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Inserito il 09 luglio 2013 alle 12:05:43 da gazario. - Letto: (3169)

Gabriele Alippi - In fuga per divertirsi

Consulente del lavoro, ha scoperto la bici solo a 29 anni e si diverte a pedalare con l'obiettivo di migliorarsi e stare bene. Per questo segue le indicazioni di allenatore e diet-coach. Ama i percorsi impegnativi. E se in gara ci sono gli ex, nessun problema. Ecco la storia e le opinioni di un ragazzo che una mattina di inizio luglio decide di fare 50 chilometri in fuga alla Fausto Coppi.

di Gianandrea Azario

Gabriele Alippi

Nata a: Lecco

Il: 28 settembre 1979

Residente a: Mandello del Lario (Lc)

Squadre: Bike Team Formaggilandia

Titolo di studio: Ragioniere

Attuale occupazione: Consulente del lavoro

Principali risultati:
2013
Terzo posto di categoria alla Granfondo Stelvio Santini e alla Cervino Cycling Marathon
Gabriele Alippi è entrato a far parte delle cronache del ciclismo amatoriale per una pazza fuga lanciata nei primi chilometri della Fausto Coppi Selle San Marco. La fuga è durata 50 chilometri e sicuramente è stato un momento che Gabriele ricorderà a lungo tra i più belli della sua carriera granfondistica.

Gli abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo meglio.


Ciao Gabriele, puoi presentarti brevemente?
Mi chiamo Gabriele Alippi, sono nato a Lecco ma sono cresciuto ad Abbadia Lariana, il primo paese della strada che collega Lecco a Sondrio, ai piedi della Grigna e Grignetta.
Sono consulente del lavoro, impiegato come libero professionista nello studio di famiglia, da circa 15 anni. Purtroppo, per impegni vari, non sono mai riuscito a completare il programma di studi universitari, ma c’è sempre tempo.

Come è nata la tua passione per la bici?
La passione per la bici è nata per caso, a circa 29 anni, per alternare uno sport alla corsa e al nuoto. Così chilometro dopo chilometro, ho iniziato ad apprezzare la possibilità di scalare le varie salite vicino casa e successivamente i passi alpini

Cosa significa la bicicletta per te?
Un momento di svago, in cui stacco la spina, che mi rende di buon umore.

Oltre alle granfondo partecipi ad altri tipi di gare?
L’anno scorso oltre a qualche granfondo ho partecipato a una gara di MTB + corsa e avrei dovuto partecipare a una gara di corsa in montagna, che purtroppo per maltempo non è stato possibile svolgere

Quali sono le granfondo che ti ispirano maggiormente e perché?
La granfondo per eccellenza per me è la Sportful; è stata la mia prima granfondo ed il percorso affascinante. Il chilometraggio e il dislivello mi hanno subito entusiasmato, abbinata ad un’ottima organizzazione. Altre granfondo bellissime sono sicuramente la Giordana, la Nove Colli, la Stelvio-Santini e non vedo l’ora di partecipare all’Oetztaler descritta da tutti come una delle migliori. La granfondo dal mio punto di vista deve avere una buona organizzazione e il percorso deve avere un’altimetria abbastanza elevata.

Quante ore dedichi settimanalmente alla bici?
Circa 15 ore, ma dipende anche dal meteo, in quanto fino ad oggi non ho mai montato la bici sui rulli.

Come è impostata la tua giornata per far convivere la bici con tutto il resto (lavoro, famiglia)?
Mi alzo presto la mattina, verso le 5.30/6.00. Lavoro fino a mezzogiorno e poi dedico un’ora e mezza al massimo due all’allenamento, per poi rientrare in studio fino alle 20.00. Fortunatamente o sfortunatamente non ho per ora famiglia, quindi posso gestirmi come preferisco il tempo libero.

Segui particolari metodologie di allenamento e di alimentazione? Sei aiutato da qualcuno in questo senso?
Sì, da circa un anno ho iniziato a seguire gli allenamenti programmati di Roberto e da gennaio ho acquistato un Powermeter, che abbinato alla professionalità del preparatore mi hanno regalato un sostanziale miglioramento.
Invece in campo alimentare da poco più di due mesi sto svolgendo un programma di coaching nutrizionale per migliorare la qualità alimentare sia di tutti i giorni sia durante gli allenamenti o gare e devo dire che sono molto soddisfatto, ma come dice sempre Erica (Lombardi, la nostra diet coach, ndr) il percorso è solo all’inizio.

Pensi che il termine “amatoriale” possa essere utilizzato per chi segue metodi di allenamento scientifici e diete specifiche, oppure queste sono estremizzazioni che poco hanno a che fare con il ciclismo delle granfondo?
In campo alimentare credo che sia utile prima di tutto a noi stessi come persone, indipendentemente dalle granfondo, perché innanzitutto bisogna salvaguardare la nostra salute.
Per quanto riguarda il preparatore, secondo me la differenza la deve fare chi ti segue, capire quali sono gli allenamenti più graditi e renderti il tutto più apprezzabile possibile.

Nel tuo modo di vedere il ciclismo, prevale il concetto di “sacrificio” o quello di “divertimento”?
Prevalgono entrambi, la bici è sacrificio e divertimento, alzarti alle 4 di mattina e magari farti 200 chilometri da solo non è sicuramente piacevole, ma una volta in bici passa tutto in secondo piano.

In generale cosa pensi dell’agonismo alle granfondo? Parteciperesti alle granfondo se non ci fosse la classifica?
A me piace l’agonismo in corsa, sempre nella giusta misura e nel rispetto di tutti gli altri partecipanti, diversamente opterei per le randonnée dove non c’è classifica.

Cosa pensi della presenza di ex professionisti ed ex dilettanti alle granfondo? Ritieni giusta una loro esclusione per un certo periodo dopo la conclusione dell’attività nelle categorie maggiori? Cosa cambia secondo te nelle gare dove gli ex possono ancora partecipare rispetto a quelle dove non ci sono?
Per me non cambia nulla, sono iscritti ad un ente che rilascia la tessera, pagano la quota di iscrizione e hanno gli stessi diritti che ho io e tutti gli altri.

Ti senti in qualche modo “derubato” se ci sono ex pro al via di una granfondo?
Personalmente non mi sento derubato di nulla, quando va bene arrivo nei 40/50, se non ci fossero loro arriverei 15°/20°/25°, cosa cambia? Per me niente, come dico sempre non vinco lo stesso.

Cosa pensi del doping nel ciclismo ed in particolare nel mondo delle granfondo? Pensi sia un fenomeno particolarmente diffuso?
Non saprei, sicuramente qualcosa c’è (viste le squalifiche che ogni anno vengono date), ma come sempre preferisco guardare in casa mia, ognuno è libero di fare ciò che vuole e pagarne le conseguenze.

Secondo te, quale potrebbe essere il modo di combattere il fenomeno del doping, soprattutto per quello che riguarda il mondo delle granfondo? Sei d’accordo a non permettere più la partecipazione alle granfondo a chi è stato colpevole di fatti legati al doping (positività ai controlli, detenzione e spaccio di sostanze dopanti ecc.)
Per me la radiazione è giustissima, come sarebbe giusto fare dei controlli a campione, nei primi 50/100.

Quali sono i tuoi sogni ciclistici ed extra-ciclistici?
Il prossimo obbiettivo sarà Le Tour du Mont Blanc 2014 da solo non a coppie, anche se per uno come equivale ad un’impresa, ma iniziamo a terminare la stagione 2013 e poi a gennaio farò un programma definitivo

Un’ultima domanda: ma cosa ti è saltato in mente per fare 50 chilometri in fuga alla Fausto Coppi?
Ma di preciso non lo so nemmeno io, è nata per caso e con il compagno di fuga abbiamo passato i primi minuti a dire "Intanto ci prendono, neanche 10 chilometri e arrivano" e invece hanno preferito farci divertire, per poi recuperarci in pochissimo tempo. Comunque è stato divertente e nel tratto di percorso più pericoloso noi eravamo in totale sicurezza con addirittura chi ci illustrava il percorso.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato ed in bocca al lupo per il resto della stagione.

(9 luglio 2013)

 

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