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Inserito il 26 aprile 2011 alle 17:12:11 da Enrico Cavallini. - Letto: (3834)

Valentino Carriero - Il barista che vuole tornare pro

Una lunga carriera giovanile, poi uno sfortunatissimo anno da pro, la chiusura della squadra e l'esperienza nelle granfondo. Ora il ciclista forlivese, che aiuta i genitori nel bar-pasticceria, sogna di tornare professionista. Sarà il 2011 l'hanno della svolta?

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Valentino Carriero

Nato a: Forlì

Il:
29 febbraio 1984

Residente a:  Castrocaro Terme (FC)

Squadre:
1999-2000: la Faentina - Allievo
2001-2002: Forti e liberi - Junior
2003-2004: Sc Reda Impresa Edile Mulinari - U23
2005: Vc Bologna Acqua Cerelia - U23
2006-2007: Sc Virtus Villa Ponte 1957 - U23
2008: Cinelli OPD - Professionista
2009: Team MG.K Vis LGL Look - Granfondo
2011: Team Scott Incensi Domus - Granfondo

Attuale occupazione: barista

Ciao Valentino, ecco un volto, pressochè nuovo nelle granfondo, che ritorna alla ribalta. Una fugace apparizione nel 2009 per il team MG.K Vis, una vittoria e alcuni piazzamenti. Poi nulla per tutto il 2010 e ora sei tornato a calcare le scene, andando via via migliorando i tuoi risultati. Dato che stai per occupare i podi delle gare a cui parteciperai, ci piacerebbe conoscerti meglio.

Ho cercato un po' su Internet e ho trovato un periodo da dilettante e un anno da pro alla corte di Biasci. A che età sei salito in bici per la prima volta e quando hai capito che un giorno sarebbe diventato il tuo mestiere?
Sì, ho fatto 5 anni da dilettante (ultima squadra la Virtus Villa di Rimini). Sono salito in bici a 14 anni da allievo,ho capito, anzi ho sempre sperato, che un giorno sarebbe stato il mio mestiere perchè la bici è la mia vita e nell'ultimo anno da dilettante ho visto che potevo farcela. Nelle gare tipo la Varignana, Sulmona  o la Bologna-Raticosa adatte a me, ho fatto molto bene rischiando di vincere e poi sono passato con Biasci alla Cinelli.

Un anno da pro nel 2008, dicevamo, e poi, l'anno successivo, già nel mondo delle granfondo. Come mai non hai trovato più nessuna squadra?
Solo un anno da prof che, diciamo la verità, è iniziato malissimo, infatti al debutto nel Giro di Reggio Calabria, a metà gara, sono caduto e mi sono rotto la mandibola. Avrei dovuto stare fermo per quattro mesi, ma già dopo un mese mi sono messo a fare dei gran rulli perchè in strada non riuscivo a causa delle vibrazioni. E' stato un momento durissimo, ma ce l'ho fatta e alla fine, prima del previsto, a giugno, sono andato a fare una corsa a tappe in Spagna dove in salita stavo con i primi, ma perdevo in discesa perchè ancora avevo paura. Nelle gare successive, a metà gara, mi staccavo e ho capito che c'era qualcosa che non andava bene (ripeto un brutto momento), alchè dopo un po' mi sono deciso di fare delle analisi e ho riscontrato che avevo la mononucleosi, quindi ho corso poco e non mi sono messo in evidenza.
L'anno successivo sono stato comunque riconfermato, il che mi ha dato lo stimolo per allenarmi duramente tutto l'inverno per partire subito forte al Giro di Argentina, ma a Gennaio, una settimana prima della partenza, mi giunge una telefonata che mi avvisa che la squadra avrebbe chiuso. E' indescrivibile ciò che ho provato, soprattutto dopo un anno dove la Fortuna non era stata dalla mia parte, ma io sono uno che non molla e lotta per quello che vuole. Dopo l'esperienza in Cinelli sono andato all'MG.K Vis per mantenere la gamba con le granfondo, in prospettiva di trovare ancora una squadra nei prof.
Mi è arrivata una proposta per andare in Belgio, ma ho rifiutato in quanto avrei dovuto andare a vivere là, ma soprattutto perchè l'orografia del Belgio non si adatta alle mie caratteristiche atletiche, restando così nelle granfondo. Ancora oggi mi chiedo se alla fine sia stata la scelta giusta...
L'ultima granfondo che ho corso è stata la Fondriest a Giugno del 2009, dopodichè sono rimasto fermo fino a Settembre del 2010. Ho proprio appeso la bici al chiodo, schifato e deluso, ma il pensiero di non essere riuscito a dimostrare il mio valore ha continuato a girare in testa. Nell'Agosto del 2010 mia madre è stata molto male a causa di una malattia e quest'esperienza mi ha rafforzato facendomi tornare la voglia di faticare, e sono tornato a vivere. Ora sto affrontando la mia seconda vita da corridore e questa volta spero di non fallire confidando sul fatto che la ruota giri per il verso giusto.

Dopo un 2010 nell'oblìo sei tornato alle granfondo per la Incensi Domus Scott, società forlivese, con la quale stai ottenendo dei buoni risultati. Curiosità, come mai un anno di "buco"?
Non sono ritornato con gli "squadroni", dai quali ho avuto anche delle offerte, perchè volevo andare in una squadra dove "non c'è nessuno" e quindi posso fare la mia corsa senza dovere aiutare nessuno. Vincere da solo è piu dura, ma quando succederà sarà una vittoria più bella è meritata.

Ora, che non sei più pro da ormai tre anni, di cosa ti occupi durante la giornata, ovvero, cosa fai di mestiere?
Aiuto i miei genitori che hanno un bar e pasticceria nelle ore piu affollate, poi mi trovo lo spazio per allenarmi.

Qual è il tuo "nuovo" spirito di pedalare? Portare a casa il risultato o portare a casa una bella giornata di svago dal tran-tran quotidiano?
Portare a casa solo una bella giornata non mi accontenta. Io sono un tipo che non è mai contento (si fa per dire), nel senso che voglio fare dare il massimo e partecipo alle granfondo per vincere e poi, se sono ritornato in bici a fare sacrifici è perchè voglio ripassare prof e mi sono prefissato una data: se non passo entro l'anno smetto.

Sei sposato, hai dei figli?
No, sono fidanzato con una ragazza che lavora con i miei genitori e che mi dà il cambio soprattutto alla domenica quando corro.

Hai ancora la speranza di tornare a fare il pro, come Fioretti, oppure hai accantonato l'idea?
Quella di passare è il mio punto di riferimento perchè, ripeto, è il mio sogno e credo che posso dimostrare qualcosa.

Un sogno atletico nel cassetto?
Un sogno? Era quello di correre nei prof con Frank Vandenbroucke che conoscevo benissimo e per poco non ci sono riuscito, ma siamo stati compagni di squadra per troppo poco tempo. Ora il sogno rimane quello di passare professionista.

E un sogno personale?
Zittire tutti quelli che non credono in me e vincere nei prof.

Ti ringrazio per la collaborazione.

In bocca al lupo per le prossime gare.


Enrico Cavallini

(26 aprile 2011)
 

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