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Inserito il 30 maggio 2013 alle 09:02:08 da gazario. - Letto: (2026)

Maratona degli Appennini: l'entusiasmo più forte del maltempo

Freddo, pioggia e grandine non hanno impedito a più di 300 coraggiosi di godere di un bellissimo percorso e di un'ottima organizzazione.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Andrea Passeri)

29 maggio 2013 - Nelle ultime settimane il meteo è entrato decisamente nelle cronache delle gare ciclistiche arrivando a condizionarle pesantemente. Il colpo di coda invernale di quest’ultimo fine settimana di maggio già aveva fatto vittime eccellenti con la cancellazione della tappa regina del Giro d’Italia e della Marcialonga Cycling e la modifica dei percorsi di altre manifestazioni. Anche a Sansepolcro si temeva il peggio, viste le previsioni che annunciavano freddo e pioggia, non proprio il massimo dal momento che il piatto forte della gara prevedeva la scalata del Passo di Viamaggio e del Monte Fumaiolo, superando ampiamente i 1.000 metri di quota.

Eppure ancora una volta il sabato pomeriggio eravamo tutti lì, al consueto rito settimanale del ritiro pacchi gara. Fuori diluviava e il termometro segnava 6°C: il pensiero volava immediatamente a quei coraggiosissimi randagi che fin dal mattino stavano sfidando il freddo e il maltempo nella “Randonnée sulle Strade Rosa”, che prevedeva di percorrere in andata e ritorno il tracciato della tappa del Giro d’Italia, svoltasi due settimane prima, per complessivi 400 chilometri. E le loro gesta audaci ci infondevano coraggio per la granfondo che ci aspettava l’indomani.

In albergo ci attendevano i compagni. Sansepolcro e la Val Tiberina sono una destinazione che mi consentirebbe di fare la gara in giornata, ma anche stavolta ho preferito essere lì già al sabato per gustarmi al meglio l’atmosfera dell’evento e soprattutto la compagnia dei tanti amici che rende più gradevole la trasferta.

Il grande valore dello spirito di gruppo lo scopriamo la mattina di domenica. Sono le 6:45 e sta piovendo con decisione. Io sono, come al solito, l’ultimo del mio team a presentarmi a colazione: mi aspetto musi lunghi e incertezza, ma mi accorgo subito che prevale eccitazione e determinazione per affrontare la gara. Anche Irene, che dovrò accompagnare in gara, è ancora più sorridente ed entusiasta del solito. L’eccitazione è contagiosa: mi dimentico in fretta del raffreddore che mi tormenta da qualche giorno e corro a indossare la mia giacca in gore-tex. Sono pronto, siamo pronti.

In griglia si presentano meno della metà dei 720 iscritti. Una disdetta per l’organizzazione ma è comunque una festa. Attraversiamo il centro storico di Sansepolcro tra gli sguardi curiosi degli infreddoliti abitanti della città e ci lanciamo in gara. Presto scopriamo che il meteo sta premiando il nostro coraggio. Non solo ha smesso di piovere, ma si intravede qua e là anche qualche schiarita. I bellissimi borghi di Citerna e Anghiari vengono solo sfiorati, con la promessa personale di tornarci presto con calma, e si attacca la lunga e pedalabile salita del Passo di Viamaggio. L’andatura è sostenuta e il grosso gruppo si seleziona, spezzandosi in vari gruppetti. Il nostro è uno dei più numerosi, forse perché ci sono tante ragazze e i loro gregari che, tradizionalmente, sono una forte “attrattiva” per i granfondisti.


Dopo un primo tratto di discesa c’è la deviazione dei percorsi e, ahimè, la maggior parte opta per il percorso medio. Capisco che ci sarà da prendere tanto vento per i prossimi chilometri: per fortuna la gamba gira e tirare davanti non pesa più di tanto, anche perché Irene ringrazia con i suoi sorrisi e grida di incitamento.

Sulla rampe irregolari del Monte Fumaiolo la fatica comincia a farsi sentire, ma due raggi di sole sono la giusta iniezione di energia che aiuta a superare quel momento. In cima fa freddo, ma nemmeno lo sentiamo.

Purtroppo non è finita e a sorpresa ci attende una grandinata sulla salita delle Valdazze. Superiamo anche quella, oramai non ci ferma più niente. Il traguardo è vicino ma un fastidioso vento contrario renderà più faticoso raggiungerlo. All’arrivo ci attendono i compagni che hanno fatto il percorso medio per festeggiare quella che per noi è comunque una vittoria, fatta di condivisione della gioia nei momenti più importanti e delle difficoltà superate insieme. Si abbracciano e si ringraziano anche i compagni di avventura che nel finale ci hanno dato una mano e che, senza sprintare, ci lasciano davanti per la parata finale: è anche per questi momenti che adoro il mondo delle granfondo, che pure spesso si macchia di episodi di antisportività e di scarso fair-play.

I servizi di fine gara sono allestiti nella notevole struttura del palasport di Sansepolcro dove scopriamo un pasta party ricco e generoso, aperto gratuitamente anche agli accompagnatori. Ci concediamo anche il bis perché la fatica e le calorie spese sono state tante, prima dell’ultima emozione sul palco delle premiazioni.

È davvero tutto, a questa giornata non possiamo chiedere di più…

 

 

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