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Inserito il 07 maggio 2013 alle 19:40:39 da gazario. - Letto: (2634)

GF del Volturno: 350 corridori sull'Appennino Matese

La manifestazione vede incrementare il numero dei partecipanti, nonostante il meteo incerto. Buoni i servizi offerti dagli organizzatori. Vittoria di Ivan Antonio Giglio in campo maschile e Maria Piscopo in campo femminile.

 

 

(Testo di Piergiorgio Rocci, foto comitato organizzatore )

7 maggio 2013 - Dopo un paio di anni sono voluto tornare a Piedimonte Matese, nel nord della provincia di Caserta, per  ripercorrere le strade che girano intorno al massiccio dell’ Appennino Sannita, dal versante campano. 

Qualche volta frequento la zona durante l’inverno, quando dalle mie parti non si può uscire in bicicletta, ma era tempo che non arrivavo a Miralago. Pertanto, quale migliore occasione per rifare la salita di circa venti chilometri che dai 170 metri di Piedimonte conduce ai mille metri del valico. 

Entrando nel vivo della manifestazione, comincio col dire che la logistica all’interno dell’Istituto dei Salesiani  ha permesso che tutte le operazioni relative al ritiro dei dorsali e pacchi gara si svolgessero nel migliore dei modi parcheggiando tranquillamente l’auto nei paraggi. Rispetto alle precedenti edizioni ho notato una consistente crescita di partecipanti il cui numero, in passato sempre intorno ai duecento, ha superato questa volta i trecentocinquanta. Forse la maggioranza dei cicloamatori, pur continuando a correre, comincia a frequentare maggiormente le manifestazioni vicino casa, risparmiando sulle lunghe trasferte. Comunque gli organizzatori campani hanno fatto del loro meglio per accontentare gli iscritti. Il  pacco gara, seppure modesto, conteneva vari prodotti alimentari.

Alle 8:30 tutti i concorrenti erano schierati ai nastri di partenza e, con qualche minuto di ritardo perché contestualmente si stava svolgendo una gara di handybike, è stata abbassata la bandiera. Si trattava però della partenza ufficiosa,  in quanto la  prima parte del circuito, lungo complessivamente centoquindici chilometri, era rappresentata da un anello completamente pianeggiante, da percorrere a velocità controllata. Una volta terminato il giro di venti chilometri dietro la macchina della giuria, si è transitato nuovamente per Piedimonte, dove è avvenuto il via ufficiale  all’inizio della lunga, seppure sempre pedalabile, ascesa. 

La salita è stata affrontata dal cavese Antonio Borrelli (GS Autotrasporti Convertini) ad una velocità tale da consentirgli di passare per primo al gran premio della montagna. Durante la scalata il serpentone si è allungato e frantumato in tanti gruppetti,  ma lo sforzo fatto nel tentativo di non perdere troppi minuti in salita è stato ripagato dal panorama che offre la vista del lago Matese, di natura carsica, il più alto d’Italia, al centro di un’area verde definita il “dormitorio delle rondini", poiché in estate si radunano numerose nella zona.

Per me a questo punto comincia a delinearsi lo spauracchio della discesa. Temendo infatti di finire per terra sono portato a mettere spesso le dita sulle leve dei freni. Pertanto non mi meraviglio se, dopo l’ultimo dosso, quando la strada tende all’ingiù sono stato ripreso e superato da quelli che fino a quel momento si trovavano dietro. Ho preferito non emulare gli altri perché la situazione già di per sé difficile, considerata la lunga serie di curve strette lo era ancora di più per via di una pioggerellina che aveva bagnato il fondo stradale. Facendo i conti e guardando la posizione in classifica di coloro che hanno scollinato con me, alla fine ho perso una decina di minuti. Poco male perché sono stato raggiunto dai miei amici di Venafro, Paolo e Franco, che nonostante gli anni non più verdi, sono dei veri battaglieri. In loro compagnia, e con quella di altri ripresi lungo la strada e di chi ci ha recuperato prima del traguardo, abbiamo raggiunto l’arrivo. Ricordando un articolo del direttore Cavallini, devo dire che non c’è stata volata per guadagnare la …..esima posizione.

Le cose sono andate diversamente nel gruppo di testa composto dai sette corridori che si sono giocati la vittoria allo sprint.  La sesta edizione è andata a Ivan Antonio Giglio (Black Panters Magnum), un ex  dilettante (ha preso parte ai Mondiali di ciclismo del 2009 a Mosca). Tra le donne la medaglia d’oro se l’è aggiudicata la sartina di Caserta Maria Piscopo (Tranchese Cycling), davanti all’amazzone Luisa Scala (AC Sianese Cicli Botta) e la rediviva Floriana Fusco, tornata in sella dopo un delicato intervento chirurgico.

Assopiti gli spiriti agonistici si è potuto soddisfare lo stomaco. Il pasta party allestito all’interno dell’area antistante l’istituto salesiano aveva un menù variegato con due primi a scelta: farfalle con gamberetti e pasta e fagioli, oltre a due secondi composti da prodotti lattiero caseari e timballo di patate, per concludersi con  frutta e dolci. Così prima delle premiazioni tutti si sono seduti comodamente a tavola, sotto il porticato dell’istituto, accompagnati dalle note della fanfara dei Vigili del Fuoco.

 

 

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