungo il tragitto di una gara la cui organizzazione, a mio modo di vedere, ha migliorato molti dei punti criticati durante la prima edizione, in primis l’aspetto traffico.

A differenza dello scorso anno solamente in un paio di occasioni si è assistito a scene di insofferenza da parte degli automobilisti costretti a spegnere i motori al nostro passaggio.

Il percorso, unico (causa cancellazione del lungo tanto dibattuta nella vigilia di gara) è risultato equilibrato. Ottimo l’inserimento del muro di Rocca di papa, che avevo affrontato pochissime volte. Suggestivo il passaggio alternativo alla classica ascesa da uno dei due versanti. Pedalare a fine stagione, per il puro gusto di farlo, mi ha consentito anche di affrontare con calma le altre ascese di Rocca Priora e del Tuscolo.

I ristori erano all’altezza della situazione e si sono rivelati delle oasi dove trovare tutto quanto il necessario!

Gli ultimi chilometri tra le rovine romane, poi, sono la vera e propria ciliegina sulla torta di una manifestazione destinata a diventare un punto di riferimento, a patto che l’agonismo rimanga sempre entro i limiti sin qui rispettati e che le autorità locali continuino a metterci il proprio impegno.

Roma è una realtà particolare, oserei dire “unica” e, se da un lato è impensabile paragonare la Granfondo Campagnolo Roma a qualunque altra manifestazione italiana, dall’altro sarebbe un peccato non sfruttare il potenziale di un simile evento. Da romano e appassionato di ciclismo mi auguro che questa diventi un po' il punto di riferimento nazionale di fine stagione. A volte potersi svegliare e pedalare in uno scenario completamente diverso da quelli affrontati durante l’arco di tutta la stagione, può far bene agli occhi e al cuore.




 

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