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Inserito il 21 giugno 2013 alle 08:43:10 da gazario. - Letto: (2211)

Ilmer - Vanden Brande: una magnifica coppia alla conquista della Transalp

Due tra le più forti granfondiste d'Europa correranno in coppia la famosa corsa a tappe a cavallo delle Alpi. Ecco le loro aspettative, i loro timori e soprattutto la grande passione che le unisce e le porta ad una sfida straordinaria.

 


Servizio di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon e Newspower Canon

Alzi la mano chi non ha mai sognato di prendere parte ad un Giro d’Italia o a un Tour de France e soprattutto la loro ultima decisiva settimana  a cavallo delle montagne. Per chi ha il coraggio di inseguire questo sogno (e davvero ci vuole coraggio), la Schwalbe Tour Transalp, nota più semplicemente come Transalp, è una delle opportunità più ghiotte che si possano presentare ad un ciclista amatoriale.

Nata nel 2003 con la sponsorizzazione della rivista di ciclismo Tour, questa gara a tappe ha la caratteristica di presentare sette consecutivi giorni di corsa su e giù per i passi delle Alpi a cavallo tra la Germania, l’Austria, la Svizzera e l’Italia. E’ come fare sette granfondo alpine di fila, visto che normalmente si percorrono complessivamente circa 900 chilometri per un dislivello complessivo di circa 19.000 metri. Nell’edizione di quest’anno, che prenderà il via domenica 23 giugno per concludersi sabato 29 giugno, si scaleranno tra gli altri i mitici passi dello Stelvio e del Mortirolo.

Si tratta di una vera e propria gara a tappe, con la caratteristica di non essere gara individuale, ma a coppie. Il tempo della coppia è determinato dal secondo classificato che la costituisce. E’ quindi necessario essere omogenei ed affiatati per potersi spartire al meglio la fatica. Esistono cinque categorie, sulla base del sesso e dell’età di coloro che compongono le coppie. Tre le categorie maschili, Herren (somma delle età dei componenti fino a 80 anni), Masters (somma delle età dei componenti superiore a 80 anni fino a 100 anni), Gran Masters (somma delle età dei componenti oltre 100 anni). Esiste poi una categoria Mixed, in cui competono le coppie composte da un uomo ed una donna,  ed una categoria Damen, riservata a coppie composte da sole donne. A questo proposito desideriamo sottolineare che una qualsiasi gara a tappe femminile, quale ad esempio il Giro Rosa, propone chilometraggi e dislivelli complessivi ben inferiori a quelli della Transalp.

Eppure partecipare a questa gara è particolarmente ambito, tanto che i 1.300 posti a disposizione (650 coppie) sono assegnati nel breve volgere di pochi minuti alla tradizionale apertura delle iscrizioni, che ogni anno avviene allo scoccare delle ore 12:00 del  1 dicembre.

Quest’anno una delle coppie regine della categoria Damen sarà costituita da due atlete molto note nel mondo delle granfondo italiane, l’altoatesina Marina Ilmer, dominatrice domenica della Sportful Dolomiti Race, e la belga Edith Vanden Brande, vincitrice delle ultime tre edizioni della Oetztlaler Radmarathon e delle ultime due della Maratona dles Dolomites. Per chi ancora non le conoscesse questo è quanto Marina ed Edith ci hanno raccontato di loro in un recente passato.

Abbiamo chiesto un po’ del loro tempo per raccontarci cosa si aspettano da questa loro partecipazione, come si sono preparate e come faranno ad andare d’accordo per un’intera settimana così stressante.

Marina Ilmer Edith Vanden Brande
 
 
Ciao Marina, ciao Edith, come è nata l’idea di fare la Transalp insieme, visto che non siete compagne di squadra nel resto della stagione e non lo siete state in precedenza?
Edith ed io abbiamo un amico in comune, Bernd Hornetz, che è anche un mio compagno di squadra. Lui ci ha messo in contatto, dopo averci chiesto senza che l’una sapesse che aveva chiesto anche all’altra. Prima di fare il primo passo concreto voleva vedere la nostra reazione. Devo ammettere che fino a quel momento non mi era neanche venuto in mente di chiedere a Edith, perché sapevo che lei di solito fa poche gare, ma veramente dure, come la Oetztaler o Les 3 Ballons. Quando ho sentito, che lei sarebbe stata molto interessata a fare la Transalp insieme a me, sono rimasta stupita e soprattutto contentissima. Anche se Edith gareggia da molti anni, fin da piccola se non sbaglio, e ha una grande esperienza, non ha mai fatto finora una gara a tappe. Conosco Bernd Hornetz, compagno di squadra di Marina nelle passate due stagioni. Ho potuto contare sul supporto del  loro team, RSV Forchheim, durante la Oetztaler Radmarathon. Già nel 2012 Bernd mi chiese di correre la Transalp con Marina, ma il mio team aveva già deciso di partecipare alla Maratona dles Dolomites e alla Marmotte. Ora nel 2013 non ho un team. Mio marito Frederic Coopman ed io promuoviamo i marchi Wilier e Etixx (una ditta di alimenti per sportivi che sponsorizza tra l’altro la Omega Pharma Quick Step) come corridori individuali sponsorizzati. Si è venuta così a creare l’opportunità di fare un unico team per la Transalp. Ho personalmente incontrato Marina prima e durante l’Oetztaler. Mi ha raggiunto sul Brennero e siamo state insieme fino alla cima del Giovo.
 
E’ la tua prima partecipazione ad una gara a tappe ? Quali altre esperienze di questo tipo hai vissuto in precedenza?
Per me è la seconda partecipazione alla Transalp. L’ho fatta l’anno scorso per la prima volta e mi è piaciuta così tanto che ho deciso di rifarla ancora. Non ho altre esperienze di altre gare a tappe di questo tipo. E’ la mia prima partecipazione ad una gara a tappe, non ho mai avuto simili esperienze in precedenza. Sono però abituata a fare dei training camp sulle Alpi o sulle Dolomiti. Io e mio marito utilizziamo tutti i nostri giorni di vacanza sulle montagne. Qualche volta qualche nostro amico ci raggiunge e così generalmente devo soffrire a ruota di ciclisti più forti di me. Peso che la Transalp possa essere comparabile a queste vacanze.
 
Cosa ti aspetti dalla partecipazione a questa gara? Quali obiettivi vi siete poste dal punto di vista agonistico, oltre ovviamente a vincere la categoria Damen?
Per me la Transalp è speciale soprattutto per quello che riguarda l’atmosfera. È molto difficile descriverla: non è solo per come è organizzata la manifestazione, ma anche per la gente che partecipa, che viene da tutto il mondo. Tutti diversi come personaggi e con obiettivi differenti e nonostante ciò ci si sente come una grande famiglia.  E’ quello che vorrei rivivere, rivedere amici cari, conoscere della gente nuova e anche godere la Natura, salire sulle montagne sulle quali mi trovo a mio agio.  Per mio marito e me la Transalp è anche la nostra “vacanza estiva”, perché non abbiamo altro tempo a disposizione. È una settimana d’avventura, che chiede tanto a ognuno, ma sono proprio la fatica e lo sforzo i fattori che uniscono tutti i partecipanti. Vincere la categoria Damen sarebbe fantastico. Credo comunque che la cosa più importante sia gustare l’esperienza e soprattutto l’atmosfera. Questo è quello che amo in particolar modo del mio essere ciclista amatoriale. Ogni partecipante ha i suoi obiettivi, ma alla fine tutti quanti soffriamo insieme. Per me è la vancanza perfetta, non vedo l’ora di essere di nuovo sulle montagne. Amo i panorami e la quiete che si hanno in altura. Sarà anche il mio primo incontro con lo Stelvio. Questa montagna dovrebbe essere nella lista delle conquiste di ogni appassionato scalatore.
 
Non hai paura che tutto possa trasformarsi in un’impresa troppo grande e terribilmente faticosa? Portarla a termine significa superare non solamente le difficoltà del percorso, ma anche le eventuali bizze metereologiche, problemi meccanici ed altro ancora. Non ti viene mai il dubbio di non farcela?
No, non ho paura, forse anche perché l’anno scorso tutto è andato bene. Non ho sofferto neanche un giorno, ma mi ero anche preparata bene per questa settimana. In più ci ha aiutato anche il tempo, ha sempre fatto abbastanza bello. Non ho avuto problemi meccanici e non sono caduta. Per questo non ho il timore di non farcela. Amo le granfondo lunghe e dure. Questo è il motivo per cui la Oetztaler è la mia favorita. Correre la Transalp non sarà sono una sfida per il fisico, ma soprattutto una prova di testa. Penso che Marina ed io abbiamo delle forti motivazioni: non possiamo fallire. Siamo come gatti con nove vite e siamo pronte a morire più volte in questi sette giorni. L’unico timore che ho è per la neve o la pioggia di forte intensità. Siamo due scalatrici piuttosto leggere e non abbiamo molto grasso per tenerci caldo. La giusta scelta dell’abbigliamento sarà essenziale negli eventuali giorni di pioggia. Siamo però fiduciose di avere sette giornate di bel sole, con clima caldo e secco.
 
In questi ultimi giorni di attesa è maggiore l’entusiasmo di vivere un’esperienza unica o l’ansia di metterti alla prova? Cos’è che ti preoccupa maggiormente e cosa pensi ti darà maggiore forza anche nei momenti di difficoltà?
Sono normalmente molto impegnata ogni giorno anche senza i preparativi per la Transalp e in questi giorni c’è ovviamente da organizzare, pensare e preparare ancora di più. Sento ancora la fatica della Sportful e per quello devo fare tutto per recuperare bene fin a domenica. Mettere d’accordo tutto quanto è tutt’altro che facile. Ma per fortuna ci sono anche momenti di entusiasmo e gioia. La cosa che mi preoccupa maggiormente è la possibilità di cadere e farmi male. Poi soffro molto quando piove e fa freddo allo stesso tempo. In quelle situazioni le gambe non ne vogliono proprio più sapere di spingere. Quest’ultimo periodo è stato molto travagliato. Sto seguendo un corso da insegnante e ho avuto tre esami, l’ultimo dei quali il venerdì prima della Granfondo Le 3 Ballons di sabato 9 giugno. Bloccata nel traffico tra Belgio e Francia, sole cinque ore di sonno, la gara e altre cinque ore di sonno. La domenica dovevo studiare per l’esame del lunedì. Tra lavoro e corso mi sono allenata 24 ore la scorsa settimana. Non ho avuto alcun riposo dopo la 3 Ballons e un altro allenamento intenso di 6 ore nelle Ardenne questo weekend. Ora è tempo di riposare e sperare nella supercompensazione. Gli ultimi giorni prima della partenza per Sonthofen sarò in vacanza. Recuperare il sonno perso nelle settimane precedenti sarà il mio obiettivo principale. E poi pulizie di casa e un po’ di spesa. Dovrò infatti cercare di provvedere a tutto il materiale necessario per sopravvivere sulle Alpi. Per fortuna Etixx ci ha fornito un grosso quantitativo di gel e barrette. Le montagne e la compagnia degli altri corridori e dei miei compagni mi darà la giusta carica di energia. Con Marina si siamo solo sentite via e-mail, ma siamo pronte a vivere insieme questa nostra grande passione.
 
Quali saranno le tappe ed i momenti più critici della gara dal punto di vista del percorso?
La tappa più dura è sicuramente quella del quarto giorno con circa 140 chilometri e 4.000 metri di dislivello. Ci sono da percorrere il Passo Forno, lo Stelvio, il Passo del Foscagno e il Passo d’ Eira. È la tappa più dura da quando esiste la Transalp. Sono molto curiosa di affrontare la quarta tappa con lo Stelvio e la quinta tappa con il Mortirolo. Come ho già detto sarà la mia prima volta sullo Stelvio. Spero sia come il Passo del Rombo, visto che normalmente sono molto brava nelle lunghe scalate. Maria ed io siamo dei pesi leggeri, fatte per scalare montagne, più ripide sono e maggior vantaggio abbiamo dalla nostra costituzione fisica. Anche la sesta tappa con il Passo del Tonale è nella lista delle tappe più critiche. 
 
Sicuramente l’aspetto fondamentale di questa gara è l’affiatamento con la compagna di squadra. Come pensate di organizzarvi per riuscire a collaborare nel migliore dei modi e superare eventuali momenti di crisi? Avete provato ad allenarvi insieme?
Purtroppo non abbiamo avuto né l’occasione né il tempo per allenarci insieme. Sarebbe stato un gran piacere e anche molto interessante. Condividiamo diversi interessi (bici e lavoro) e caratteristiche personali (ambizione, determinazione). Per quello penso di andare d’accordo con Edith. L’ho vista la prima volta alla Oetztaler l’anno scorso e l’ho trovata subito simpatica. Anche se ci “sentiamo” solo per e-mail, si capisce che esiste il “feeling” necessario tra noi due per poter collaborare bene e superare situazioni difficili. Non ci siamo mai allenate insieme. Marina e Bernd mi hanno invitato a Maiorca durante le vacanze di Natale. Purtroppo avevo degli esami e non ho potuto aggregarmi a loro. Quest’anno ho anche meno tempo per viaggiare e così non ho potuto accettare l’invito di Marina di farle visita nel mese di maggio. Visto il nostro status di corridori amatoriali non abbiamo così avuto l’opportunità di allenarci insieme. Ci teniamo però sempre in contatto via e-mail e tramite Facebook, una sorta di relazione a distanza. Sono però convinta che questo tipo di amicizia possa essere forte tanto quanto quelle con persone vicine.
 
Una domanda stupida: in che lingua vi parlerete, visto che siete di paesi diversi?
L’unica lingua che parliamo entrambe è l’Inglese, Edith sicuramente meglio di me. Io non lo parlo quasi mai, ma a parte questo sarà comunque una sfida (soprattutto quando saremo stanche), perché abbiamo un bel “mix” di diverse lingue nel nostro team:  il dialetto sudtirolese,  il Tedesco,  l’Inglese e l’Italiano. Sono mal messa con le lingue, non parlo Italiano e Tedesco, solo Inglese e poche parole di Francese. Ci parliamo in Inglese e utilizzeremo il linguaggio dei gesti. Non c’è bisogno di parole per mostrare i morsi dei crampi.
 
Avete impostato una preparazione particolare per arrivare a questo momento nelle migliori condizioni atletiche? Vi siete fatti aiutare da uno staff di persone preparate dal punto di vista professionale (allenatore, nutrizionista ecc.) in questo percorso? E’ possibile sapere come vi siete allenate e se mai avete “simulato” una Transalp in questi ultimi mesi?
L’unica “simulazione” è stata l’allenamento che abbiamo fatto a febbraio a Maiorca. Siamo stati lì una settimana e abbiamo provato ad inserire salite abbastanza lunghe nei nostri giri. Come preparazione sono state molto utili le granfondo disputate in questa stagione. Siccome ne ho fatte un bel po’, non è stato più necessario fare ancora altro allenamento specifico, perché sarebbe diventato eccessivo. L’anno scorso invece ho fatto più allenamento specifico e meno gare. Devo dire che non avrei neanche il tempo per allenarmi di più. Mi sono allenata come di consueto, allenamenti lunghi ed impegnativi. Ho speso tutte le mie vacanze nell’area del Mont Ventoux e dei Vosgi. Sfortunatamente vivo nelle Fiandre, dove abbiamo solo ripidi strappi e ciottolati. Come ogni anno nei weekend siamo andati nelle Ardenne, ci vogliono due ore di viaggio ad andare e due a tornare, per allenarmi con dei corridori maschi per cinque o sei ore. Ho provato a simulare una Transalp allenandomi più giorni consecutivamente senza riposo. Non ho uno staff di professionisti che mi segue, faccio da sola i miei piani di allenamento e così anche per gli aspetti relativi all’alimentazione. Mi piace condividere le varie esperienze con altri atleti. In ogni caso non è mai possibile simulare una gara, spero comunque che il mio motore diesel sia sufficiente per sopravvivere.
 
Gli aspetti organizzativi sono importanti tanto quelli atletici in una gara a tappe. Avrete qualcuno che vi segue con un mezzo a motore? Avrete dei rifornimenti ed un’assistenza meccanica personale lungo le tappe? Dove dormirete? Vi porterete dietro da mangiare per tutti i sette giorni per potervi alimentare secondo le vostre abitudini?
Per fortuna ci sostiene il Team Forchheim che ha tanti anni d’esperienza nell’organizzazione della Transalp. Loro hanno prenotato gli alberghi e si occupano anche dei rifornimenti lungo le tappe. Faremo la prima colazione in albergo e all’arrivo di solito c’è una grande scelta di diversi alimenti. Io preferisco lo stand di “Jentschura” che offre una pappa al miglio e grano saraceno con frutti e semi, che è basica e che uso anche a casa prima delle gare. La sera andremo al classico “pasta party” o mangeremo in albergo.  In gara mi porterò dietro gel e barrette, quelli che sono abituata normalmente ad usare, e alcuni integratori alimentari. Uso i prodotti della “fitline” che è uno sponsor della nostra squadra e anche dell’Inkospor e Spenser. Devo stare attenta a quello che mangio per poi non soffrire di problemi gastro-intestinali che si manifestano specialmente sotto sforzo, ma anche dopo le gare.  Non rinuncerei neanche ai prodotti “Espira”: si tratta delle creme con l’ozono, che mi fanno veramente bene. Li uso regolarmente in allenamento e anche in gara. Il Team RSV Forchheim ha molta esperienza con gli aspetti organizzativi. Abbiamo la fortuna di essere seguiti da loro. Hanno prenotato tutti gli alberghi fin da quest’inverno e ci forniranno i rifornimenti. Io faccio fatica a prendere sonno e sono molto contenta che non saremo costretti a dormire nelle palestre. Team Forchheim ci fornirà anche le bottigliette con delle bevande isotoniche. Per l’alimetazione ho i miei gel e le mie barrette della Etixx, così come bevande per il recupero, aminoacidi ramificati, leucina e beveroni proteici. Mangiare e bere correttamente prima, durante e dopo la gara è fondamentale in una gara a tappe.
 
Un piccolo pettegolezzo ora. Cosa pensi come atleta della tua compagna di squadra? Quale delle sue qualità ruberesti?
Edith è una persona ambiziosa e determinata, una che non molla mai. È una scalatrice fortissima con una tenacia immensa. Cosa le ruberei? Il tempo che fa di solito alla Oetztaler, 7h50’: una prestazione veramente ammirevole. Marina sta disputando un’eccellente stagione di granfondo, in pratica ha vinto tutte quelle cui ha preso parte. Penso che lei abbia maggiore potenza esplosiva di me. Quando guardo alle foto sul suo profilo Facebook, sono sempre molto invidiosa delle sue gambe. Sono molto definite muscolarmente. Spero che le mie gambe non creino troppo contrasto con le sue nelle foto durante la Transalp.
 
Come proseguirà la tua stagione dopo la Transalp?
Dopo la Transalp proseguirò con diverse granfondo: la Charly Gaul, la Highlander Marathon, l’Oetztaler e forse anche la  Re Stelvio, che mi piace tanto come manifestazione e come gara in salita. Correrò la Leggendaria Charly Gaul a Trento. Come lo scorso anno incontreremo lo staff di Wilier a Trento. Poi passerò una settimana a Soelden per preparare la Oetztaler. Tornerò in Belgio per il lavoro e farò un paio di weekend di allenamento nelle Ardenne. Alla fine di agosto, la settimana prima della Oetzy, disputerò l’Alpenchallenge. Dopo dipenderà dai miei giorni di vacanza rimanenti se partecipare ad una granfondo sui Vosgi ed una in Belgio. Ho anche l’idea di tronare in parte al mio vecchio amore, le maratone di mountain bike. In Belgio ne abbiamo alcune molto impegnative in settembre. Mi piacerebbe fare più granfondo in Italia, ma il viaggio, che richiede 12 ore, è veramente lungo per effettuarlo in un solo weekend.
Grazie della vostra disponibilità.
In bocca al lupo da parte nostra, vi seguiremo quotidianamente nella vostra impresa. Ciao!

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