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Appunti di viaggio Europa Tour 2013   
Inserito il 23 maggio 2013 alle 22:28:51 da gazario. - Letto: (1932)

Europa Tour 2013 al giro di boa

Il grande viaggio di Giancarlo Vagnini è giunto a metà. L'itinerario della settimana si è snodato principalmente in Portogallo che ha riservato una pessima accoglienza con vento forte e contrario e tanta pioggia. Ma non sono le avversità a placare gli entusiasmi di Giancarlo.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Giancarlo Vagnini)

17 maggio 2013 - E' un momento importante dell'Europa Tour 2013 di Giancarlo Vagnini. Quarantasei tappe sono alle spalle, ne mancano ancora quarantacinque per stabilire il fatidico record. Il più sembrerebbe alle spalle, anche perché tutti speriamo che le pessime condizioni metereologiche che imperversano sull'Europa vadano finalmente migliorando e a maggior ragione lo spera Giancarlo che ha passato una settimana terribile in Portogallo da questo punto di vista.

Lasciato il Santuario di Compostela, è giunto il momento di risalire l'Europa verso Nord.

Ascoltiamo il racconto delle avventure quotidiane dell'irrefrenabile ciclista cervese. 

Venerdì 17 maggio - 41a tappa: Isla Cristina - Espiche (165.87 km - media 22.4 km/h - 1.424 m dislivello).
«Zurnadàza" come dicono i Romagnoli quando qualcosa non piace. Effettivamente non è stata una giornata entusiasmante, però comunque sia un altro Stato è preso, mettiamola così.
L'atteso e temuto Portogallo è arrivato. Si è presentato (in un venerdì 17) non eccezionalmente bene, dandomi una giornata da dimenticare, foro, vento teso a volontà, ma soprattutto acqua, acqua ed ancora acqua! A questo punto che tu sia il benvenuto! ... E fuori piove ancora!
».


Sabato 18 maggio - 42a tappa: Espiche - Santo Andrè (166.89 Km - media 22.9 km/h - 1.631 m dislivello)
«E' cominciata malissimo con acqua a più riprese che mi hanno costretto a più vestizioni e svestizioni. Finita la pioggia è stata la volta del vento intenso, naturalmente frontale. Abbiamo per fortuna concluso in bellezza con un arrivo in campeggio senza conseguenze che ha concluso la sesta settimana di percorrenza giornaliera. Domani è domenica, ma si pedala uguale; d'altronde sono qua per questo»


Domenica 19 maggio - 43a tappa: Santo Andrè - Espinheira (169.76 Km - media 25.1 km/h - 1.359 m dislivello)
«Sono veramente sconsolato, in questo Portogallo sta succedendo di tutto. Ogni giorno è acqua e vento, ma vento di serie A e frontale, non ho ancora avuto una giornata normale. La aspetteremo con pazienza.
Dopo aver volutamente modificato la percorrenza giornaliera lungo costa, nella verificata "pia illusione" di essere abbandonato dal vento frontale, ci dirigiamo verso l'entroterra in questo piccolo paese del Portogallo a due passi dall'inferno di Dante, dove gli anmministratori locali all' "illo tempore", provvedettero a togliere i cartelli segnaletici di indicazione località , lasciando solo quelli di uscita con la caratteristica banda rossa obliqua.
Naturalmente Internet rimane un' utopia e l'unico ristorante, chiuso di domenica, è l'unico posto dove il lunedì mattina provvediamo al timbro sul diario di bordo. Tutto sommato direi: quasi incredibile! Anche in Portogallo la domenica mattina si va in bici, anche da loro su sei, cinque idee e mezzo diverse su dove andare. Io mi sono tenuto la rimanente "mezza" rimasta , rimanendo a ruota degli stessi
»


Lunedì 20 maggio - 44a tappa: Espinheira - Buarcos (162.26 Km - media 23.0 km/h - 1.447 m dislivello)
«Anche oggi il vento la fa da padrone, però non piove ed ho avuto la possibilità di fare svariate fermate per fare qualche bella foto. Mi sono mangiato anche una bella Fiorentina con contorni vari, anche il caffè era buono. Per un attimo ho rivisto l' Italia, poi sono risalito in sella per gli ultimi 70 Km e tutto è svanito!»


Martedì 21 maggio - 45a tappa: Buarcos - Fao (181.32 Km - media 23.0 km/h - 1.536 m dislivello)
«Fatidico giro di boa!
Anche oggi vento. Per fortuna domani si lascia il Portogallo. Splendido passaggio a Porto (sede dell'omonima squadra di calcio) e condizioni meteo accettabili.
»


Mercoledì 22 maggio - 46a tappa: Fao - Padreon (172.14 Km - media 23.5 km/h - 1.857 m dislivello)
«Una giornata finalmente per il verso giusto. Leggero vento contrario, ma ci può stare. Per il resto la temperatura ideale, il paesaggio splendido e il mangia e bevi della strada la mettiamo che ci aiuta a fare la gamba, anche se penso che sia già a posto dopo 46 giorni!
 Dimenticavo, oggi ufficialmente giro di boa: che Dio ce la mandi buona e senza le mutande.
»


Una lettura attenta ed asettica dei dati delle varie tappe dice che Giancarlo comincia ad avvertire la fatica (le medie di percorrenza si sono abbassate), ma il commento settimanale che ci ha inviato ieri sera la dice lunga sul fatto che nulla potrà fermarlo.

«Oggi mercoledì 22 Maggio 2013, giorno ufficiale del Giro di Boa, anche se in realtà continuiamo a risalire l' Europa. Mentalmente per me il vero Giro di Boa  sarà quando usciremo dalla Danimarca e cominceremo a guardare l'Italia senza dover girare la testa.
Non sono predisposto a tirare delle conclusioni per scaramanzia, ma indubbiamente devo riconoscere che sto marciando senza sosta.
Vi voglio parlare di quello che mi passa per la mente quando alla mattina parto per il consueto giro. Mi concentro soprattutto su quello che potrei aver dimenticato, in sequenza: borracce bere/mangiare, borsello in vita, zainetto sulle spalle, navigazione, telefonino, macchina digitale, programma di viaggio in cartaceo, casco, occhiali, camera d'aria, batteria suplementare navigazione, pompa con bombolette multiple, documenti, accessori meccanici, crema da sole, foulard e bandana di ricambio, giacca antipioggia, spolverino leggero, smanicato antivento, il mio dolcetto preferito a pezzi, barretta/enervitene/protein-packette (una roba tedesca), lo spazzolino da denti. La calendula in vasetto ed il burro cacao non li tolgo mai dallo zainetto, mentre gli occhiali, un po' di soldi, il sapone per le mani assieme al "nécessaire" per fare una borraccia di sali, quello lo controllo alla sera subito quando ritorno. Sicuramente mi sono dimenticato qualcosa ma vi assicuro che alla mattina prima di partire, sono talmente abituato a fare questi controlli mentali, che non mi sfugge nulla! Il tutto mi aiuta a rimanere concentrato. Devo essere cosi fino alla fine se vorrò riuscire nell'impresa, perché "questa roba qui" non penso siano in molti ad averla fatta!  Alè alè.
»

Certo che "questa roba qui" non l'hanno fatta in tanti e credo nessuno simpatico come Giancarlo!
Avanti così!

 

 

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