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Inserito il 21 aprile 2011 alle 00:01:45 da Enrico Cavallini. - Letto: (4674)

Antonio Corradini - L'odontotecnico di Cles

Un lavoro da odontotecnico per conto proprio, una moglie, un figlio e la grande passione per la bicicletta che, unita a un gran motore, gli regalano delle belle soddisfazioni. Diventato famoso per avere vinto l'Oetztaler, si ritiene un amatore vero, professionale, ma non professionista.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Antonio Corradini

Nato a:
Cles (TN)

Il:

11 novembre 1970

Residente a:  
Cles (TN)

Squadre:
2004: Anaune Fondriest cycling
2005: ASD Fontanari
2006: Bren Team
2007: Mgkvis  Look
2008-2009: Team Salieri  Garmin
2010-2011: Viner factory team

Attuale occupazione: odontotecnico libero professionista

Ciao Antonio, qualche tempo fa abbiamo letto su bdc-forum.it una tua intervista, dove abbiamo notato che i lettori erano alquanto attratti dal fatto che tu, sebbene abbia dichiarato di avere un mestiere, possa percorrere quasi 20000km all'anno in bicicletta. Con te mi piacerebbe capire quando un ciclista può definirsi amatore e quali parametri egli debba avere per essere riconosciuto tale da tutti.

In giovane età hai praticato dello sport a livello agonistico, se sì quale e con che risultati? Hai praticato ciclismo da dilettante o da professionista?
Non ho mai praticato in giovane età sport a livello agonistico, nè dilettantistico e tanto meno professionista. (Ho vinto alle scuole medie il campionato regionale 50 mt stile libero ..ma senza mai allenarmi; e' stato un caso, forse!). Mi ritengo comunque molto professionale nel mio essere amatore: ho un preparatore, eseguo lavori specifici con cardio, con il sistema di rilevazione di potenza sulla bici e mi alimento in modo corretto (credo).

A che età sei salito per la prima volta in bicicletta e quando hai deciso che le corse facevano per te?
In bicicletta avrei avuto l'opportunità di andarci anche da giovane, perchè mio padre ha corso in bici ai tempi di Motta (e lo ha anche battuto qualche volta) e a 7 anni avevo già una biciclettina da corsa, che però ho usato poco, forse perchè a quell'età è difficile esser autonomi e scegliere di farlo costantemente, visto che mio padre non mi ha forzato in nulla. Quindi rimase in garage e andai a giocare ad altro con gli amichetti.
Ho iniziato per caso in mtb nel 2000 e vicino casa mia facevano l'allora Rampitour d'Italia. Si poteva partecipare anche senza tesseramento e, con poco allenamento, vi partecipai. Vinsi più volte fra i non tesserati a livello assoluto. Lì mi resi conto del divertimento, ma anche che mi stimolava vedere dove sarei potuto arrivare.

Hai detto di essere libero professionista. Che lavoro svolgi per l'esattezza?
Come detto ho un mio studio da Odontotecnico.

Ci racconti una tua giornata tipo, gli orari di lavoro, il tempo dedicato alla bici e quello dedicato alla famiglia?
Adesso ci divertiamo....per questo dissi di aver una vita che scorre molto veloce...
Io mi sveglio alle 7 più o meno (è mio figlio che dà la sveglia!!). La mattina fino alle 9 cerco di stare con la famiglia e a quell'ora esco in bici. Faccio colazione e via in bici (quando non faccio allenamento a digiuno). Quando ritorno, una bella doccia, mangio qualcosa (non sempre, dipende dai tempi) e via. Mi metto in macchina per affrontare ancora 20-30 min di viaggio per andare a lavoro. Arrivo in studio e lì rimango fino che devo; ultimamente anche fino alle 22-23 di sera.
La mia fortuna è che, a parte il lunedì che ho un orario fisso ormai, dalle 13 alle 20,30 negli altri giorni posso giostrarmi gli orari.
Poi ritorno a casa (altra mezz'oretta di macchina) e mio figlio spesso gia' dorme, mi aspetta mia moglie per due chiaccchere e a nanna.

Questo il tempo dedicato alla bicicletta (che come vedi non è certo da professionista):
- Lunedì 2 orette di bici circa
- Martedì 40 min a digiuno, 2-3 ore con specifico
- Mercoledì 4 ore circa piu' meno
- Giovedì 40 min digiuno, 2-3 ore specifico
- Venerdì riposo o 2 ore piano
- Sabato 2 orette
- Domenica gara

Ora ti chiedo un parere. Anch'io sono libero professionista e il mio lavoro da giornalista non mi comporta obblighi di orari. Alla mattina alle 7.30 mi metto davanti al PC e ci resto sino alle 12.30, poi esco un paio d'ore in bici, magari anche qualcosina in più, alle 16.00 mi rimetto davanti al PC, "lavato e mangiato", fino alle 20.00, quindi ceno, per poi continuare fin ben oltre la mezzanotte (gli orari dei miei articoli lo dimostrano). Il venerdì pomeriggio lo dedico alla bicicletta e ci sto quanto ne ho voglia, mentre la domenica lavoro. Secondo te sono un amatore o un professionista?
Tu sei un amatore, esattamente come lo sono io, indipendentemente da quanti chilometri fai. Abbiamo deciso di coltivare una passione, a discapito anche di amicizie, famiglie se vuoi, e quant'altro. Io comunque, come qualcuno diceva... sono dell'idea che l'importante sia la qualità del tempo che dedichiamo ad affetti, passioni ,lavoro, ecc, non la quantità.

Abbiamo anche letto che sei vegetariano. Una filosofia che, da l'analisi dell'"uomo della strada", non si direbbe adatta ad un atleta, ma che invece ne dimostri il contrario. Segui questa linea per motivi di salute, cultura o religione?
Sono vegetariano. Lo sono stato anni fa e ora ho ripreso quest'abitudine. Nessuna filosofia o religione; è stato quasi per scommessa.
Ho chiesto al mio preparatore: "Voglio andare forte come quello, cosa devo fare?" e lui mi ha risposto di non mangiare nè carne nè pesce. E' successo solo così.

Ultimissima domanda. Se tu corressi per un team che non avesse la possibilità di seguirti con l'ammiraglia, pensi che vinceresti ugualmente o l'auto al seguito è così fondamentale?
Ti rispondo dicendoti che ho fatto 4° all'Oetztaler la prima volta che partecipai, senza ammiraglia, senza assistenza o quant'altro, senza che nessuno mi pagasse niente e dormendo in roulotte la notte prima. Due anni fa feci ancora 4°, con ammiraglia, assistenza, dormendo in hotel, con l'iscrizione pagata. Sono stati i miei peggiori risultati in quella corsa.
Quest'anno ho rischiato di perdere perchè all'inizio del Rombo le ammiraglie son state fermate; risultato: ho percorso tutto il Rombo con solo una banana e una bustina di zuccheri. Se sai di non aver assistenza... parti con le tasche piene!

Quindi, per tentare di dare una risposta al tema di questa intervista...
Su quali possano essere dei parametri per i quali uno debba essere riconosciuto  amatore o meno, beh credo sia un discorso lungo in realtà e a volte le opinioni possono essere diverse. Il "parametro " di valutazione può essere personale e dei più disparati.
Io, personalmente, non credo sia un discorso di chilometraggio (potrebbero esser molti paradossalmente 10000km per uno che fa 1500-2000m dislivello al giorno!).

Credo piuttosto che un amatore sia uno che indistintamente ha un lavoro a tempo pieno, qualunque esso sia.
Può esser definito, secondo me, professionista o comunque che svolge il ciclismo da professionista (ce ne sono anche che corrono nelle granfondo) una persona che si allena e poi arrivato a casa può starsene sul divano a non fare nulla, dormire o al massimo far la spesa.
Ma attenzione, professionista non professionale, perchè ho incontrato sulla mia strada tanti amatori professionali nell'andare in bici, ma anche "pro" molto poco professionali nel loro essere professionisti.

Una precisazione che so interessare molto chi mi segue: la mia bici pesa 9 kg e mezzo perchè tra Power Cranks e sistema rilevazione di potenza Power Tap raggiunge questo peso.

Ti ringrazio per la collaborazione.

In bocca al lupo per le prossime gare.

Enrico Cavallini

(20 aprile 2011)



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