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Inserito il 18 luglio 2013 alle 20:59:00 da dott.sa Erica Lombar. - Letto: (3686)

Ecco come Trentin ha vinto al Tour con il coaching nutrizionale

Una bella vittoria quella dell'italiano che porta finalmente il tricolore sul gradino più alto del podio di una tappa al Tour del France. Tutto studiato nei minimi dettagli, soprattutto l'alimentazione da seguire per non rimanere mai senza benzina.

dott.ssa Erica Lombardi

Sono nata ad Abbadia San Salvatore il 17.08.1984.
Qualcuno direbbe che ho 29 anni ma pratico sport almeno da trenta, tale la mia dedizione per ogni forma di movimento ma in particolare per gli sport di endurance. Dopo aver praticato nuoto fin dall'età di tre anni, sono approdata al calcio, giocando per sei anni nel ruolo di attaccante in una squadra di soli ragazzi. Tuttavia, le notevoli capacità aerobiche nella corsa, mi hanno permesso di conseguire le prime vittorie nei campionati studenteschi di corsa campestre, pista e strada e da queste si sono susseguite innumerevoli vittorie nei campionati provinciali e regionali in tutte le specialità di corsa, fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana F.I.D.A.L. di corsa su strada per due anni consecutivi, e altri titoli italiani U.I.S.P.
Sono tutt'oggi detentrice del record toscano 5000mt piani under 18 ed ho partecipato a numerose manifestazioni nazionali e internazionali conseguendo un quarto posto nella mezza maratona internazionale di Praga. Inoltre sono stata membro della nazionale italiana di atletica ai campionati europei e mondiali di corsa campestre nel 2002 e 2003.

La mia carriera si è conclusa proprio a causa di una scorretta alimentazione; da ciò ho deciso di intraprendere gli studi sulla nutrizione e dopo un tirocinio presso l'istituto di Medicina e Scienza dello sport del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e numerosi convegni e corsi di formazione (anche presso il settore tecnico F.G.C. di Coverciano), ho conseguito la laurea di I°livello in dietistica presso l'Università degli Studi di Siena, con la votazione finale di 110/110 e lode con tesi dal titolo “REGIME ALIMENTARE NEL MARATONETA D'ELITE” svolta con la collaborazione del campione olimpico di maratona Stefano Baldini .

Mi sto specializzando in scienze della nutrizione umana e sto frequentando la prima scuola italiana di nutrizione e integrazione dello sport Sa.N.I.S., certificata dall'I.S.S.N. (International Society of sport Nutrition).

Nonostante l'amore per il ciclismo, mi sia stato trasmesso sin da piccola da uno zio biker, l'esperienza sul campo inizia con il GIROBIO, Giro d'Italia ciclistico under 27, nel 2009, come membro del comitato scientifico per la tutela della salute della F.C.I. in qualità di dietista.

Tutt'oggi svolgo la mia professione per il Giro d'Italia dilettanti, Girobio e per la Coppa delle Nazioni di ciclismo under 23.

Ho svolto il mio lavoro di diet coach presso le principali squadre di dilettantistiche italiane (Colpack ecc..), per il team professionistico Androni Giocattoli e a tutt'oggi sono la diet coach di singoli atleti/e professionisti/e anche olimpici, di varie squadre italiane e straniere, nonché atleti del settore amatoriale e di Handbikers.

Collaboro con il CTA Coach Team Assistant diretto dal coach Fabrizio Tacchino, connubio che ha portato a innumerevoli vittorie di squadre nel settore dilettantistico e professional, nonché di singoli atleti del settore amatoriale, al conseguimento della medaglia d'argento alle recenti paraolimpiadi di Londra con l'atleta Francesca Fenocchio nella prova nella prova di team relay e alla stesura del libro “Obiettivi, tipologie e mezzi di allenamento nel ciclismo moderno”.
Un Trentin in grande forma vince la tappa al Tour de France

Cosa ci può essere di più bello nella carriera di un giovanissimo atleta, che, dopo aver vinto le più importanti manifestazioni in campo dilettantistico (tra cui un Campionato Italiano), è riuscito a conseguire, in soli due anni di professionismo, una convocazione ad un Campionato del Mondo e a “strappare” un biglietto per l’Olimpiade di Londra 2012?

Forse quella di vincere, alla sua prima partecipazione e per di più in veste di gregario, una tappa al Tour de France, a distanza di ben 1.102 giorni dall’ultima impresa vittoriosa di un italiano, in una delle corse a tappe più importanti, dure e famose del mondo.

Tutto questo è possibile solo se ti chiami Matteo Trentin!

Ventiquattro anni di puro talento, intelligenza (sulla bici e nella vita), una preparazione atletica, scientifica e costante, ed una collaborazione con la diet coach di oltre mille giorni continuativi.

Questi di fatto i particolari che gli hanno permesso di arrivare così celermente a fare la differenza anche tra i “big” e riuscire a mettersi in evidenza ai massimi livelli nel campo professionistico.

Chi si limita a credere che per andare forte sui pedali sia necessario essere degli “ scheletrini” e sottoporsi a rigide e restrittive, nonché stressanti e monotone, pratiche alimentari più o meno “fai da te”, non ha avuto a che fare con il suddetto atleta e con la pratica e il metodo del coaching nutrizionale sportivo.

Certamente Trentin è non un peso piuma, un metro e settantanove centimetri per 75 chilogrammi di peso, e ancor meno un amante dei digiuni. Proprio lui che infatti ama romperli a suo modo, come al Tour e non solo!

In questi anni di collaborazione abbiamo infatti scelto di percorrere insieme la strada del coaching, alla ricerca di “un peso funzionale”.

Dal punto di vista antropometrico, a parità di peso corporeo, siamo riusciti ad ottenere nel tempo una minore quantità di tessuto adiposo superficiale, una riduzione dell’acqua extracellulare, un aumento della massa muscolare, di quella cellulare (e quindi del metabolismo basale) e del cosiddetto angolo di fase che è un indice dello stato di nutrizione dell’atleta, che sui pedali si è tradotto in un importante incremento di forza e potenza nonché della capacità aerobica dell’atleta.

Già solo attraverso un esame obiettivo e avvalendosi di vecchie e nuove immagini, ciascuno di voi potrà constatare la trasformazione in termini di composizione corporea dell’atleta in questione, avvenuta negli ultimi tre anni.

Con il coaching nutrizionale, si comincia a lavorare sulla composizione corporea e sull’alimentazione funzionale sin dalle prime fasi della preparazione invernale, avvalendoci anche della pratica di sport alternativi che ci permettono di lavorare sulla capacità lipidica e aerobica e arrivare fisicamente ed atleticamente preparati ai primi appuntamenti della stagione.

L’alimentazione funzionale va di pari passo con le fasi della preparazione atletica e della programmazione delle corse annuali.

La diet coach affianca l’atleta tutto l’anno, ogni giorno, dalla preparazione invernale a tutte le fasi della stagione agonistica, pronta ad aggiornare quotidianamente la sua alimentazione nei minimi particolari, studiando alimenti e bevande “funzionali” elaborati sulla base della tipologia di prova, dell’altimetria, del chilometraggio, dei trasferimenti, degli orari, della temperatura, delle condizioni meteo, ma soprattutto sulla base della forma fisica dell’atleta, dei suoi gusti e delle sue personalissime risposte fisiologiche cibo-pedali.

Siete curiosi di sapere i personalissimi alimenti funzionali di questo campione? Latte, latticini, formaggi, selvaggina e polenta…

Tutta l’alimentazione settimanale sia in allenamento che in gara viene programmata nel dettaglio. Nulla è lasciato al caso, perché il nostro motto è “la cura del particolare protratta nel tempo ci fa fare la differenza!”

Quindi si pone attenzione alle tempistiche, alla qualità e quantità di assunzione degli alimenti e delle bevande, prima durante dopo ogni allenamento o tappa o gara in linea.

Ogni giorno Matteo sa cosa è necessario introdurre per svolgere un lavoro di forza, una tappa in montagna o un fondo lungo o una tappa di 200 chilometri.

Proprio in previsione della tappa in cui siamo riusciti ad ottenere la vittoria al Tour avevamo sperimentato e programmato insieme un protocollo gara particolare: una razione  per-competitiva a modulazione  proteica più uno starter di zuccheri in previsione della salita (da assumere in discesa), uno starter di zuccheri a medio indice glicemico all’attacco della salita (come solo starter) e zuccheri ad alto indice glicemico di rinforzo a metà salita. Questo protocollo era da ripetere ciclicamente durante i molteplici saliscendi di cui era caratterizzata la tappa d’interesse, con un incremento dell’assunzione di alimenti e bevande isotoniche ad alto indice glicemico nel finale di gara.

La conoscenza dell’altimetria e della temperatura ci ha permesso di stabilire nel particolare le tempistiche di assunzione, la qualità e quantità degli alimenti e degli sport drink funzionali da introdurre.

Niente è stato lasciato al caso.

Un protocollo gara che a giudizio di Matteo gli ha permesso di avere un’energia costante per tutta la tappa, senza avvertire eccessivi cali energetici e che gli ha consentito di arrivare con l’energia sufficiente per sbaragliare, dopo ben 191 chilometri di saliscendi, tutti gli avversari nella volata finale.

Quest’anno la cura dell’alimentazione per Matteo è stata fondamentale anche in altre occasioni: nel giorno di riposo fisiologico e nei giorni di riposo forzato per infortunio.

Noi per primi, nel giorno di riposo fisiologico, abbiamo iniziato a sperimentare il protocollo della CRONODIETA REVERSE (A MODULAZIONE PROTEICA) MODELLO SCANDINAVO, una pratica alimentare che ci permette di recuperare al meglio senza aumentare di peso nel giorno di riposo, di modulare la fame, che spesso è maggiore quando non ci alleniamo, e che è in grado allo stesso tempo di ricaricare le scorte di glicogeno in vista dell’allenamento del giorno successivo.

Nei giorni di riposo forzato per infortunio abbiamo invece elaborato un nuovo protocollo alimentare a basso indice glicemico e alto valore biologico proteico (spesso a modulazione proteica) che ci ha permesso di non prendere peso nei giorni di inattività e allo stesso tempo di non perdere eccessivamente il tono muscolare, tanto da essere in grado in poco tempo di risalire sulla bici ed essere competitivi al Giro d’Italia e a questo tour de France.

Insieme a Matteo, il primo atleta con cui ho lavorato e con la collaborazione del quale, unendo le conoscenze scientifiche con quelle di ex atleta, sono cresciuta professionalmente e umanamente, continueremo a collaborare insieme e sperimentare, giorno dopo giorno, innovativi protocolli e tecniche alimentari per mantenere in primis un ottimo stato di salute e ottimizzare le sue capacità fisiologiche e la sua performance.

Con la nostra collaborazione costante, fatta di reciproca fiducia, stima e grande amicizia vorremmo dimostrare al mondo dello sport come, con un buon motore e con il talento, nonché avvalendosi di una preparazione atletica scientifica e costante ed infine ricorrendo ad un’alimentazione personalizzata e studiata, sia possibile raggiungere i massimi livelli in maniera biologica e naturale senza ricercare inutili e pericolose scorciatoie.

(18 luglio 2013)

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