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Inserito il 21 maggio 2013 alle 21:08:25 da enrico. - Letto: (2339)

Controlli antidoping: il pensiero di Vittorio Mevio

Da alcune settimane stiamo affrontando sotto molti aspetti il problema del doping all'interno del mondo granfondistico e di come questo venga affrontato dagli organi preposti. Abbiamo sentito il parere dei ciclisti e ora non ci resta che capire cosa ne pensano gli organizzatori. Ecco l'intervista a Vittorio Mevio, che al suo attivo ha l'organizzazione di ben quattro rinomate manifestazioni e la gestione di uno dei maggiori circuiti.

 

 

(Intervista a cura di Enrico Cavallini, foto di Play Full Nikon)

Vittorio Mevio, valtellinese DOC, al tuo attivo hai l'organizzazione di ben quattro manifestazioni e un circuito. Ce li elenchi e ci diresti a che edizione sono arrivati?

Granfondo Internazionale Laigueglia alla 15° edizione, Granfondo Internazionale Giordana alla 9° edizione, Granfondo delle Alpi Hicari alla 12° edizione, Granfondo Noberasco alla 6° edizione, Circuito Coppa Lombardia alla 9° edizione.

E' innegabile quindi che la tua esperienza da organizzatore sia veramente pluriennale, e sicuramente ne avrai viste di cotte e di crude. Oggi si fa un gran parlare di doping e, di conseguenza, di antidoping. Qualcosa tentò la Five Stars League, ma, sicuramente per causa nostra, non abbiamo capito bene bene quali siano stati gli aspetti positivi. Cosa ne pensi del Consorzio e della loro proposta di lotta al doping?

Sono assolutamente favorevole alla nascita di qualsiasi Consorzio che abbia come obiettivo la lotta al doping, un po’ meno sulle modalità e sui risultati francamente scarsi, a fronte di spese decisamente elevate. Credo si possano trovare altre soluzioni più funzionali.

Come organizzatore so che sei un associato di AssoFondo, l'associazione che raccoglie un congruo numero di organizzatori. Fino ad oggi, però, il "popolo" granfondista non si è accorto dell'esistenza di tale sodalizio, forse per il fatto di non avere mai proceduto con azioni di rilevanza mediatica. Ci puoi spiegare in cosa consiste AssoFondo e quali sono i suoi obbiettivi?

Assofondo raggruppa oggi la maggior parte degli organizzatori e di conseguenza delle granfondo presenti sul territorio nazionale, dalle più piccole alle più blasonate. Fino all’anno scorso la finalità principale di Assofondo è stata quella di essere al fianco degli organizzatori andando a studiare e stipulare una “specialissima e azzeccatissima” polizza assicurativa, che garantisse agli organizzatori stessi quella tranquillità al riparo delle mille insidie, che puntualmente ci accompagnano in ogni manifestazione. Oggi le cose stanno cambiando decisamente. Assofondo è diventato grande e vuole ritagliarsi il giusto spazio per essere al fianco anche dei granfondisti.

Tra le varie proposte che sono oggi sul tavolo vale forse la pena di ricordare lo studio di un regolamento unico per il mondo delle granfondo, che non faccia ogni volta trovare sorprese ai concorrenti ma soprattutto, ed è ciò che ci sta più a cuore, un serio, e spero decisivo, giro di vite all’annoso problema doping. E non parlo solo per determinate categorie, ma allargato a tutto il mondo amatoriale.

In una bella chiacchierata che ci siamo fatti tempo fa, mi hai illustrato una tua proposta per favorire economicamente i controlli antidoping. Ti va illustrarla ai ciclofondisti?

Credo, tornando al discorso di prima, che il Consorzio Five Stars League abbia insegnato qualcosa: costi esageratamente alti per un “pugno di mosche”. Posso capire che un controllo costi attorno ai 500/600 euro, ma sono anche altrettanto convinto che la maggio parte di questa cifra sia rappresentata dal costo del medico, trasferta, pernottamento etc.

All’interno delle nostre manifestazioni già abbiamo uno o più medici che paghiamo noi organizzatori e che, a costo zero per l’Ente preposto, possono tranquillamente provvedere al prelievo quantomeno delle urine. Sarebbe sufficiente che il nostro medico fosse formalmente autorizzato a quanto detto. Così come, sempre in tutte le nostre manifestazioni, abbiamo la presenza di un Presidente di giuria inviato dall’ente di appartenenza che, sempre autorizzato e a suo insindacabile giudizio, potrebbe "estrarre" cinque numeri di pettorale (e non sempre i primi tre o quattro ma andando a pescare anche nelle retrovie) di altrettanti concorrenti da accompagnare dal nostro medico. L’organizzatore, a proprie spese, invierà poi le provette previo precise indicazioni del caso. A carico del Ministero della Salute a questo punto rimarrebbe solamente la semplice analisi con costi che possiamo tutti immaginare. Per coloro che vengono trovati positivi scatterà la squalifica a vita.

Questa forse è solamente una delle tante proposte ma certamente è la dimostrazione che se si vuole, ripeto “si vuole”, debellare la piaga del doping a costi irrisori per il Ministero della Salute, o chi per esso, i sistemi si trovano.

Come tu mi insegni, per cambiare i regolamenti della Federazione, o ancora di più del CONI, serve un gran peso e un grande sforzo politico. Pensi che AssoFondo possa avere tale forza per tentare di perseguire i suoi obbiettivi?

Credo e mi auguro di sì. La volontà di Assofondo è quella di riuscire a crearsi una propria identità e ritagliarsi uno spazio attorno al tavolo della Consulta. Sono convinto che il punto di vista degli organizzatori sia oggi fondamentale per la crescita del movimento. Senza dimenticare che una persona seria e capace come Elvezio Pierandi, segretario di Assofondo, ha recentemente assunto un importante ruolo all’interno della Struttura Amatoriale Nazionale della FCI. Spero sia un primo passo che ci consenta di centrare l’obiettivo prefissato.

Così come da nostra linea etica, noi di GranfondoNews siamo portati a pensare che chiunque sia onesto e solerte nel portare avanti nel migliore dei modi le proprie mansioni. Però siamo in Italia e qualche vizietto lo abbiamo innato nel DNA. Per assurdo, non ti è mai balenato per la testa, che forse il doping sia un ottimo sistema per fare sopravvivere il comparto di antidoping? Ma solo per retorica, se così fosse (ma siamo sicuri che così non è), non pensi che avanzare proposte "fattive" potrebbe dare noia a qualcuno?

Normalmente non sono portato a pensar male e mi auguro che non sia questo il caso. Prima però ho volutamente ripetuto “se si vuole” e adesso stiamo alla finestra. Sono curioso di vedere cosa succede dopo aver dimostrato, con una semplicissima proposta, che i costi per la lotta al doping possono essere ridotti al lumicino. Ci saranno ancora alibi? Spero proprio di no.

Cosa prevede il regolamento delle tue manifestazioni, relativamente al doping e ai dopati?

L’esclusione di quegli atleti che siano stati oggetto di squalifiche nell’anno della manifestazione e nell’anno precedente.

Dall'inizio di questa stagione, chi per seria volontà, chi per demagogia, si sta portando avanti la campagna di esclusione dalle manifestazioni di chi ha avuto in passato squalifiche per doping. Non pensi che questa retroattività sia un pochino illegale e anti costituzionale? Ovvero: ottima idea la squalifica a vita, ma a partire da quando si ratifica la legge, o no?

Non solo illegale e anti costituzionale, ma anche poco seria e irrispettosa nei confronti di chi ha sbagliato e giustamente pagato con le leggi in quel momento in vigore. Si faccia una legge ad hoc e da quel momento chi sbaglia paga veramente come giusto che sia.

Ti ringrazio la tua gentile collaborazione e diamo l'arrivederci ai ciclisti al 23 giugno in occasione della Granfondo Giordana, giusto?

Giusto!

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