Articoli 
lunedě 11 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 06 giugno 2013 alle 17:29:47 da dott. Francesco Chia. - Letto: (3118)

Alla ricerca della migliore prestazione con la biomeccanica

Ogni atleta nel proprio sport è sempre alla ricerca del miglioramento prestazionale; occorre lavorare sodo impostando il proprio allenamento intorno ai cardini della performance: forza, resistenza ed efficienza del gesto atletico. Quest’ultimo aspetto della prestazione viene a volte considerato dagli atleti di minor rilevanza, tendendo così a focalizzare i propri sforzi più in direzione della resistenza o della forza, lasciando per strada gran parte del potenziale.


Fabrizio Macchi durante un test di valutazione
a cura del dott. Francesco Chiappero

Con il termine ‘efficienza’ nello sport s’intende il costo metabolico dell’esercizio, ossia quanto realmente si spende per svolgere un determinato “lavoro”. Se il costo è superiore al necessario, l’atleta meno efficiente per andare più veloce spenderà più energia con la conseguenza di un più grande e rapido affaticamento.

Nel ciclismo la resa atletica è mediamente compresa tra il 20-25%; ciò significa che, dell’energia chimica prodotta nel nostro organismo per generare la contrazione muscolare, i 3/4 vengono dispersi. Ad un occhio poco esperto questa dispersione d’energia può sembrare un valore enorme; in realtà la bicicletta è il mezzo di locomozione più efficiente mai creato dall’uomo. Basta pensare ad un atleta che percorre dieci chilometri in pianura al massimo delle sue possibilità, prima a piedi e poi in bicicletta; la differenza di rendimento si paleserebbe in modo evidente con velocità media nettamente a favore della prova ciclistica.

In una prova come una granfondo, in cui il dispendio energetico medio per un atleta di 65 chilogrammi si aggira intorno a 3500 - 4000 Kcal, una differenza del 5% tra due atleti sul profilo del gesto atletico può rappresentare talvolta un limite della prestazione. La differenza di spesa energetica tra i due atleti potrebbe arrivare a superare le 200Kcal; per dare un’idea il contenuto calorico di due gel energetici, impedendoci così di poter affrontare al meglio l’ultima salita di giornata oppure di fare un grande sprint sulla linea del traguardo. Inutile quindi spendere migliaia di euro in più per alleggerire la propria specialissima di 500 grammi se poi non curiamo la “pulizia” della nostra pedalata.

Ma come si può nel ciclismo migliorare la qualità del gesto atletico?

Essendo il gesto della pedalata frutto del rapporto tra l’atleta e il mezzo meccanico, la ricerca del miglior rendimento atletico passa direttamente dalla corretta regolazione della propria bicicletta, e dalla scelta dei materiali tecnici più idonei.

Il giusto compromesso va ricercato tra comodità, spinta e aerodinamica, in base alla tipologia d’esercizio in cui l’atleta andrà a ricercare la propria prestazione.

Un approccio ottimale finalizzato all’efficienza deve quindi partire da una valutazione generale dell’atleta. Non è infatti sufficiente rilevarne le misure antropometriche da cui estrapolare a livello matematico le misure della bicicletta; occorre tener conto delle caratteristiche muscolari, delle attitudini e degli obiettivi di chi si presenta con l’intento di migliorare.

Test di laboratorio, come il test incrementale al cicloergometro con misurazione del consumo d’ossigeno, permettono di misurare il reale valore del rendimento; l’analisi cinematica ed eventualmente l’analisi della spinta indirizzano l’atleta verso il miglioramento.

Occorre poi, specialmente nel periodo di base ma anche nella fase di costruzione, inserire nell’allenamento qualche esercizio mirato alla tecnica, utile sia a rendere la pedalata più efficace sia a rendere meno monotone alcune uscite.

Un ultimo consiglio: non considerarsi mai “arrivati”.

Il nostro fisico è sempre in evoluzione con la conseguenza che i risultati raggiunti oggi non possono valere a pieno anche per il futuro. E’ necessario valutare in modo continuativo la propria prestazione e lavorare con la stessa dinamicità con cui il nostro organismo “si sviluppa” anche sulla posizione in sella.

Ne consegue quindi l’utilità d’eseguire ogni stagione un’analisi biomeccanica con uno specialista, ancor più se si cambiano i materiali tecnici. Un investimento minimo che, oltre a prevenire problematiche, aiuta l’atleta ad esprimersi al meglio.

Il periodo ideale per questo tipo d’esame è certamente quello di transizione tra una stagione agonistica e la successiva, infatti la maggior calma e il minor carico di lavoro di questa fase dell’anno ben si adattano alla necessità del nostro organismo di “metabolizzare” eventuali variazioni nell’assetto. Dalla precedente indicazione ovviamente vanno escluse tutte le situazioni in cui l’atleta manifesti delle tecnopatie legate al ciclismo; in questo caso è fortemente consigliato recarsi il più rapidamente possibile presso un centro specializzato per individuare e risolvere la problematica.


6 giugno 2013
 
  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Amante della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (due medaglie d’oro e una d’argento alle Paralimpiadi di Londra 2012), Vittorio Podestà (due medaglie di bronzo e una d’argento alle Paralimpiadi di Londra 2012), e di Fabrizio Macchi, pluricampione italiano e mondiale nel paraciclismo.

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!