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Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 30 settembre 2013 alle 12:49:31 da Francesco Chiappero. - Letto: (4693)

Autunno: ritroviamo la giusta posizione in bici

 

Terminata la stagione agonistica, l'autunno è il periodo idoneo per rivedere la propria posizione sulla bici, ma soprattutto la struttura scheletrica, che potrebbe avere avuto dei disagi dovuti a posizioni e/o allenamenti non consoni. Un controllo biomeccanico ci aiuterà a impostare correttamente i lavori invernali in modo che siano proficui per la prossima stagione.



a cura del dott. Francesco Chiappero

Con il mese di ottobre si conclude il periodo agonistico delle granfondo, l’estate ci ha lasciato da qualche settimana e l’autunno ci accompagna nella fase che nell’ambito della preparazione atletica viene indicata come Transizione; i volumi d’allenamento calano in modo progressivo e viene lasciato spazio ad attività sportive a fine prevalentemente ricreativo.

E’ il periodo dei saloni, zeppi di grandi novità, che promettono miglioramenti con il semplice acquisto di nuova attrezzatura tecnica; è così che la scelta di nuovi materiali viene considerata fondamentale per il miglioramento nella nuova stagione, facendoci dimenticare quanto sia importante prima di tutto lavorare su se stessi.

La relativa tranquillità di questo periodo dell’anno rappresenta, sotto l’aspetto biomeccanico, un’occasione ottimale per effettuare una valutazione.
Inutile dire che concepire l’intervento di questa scienza solo finalizzato alla regolazione dell’altezza sella e alla risoluzione delle problematiche del ciclista sia riduttivo; il suo potenziale è infatti maggiore se integrato nel training e vissuto come chiave per l’ottimizzazione del gesto.
Una buona visita biomeccanica offre l’occasione di una valutazione ampia per l’atleta, un reale punto di partenza per la nuova stagione; generalmente inizia con uno studio  posturale, seguito dalla misurazione antropometrica e infine dalla misurazione dell’articolarità e della flessibilità del soggetto. Il riscontro di eventuali anomalie, che possono facilitare l’insorgere di turbe biomeccaniche, è fondamentale: conoscerle al fine di poterle correggere o compensare con un training personalizzato può far risparmiare tanti fastidi. 


Figura 1

Dall’analisi statistica dei servizi offerti presso il centro Movimento è Vita è stato riscontrato che quasi la metà dei problemi (48%) sia a carico della colonna vertebrale, dell’area lombare, dorsale e cervicale; queste le motivazioni più frequenti che portano a richiedere l’intervento di un biomeccanico.  Il ginocchio, con il 29% dei casi, rappresenta la seconda zona critica. Spesso le sue problematiche sono frutto di un errato assetto in sella ma non sono rare le infiammazioni che scaturiscono da un non corretto piano d’allenamento. Il restante 23% viene suddiviso tra problematiche legate al piede, alle mani, al soprassella e alla spinta.
A primo impatto può sembrare normale in quanto proporzionato al livello di “stress” nelle diverse aree; diventa però più interessante se valutato sotto l’aspetto della predisposizione “strutturale” a certi fastidi.


Figura 2

I dati ricavati sugli stessi atleti dall’analisi posturale, dell’articolarità e della flessibilità muscolare (fig. 2) mostrano infatti come spesso questi problemi siano associati a “vizi” strutturali che trovano nella posizione del ciclista l’ulteriore goccia che porta il vaso a traboccare. Spesso infatti gli errori di posizionamento non sarebbero in grado, da soli, di causare lo stop dell’atleta, se non associate a predisposizioni personali.


Figura 3

Certo non è possibile intervenire su tutte le problematiche e i fattori di predisposizione, ma conoscendoli è possibile limitarli o contenerli. 
Prendendo in considerazione il gruppo statisticamente più rilevante di atleti che soffrono di problematiche alla colonna, è infatti possibile riscontrare una comune predisposizione:
- accentuata rigidità della catena cinetica posteriore (specie i femorali)
- rigidità del dorso
- antiversione del bacino (con ipertono dell’ileopsoas) con conseguente aumento delle fisiologiche curve del rachide. (fig. 3 postura cifo-lordotica)

Uno schema posturale alterato, che si presenta frequentemente nell’era moderna, soprattutto  a causa dello stile di vita che ci costringe a passare molte ore seduti, male si sposa con le necessità del ciclismo agonistico.

Un consiglio per tutti è quindi quello di non trascurare questo aspetto nella programmazione della nuova stagione; l’introduzione di alcuni semplici esercizi (fig. 4) può essere d’aiuto a riequilibrare la propria postura dopo mesi di bicicletta.
Resta comunque di grande importanza la figura del biomeccanico non solo come esperto nella regolazione della bicicletta, ma come figura capace di individuare le personali esigenze dell’atleta guidandolo così al risultato migliore nell’interazione uomo-bicicletta.

Figura 4
  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH4, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, e tre titoli mondiali in Canada, a Baie Comeau 2013), Vittorio Podestà (attuale Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH2 e vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012), e da Fabrizio Macchi, pluricampione paralimpico a livello nazionale e internazionale, con il quale vince la medaglia di bronzo ai Mondiali su pista a Los Angeles (USA) nel 2012.

 

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