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Inserito il 10 maggio 2013 alle 11:28:23 da Armando Sevieri. - Letto: (3949)

Ecco gli angoli per la massima prestazione e guidabilità

Sono due le componenti fondamentali per ottenere la massima prestazione in bicicletta: la posizione degli arti inferiori per una migliore spinta in salita e la posizione di quelli superiori per una precisa guidabilità del mezzo in discesa.


a cura di Armando Sevieri

Il protocollo Ergofit nasce in questi anni dal sottoscritto e se dovessi dire che ad oggi è completo in ogni sua parte, mentirei a me stesso. Nello studio applicato sul mezzo meccanico scopro nel tempo sempre qualche piccola peculiarità ottimizzatrice atta a migliorare il risultato finale. Ovviamente si tratta di sfumature, ma che fanno parte di quello che io definisco ergonomia globale. Oggi vorrei esprimere il concetto di propulsione e avantreno.

Sembrerà strano ma nella costruzione della posizione biomeccanica sulla bicicletta vi sono due fasi di lavoro completamente distinte fra di loro.

La fase 1, quella principe, si occupa di gestire correttamente le leve degli arti inferiori collocando l'altezza della sella e l'arretramento in modo che la risultante sia una spinta con angoli ben precisi, ovvero 155° per l’estensione massima della gamba al punto morto inferiore tra tibia e femore, e un arretramento che collochi la rotula sulla perpendicolare dell’asse del pedale.

Solo con questa formula di due parametri combinati si otterrà il risultato cercato. Marco Marcato della Vacansoleil (mio assistito sottoposto a protocollo Ergofit) è l’esempio lampante di come dare nuova linfa ad un soggetto AFFLITTO DA PROBLEMATICHE POSTURALI DERIVANTI DA ASSETTO ERRATO!

La fase 2 invece gestirà l'indice di flessibilità, la curvatura della schiena e la lunghezza degli arti superiori, al fine di ottenere un equilibrio che ci consenta di scaricare il giusto peso sull’avantreno per sfruttare al massimo la ciclistica che il mezzo può darci.

La risultante dei gradi in presa bassa tra avambraccio e omero sarà da 120 a 135.

Inoltre il passaggio da mani sotto a sopra sulla piega dovrà essere facile e la bicicletta dovrà essere guidata con una buona percentuale con mani sotto, cosa che quasi mai accade nel cicloamatore.

70% mani sulle leve, 30% mani in presa bassa: sono più o meno le percentuali corrette per una buon sfruttamento del mezzo; se vi sentite al di sotto di questi valori vuol dire che il vostro assetto è da rivedere!

In ultimo, ma non meno importante, la larghezza del manubrio; esso dovrà in vista frontale darvi un aspetto trapezoidale ovvero mani più larghe rispetto alle spalle. Questo consentirà uno scarico ottimale del deltoide e meno tensioni sulle mani oltre che una miglior guida.

Buon divertimento amici miei e non esitate a contattarmi per dubbi o chiarimenti!

GUARDA IL VIDEO DI MARCATO CHE RENDE L'IDEA DI CIO' CHE SI E' DETTO

 


10 maggio 2013
 
  
     

 
Mi chiamo Armando Sevieri, biomeccanico e trainer toscano operante prevalentemente nella provincia lucchese, ma che non disdegna di spostarsi in tutta Italia e all’estero dove con passione porto i miei principi di biomeccanica applicata al ciclismo.
La mia formazione di tecnico biomeccanico nasce a Lucca dove si è sempre respirato ciclismo professionistico di altissimo livello e le strette frequentazioni con atleti quali Michele Bartoli, Mario Cipollini mi hanno inspirato una infinita passione per l’approfondimento del gesto tecnico pedalato e delle leggi fisicomeccaniche che lo rappresentano.
Il mio operato passa da numerosi eventi per arrivare fino alle strette collaborazioni con Davide Cassani nelle sue Bike Academy. Altro nome non meno importante, sempre presente nel circuito delle granfondo è Max Lelli con il quale condivido molti punti tecnici riguardanti la corretta posizione in sella ed il sistema training.
Sono inoltre coinvolto nel mondo professionistico con atleti di ottimo livello come Taylor Phinney, Marco Marcato e tanti altri.
 

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