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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 24 maggio 2013 alle 11:07:29 da enrico. - Letto: (2697)

Nove Colli mon amour!

La Nove Colli non è certo una granfondo, o meglio, la granfondo è solo una parte di questo splendido evento, capace di far vivere in sole quarantotto ore un mare di emozioni, tutte diverse tra loro. E dodicimila ciclisti ne sono pienamente convinti.

 

 

(Testo di Enrico Cavallini, foto Play Full Nikon)

Presi parte alla mia prima Nove Colli nel lontano 2005. Sono passati ben otto anni, ma ogni volta ci torno con grande piacere. Per me la Regina delle Granfondo ha un fascino tutto particolare. Ne rimasi folgorato già alla prima edizione. Vedere migliaia e migliaia di ciclisti in un unico grande raduno, fu un vero momento di gioia; momento che mi piace rivivere ogni anno.

Chi ha già preso parte alla Nove Colli sa di cosa sto parlando, chi non l'ha mai vissuta potrà capire l'entità di tale manifestazione.

Partiamo da un grande presupposto. Il Gruppo Sportivo Fausto Coppi di Cesenatico, organizza questa splendida manifestazione da ben 43 anni e non lo fa per il solo piacere di farlo. La Nove Colli è una macchina da soldi, i quali non servono però per acquistare l'auto nuova al presidente Spada. Infatti pochi sanno che il GC Fausto Coppi, dal 1980 è anche un "Centro di Avviamento al ciclismo" per i tanti ragazzini che ne fanno parte. Anche il grande Pantani imparò ad andare in bici proprio tra le fila del GC Fausto Coppi. Una macchina da soldi quindi, per mandare avanti l'attività delle squadre di Giovanissimi ed Esordienti.

In tutti questi anni, la manifestazione non è più solo un evento del GC Fausto Coppi, ma ormai è diventata un happening di cultura generale per tutta questa zona di Romagna, un po' come il Festival della Canzone lo è per Sanremo. Tutta la città, ormai da almeno due generazioni, lavora e guadagna con l'indotto della Nove Colli e di questo ne è ben consapevole il Comune di Cesenatico, la stessa Camera di Commercio e tutta la provincia di Forlì-Cesena, che già alcuni anni fa, inglobò il percorso della Nove Colli nella segnaletica stradale ordinaria. Nessun'altra manifestazione in tutta Italia può vantare tanto.

E' il grande festival del ciclismo! Tutti gli anni, per me, è una grandissima emozione giungere a Cesenatico. Nelle mie prime edizioni, quando mi occupavo di tutt'altro, giungevo in Riviera il sabato per fare ritorno a casa la domenica, ma oggi che il ciclismo è diventato il mio lavoro, alla Nove Colli vado già il venerdì e mi godo la festa fino a lunedì mattina.

In realtà questo evento consta di ben due manifestazioni: la fiera espositiva Ciclo&Vento, che nulla ha da invidiare a quelle autunnali (se stiamo ben a vedere ha un successo ancora maggiore di EICMA degli ultimi anni) e la Granfondo; la prima si svolge dal venerdì al sabato sera, mentre la seconda la domenica.

A Ciclo&Vento si trovano veramente tutti. Il sabato pomeriggio è un tale crogiolo di gente, da fare invidia alla Mecca nel mese del Ramadan. Ci si incontra tutti. Operatori del settore, espositori, ma soprattutto i tanti amici che frequentiamo qua e là per l'Italia ogni domenica. Questa è l'occasione per ritrovarsi tutti, alla pari dell'Adunata Generale degli Alpini. Non per nulla lo scorso 18 maggio, durante la fiera sono state presentate la Granfondo Sportful, la Granfondo Fausto Coppi con la nuova maglia e il nuovo Gran Trofeo Multipower del 2014.

Gli alberghi sono stracolmi e la sera a cena non si parla d'altro che di biciclette e di Barbotto. Sì, perché il "mostro" della Nove Colli è il Barbotto, il quarto colle che da Mercato Saraceno porta a Sogliano sul Rubicone. Non è la salita più dura in generale, ma è l'erta che affrontano tutti i dodicimila partecipanti (quest'anno hanno transitato il GPM in poco meno di 11000).

Il Barbotto, per tantissimi, segna la fine delle fatiche, mentre per tanti altri segna il punto in cui il percorso entra veramente nel vivo. Per la "200", il bello delle ancora arrivare. Mancano ancora Montetiffi, corto ma con tratti impegnativi, il mitico Perticara, lungo e non certo facile, Maiolo, GPM del percorso, che porta a gustarsi la rocca di San Leo e la vista su San Marino, il Passo delle Siepi, anch'esso corto e abbastanza ostico, per terminare con il vero mostro di giornata: il Gorolo, che con le sue punte al 18% e i 170 chilometri nelle gambe, diventa un vero calvario.

L'emozione della Nove Colli la si vive già dalle 4 di domenica mattina, ora in cui, bene o male, si svegliano un po' tutti. Tanti sono già svegli: la tensione della gara li fa dormire male. Alle 5 si aprono le griglie e se poco poco ci si sbaglia a entrare alle 5.05, ci si trova davanti già un migliaio di persone, indipendentemente dalla griglia. Sarà la buon'ora, sarà la tensione, saranno quei nuvoloni neri sulle colline, ma i musi sono abbastanza lunghi. Si chiacchiera in griglia, ma più per far passare il tempo. A svegliare gli animi è la voce di Paolo Malfer, lo speaker trentino che ormai da anni, in coppia con il trevigiano Paolo Mutton (fisso sul Barbotto), intrattiene i ciclisti prima del via e alle premiazioni. A dare la sveglia definitiva è il presidente del GS Fausto Coppi, Alessandro Spada, che dà il benvenuto a tutti in una strana lingua, che pare essere un anglo-romagnolo! Non me ne vorrà l'amico Alessandro se lo prendo un po' in giro, ma sa perfettamente la stima che nutro nei suoi confronti e in quella di tutto lo staff della Nove Colli.

Già da alcune edizioni la gara parte scaglionata, proprio per evitare di mandare allo sbaraglio dodicimila ciclisti e affrontare la prima salita a piedi. Ora si parte in blocchi da 1500/2000 ciclisti per volta, intervallati di tre minuti l'uno dall'altro. Decisamente più abbordabile. Ovviamente la corsa, quella vera, se la possono permettere solo quelli della prima griglia, mentre quelle successive possono mantenere andature più regolari (anche se non necessariamente meno elevate). Il tempo finale viene rilevato con il sistema del Real Time, quindi anche un ciclista dell'ultima griglia può trovarsi in classifica in una posizione più avanzata rispetto ad un ciclista di Griglia Rossa.

Ma la Nove Colli non termina certo sotto il traguardo, anzi! E' proprio qui che comincia. Infatti, raccolti tutti i dati di questa nostra esperienza, non ci resta che elaborarli. In primis al vastissimo pasta party, che sembra di più una sagra di paese, dove un mare di solerti signore, rappresentanti almeno due generazioni, se non tre, lavorano alacremente per servire un fiume di gente affamata. Pasta, riso, ma soprattutto le mitiche piadine con la salsiccia, confezionate a vista e i panini con la mortadella. E poi la crostata, i biscotti, la frutta, il tutto annaffiato da acqua, vino e birra. Senza ritegno... non ci sono limiti.

Tutti seduti a raccontarsi, l'un l'altro, la propria esperienza, mentre continuano gli arrivi, che proseguiranno fino alle 18, quando il 3747° partecipante alla "200" avrà tagliato il traguardo.

Racconti che continueranno anche la sera a cena in albergo, per i tanti che hanno scelto il comodo rientro di lunedì.

Si torna a casa, stanchi ma felici. Ognuno ha vissuto la "sua" Nove Colli, con le sue soddisfazioni e le sue piccole avversità! Chi ha avuto incidenti meccanici, chi momenti di crisi, o chi è giunto al traguardo avvolto dai crampi (Eccomi! Presente!), ma alla fine, ognuno di noi non vede l'ora che arrivi in fretta la penultima domenica di Maggio per poterci riscattare dell'edizione precedente.

Arrivederci al prossimo anno (con l'obbiettivo delle sei ore e trenta, lavoro permettendo)!

Per chi fosse curioso, qui può trovare la cronaca della gara, mentre qui può vedere l'intera fotogallery.

(24 maggio 2013)

 

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