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Inserito il 05 settembre 2013 alle 09:30:59 da gazario. - Letto: (3321)

GF Nocciola Alta Langa: essenziale, dura, divertente

Successo della manifestazione piemontese che ha la caratteristica di essere semplice ed essenziale, ma di fornire tutti i servizi più importanti ai granfondisti. Incrementato il numero di iscritti rispetto al passato.

 

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Foto Service Cuneo)

4 settembre 2013- Quando una granfondo casareccia soddisfa anche i palati più fini. Questa è la mia considerazione alla fine di una bella giornata di sport passata alla Granfondo della Nocciola Alta Langa a Bossolasco. E a pensarla come me sono sicuramente in molti, visto che quest’anno il numero di iscritti è cresciuto, arrivando a toccare quota 620.

Arrivando a Bossolasco, piccolo comune con circa 700 abitanti facente parte della Comunità Montana Alta Langa, ci si rende subito conto di quello che ci aspetta. E’ una grossa festa di paese, simile a quelle che rinverdiscono le vecchie tradizioni locali. Non ci sono gli sfarzi degli eventi mediatici del ciclismo amatoriale cui spesso partecipo, ma durante la mia giornata mi accorgerò che nulla di essenziale manca a questa manifestazione.

Raggiungo la località di partenza con molto anticipo rispetto all’orario del via quando gli addetti dell’organizzazione stanno ancora predisponendo la zona di partenza e arrivo, sulla via principale del paese, laddove si può godere una spettacolare vista sulle colline circostanti.

Tutta la logistica è ben distribuita nel piccolo paese ed i volontari sono ben disponibili a fornire le indicazioni del caso. Apprezzo particolarmente il poter avere un contatto umano in queste situazioni e lo apprezzo ancora di più davanti alla gentilezza e disponibilità delle persone. La distribuzione dei pacchi gara, che contiene un pacchetto delle famose nocciole, avviene nei locali della Comunità Montana Alta Langa. Tutto avviene con la massima tranquillità, nonostante si registrino più di 150 nuove iscrizioni nelle ore immediatamente precedenti lo start. Le docce sono allestite presso il centro sportivo, all’esterno del quale c’è un parcheggio sufficientemente grande per ospitare un buon numero di partecipanti, dove trovo posto anche per la mia auto.

Vista l’ora non ho una grandissima fretta per andare alla partenza, ma il fatto che non ci siano griglie suggerisce a chi come me vuol “fare la gara” di andare sulla linea di start con sufficiente anticipo. Rispetto ad altre gare più partecipate noto un minore nervosismo. Si chiacchiera tranquillamente ed assisto anche a pochi episodi di scavalcamento di posizione da parte di coloro che arrivano in ritardo. Per uno come me cha apprezza le vecchie tradizioni, il poter usufruire dei bagni dei bar lungo il viale di partenza anziché dei bagni chimici è poi sicuramente una cosa piacevole. La partenza è ritardata di 5 minuti, per permettere anche agli ultimi iscritti di schierarsi al via, cosa che testimonia l’attenzione dell’organizzazione ai suoi clienti (gli appassionati partecipanti).

Subito dopo lo start si percorre un breve tratto di falsopiano a salire per raggiungere Passo Bossola ed una discesa di circa 7 chilometri per andare ad attaccare la prima salita di giornata, l’ascesa di Murazzano. La caratteristica del percorso è di non presentare un metro di pianura: si sale e si scende in continuazione e le pendenze sono spesso arcigne. Ognuna delle sei salite principali è dedicata ad un campione del passato, così la prima salita è intitolata a Jacques Anquetil. Si sale su una strada non particolarmente larga per poco più di 6 chilometri, alternando strappi più duri a tratti più pedalabili e si raggiunge il centro del paese con un micidiale erta oltre il 15%, lungo il quale sono presenti parecchi spettatori che applaudono, segno che la manifestazione è molto sentita dagli sportivi locali.

La seconda salita, dedicata a Fausto Coppi, porta al paese di Mombarcaro, la vetta delle Langhe. Le energie sono ancora tante, ma i cambi di pendenza sono davvero impegnativi. Si inizia su una strada di campagna per sbucare nella seconda parte su una provinciale, dove la pendenza si affievolisce solo un po’. In cima l’immancabile pubblico ad applaudire e ad assistere alle prime trasfigurazioni da fatica.
A questo punto inizia il tratto forse più spettacolare del percorso con continui saliscendi in mezzo alle colline ed uno straordinario passaggio ai piedi del Castello di Borgomale. Anche chi è impegnato a dare il meglio di sé, nella sua foga agonistica, non può non notare questi fantastici scenari.

Ed eccoci alla terza salita, la cima Marco Pantani, che porta a Lequio Berria, dove si dividono i percorsi lungo e corto. I continui tornanti e l’ombra del bosco non danno la percezione di quanto siano duri i primi tre chilometri di questa salita, ma le gambe se ne accorgono eccome. La vera sofferenza è appena cominciata. Infatti dopo un tratto di discesa, si ricomincia con una serie di mangia e bevi, che non permettono di prendere un passo regolare. Si pensa che l’attacco della salita “Charly Gaul”, che porta a Bosasco, permetta finalmente un passo regolare. Così non è, perché anche qui i primi 4 chilometri sono estremamente irregolari con una pendenza media di oltre l’8%. Si percorre una vera e propria stradina di campagna, caratterizzata in alcuni punti dall’erba che cresce a centro strada. Siamo davvero in un posto inusuale per le nostre granfondo, ma questo è il bello di questa gara. La discesa è l’unico punto un po’ critico del percorso, visto che l’asfalto presenta parecchie buche ed avvallamenti, ma con un po’ di attenzione si evitano rischi eccessivi.

Finalmente arriviamo al mostro di giornata, la salita che porta ad Albaretto della Torre, la salita Gino Bartali. Siamo nelle ore più calde della giornata, abbiamo già percorso  quasi 100 chilometri ed i 3 chilometri con pendenza media del 10% con punte al 15% fanno davvero male e non è ancora finita. Per arrivare a Bossolasco manca ancora la salita di Bossolaschetto, dedicata a Luison Bobet. Sono 7 chilometri che nella loro irregolarità racchiudono tutta l’essenza di questa granfondo. L’ultimo strappo di un chilometro è una mazzata terribile sui muscoli ormai stanchi. All’innesto con la provinciale che porta a Bossolasco per chiudere finalmente la fatica, sono presenti tanti spettatori, che mai come in questa occasione mi sono sembrati degli avvoltoi in attesa della preda. Battute a parte, fa sempre piacere vedere qualcuno che viene ad applaudire i tuoi sforzi.

All’arrivo sono tutti quanti concordi nel dire che, nonostante un chilometraggio limitato (119 chilometri) ed un dislivello non eccessivo (2500 metri), il percorso sia davvero duro, proprio perché non concede un attimo di respiro e non è possibile nascondersi in gruppo.

Dal punto di vista agonistico la gara è particolarmente sentita dai corridori locali, molti dei quali hanno ben figurato nelle posizioni nobili della classifica. Sul percorso lungo si impone in campo maschile Andrea Gallo (Asd Pedala Sport Canale), che precede sul traguardo Stefano Consolino (Sc Cicli Pepino) e Giorgio Barile (UC Ezio Borgna Hersh Bike Team). Gallo si è involato sulla salita di Albaretto ed ha progressivamente incrementato il suo vantaggio. Per lui è la seconda vittoria consecutiva a Bossolasco.

Nella gara femminile, dominio assoluto di Olga Cappiello (Team Cinelli Glass’ngo), che ha conquistato la tredicesima vittoria stagionale. Alle sue spalle Barbara Ramorino (UC Ezio Borgna Hersh Bike Team) e Laura Mazzucco (Sc Cicli Pepino).

Nel percorso di medio fondo vittoria in campo maschile di Jacopo Padoan (GS Ciadit Cicli Sumin) davanti a Leonardo Viglione (Asd Team UCSA) e Christian Gianti (Sc Cicli Pepino), mentre in campo femminile successo di Erica Magnaldi (UC Ezio Borgna Hersh Bike Team) davanti a Sarah Giuliano (GS Arredamenti Berruti Alba) e Raffaella Palombo (Team Cinelli Glass’ngo).

Nel percorso cicloturistico di 48 km i più veloci ad arrivare sul traguardo sono stati Giovanni Villano (Team Edilcase 05) in campo maschile e Anna Giordan (Sc Cicli Pepino) in campo femminile.

Dopo l’arrivo un buon pasta party all’aperto, proprio come nella tradizione delle sagre di paese, caratterizzato da un’ottima torta alla Nocciola dell’Alta Langa. Ha ben diritto Emma Mana, a capo del Comitato Organizzatore Fausto Coppi on the Road, a dichiararsi soddisfatta della giornata, in particolare dell’incremento nel numero degli iscritti rispetto allo scorso anno e per il fatto che hanno preso il via appassionati provenienti da Australia, Francia, Inghilterra, Portogallo e Spagna.

Lascio Bossolasco felice della giornata passata. Mi sono divertito, ho visto dei bei posti e mi sono sentito in un ambiente oserei dire familiare. Sicuramente diventerà un appuntamento fisso delle mie prossime stagioni granfondistiche.

Le classifiche sono scaricabili da questo link.

 

 

 

 

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