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Inserito il 06 maggio 2013 alle 19:30:53 da gazario. - Letto: (3862)

Omar Di Felice terzo alla Race Across Italy

Grandissima prestazione dell’ultracycler nella prova di 630 km, primo italiano al traguardo, dietro al mostro sacro Strasser, grande favorito della vigilia, e ad un soffio dall’altro austriaco Misch. Ci sono volute 21 ore per completare la prova, sotto un sole cocente ed una grandinata notturna.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Omar Di Felice)

6 maggio 2013- Ad appena dieci giorni di distanza dalla conclusione del Giro d’Islanda in soli cinque giorni, Omar Di Felice si è schierato al via della Race Across Italy, prova di ammissione alla più famosa maratona dell’ultracycling, la Race Across America (RAAM). E le velleità non erano solo quelle di concludere la gara, perché di gara si trattava.
Per Omar una prova piena di significati, visto che la partenza e l’arrivo erano a Nettuno, piccola cittadina sul litorale laziale, sul Piazzale del Cimitero Americano, luogo dove riposano le vittime dello sbarco alleato in Italia durante la seconda Guerra mondiale, proprio dove Omar iniziava i giri in bici con la sua prima squadra giovanile.

La gara ha preso il via alle ore 9.00 di sabato 4 maggio alla volta di Chieti, dove era posto il giro di boa.
Le partenze, secondo il regolamento della RAAM che prevede la modalità SOLO, ovvero ogni corridore, scortato dall’ammiraglia, parte sulla propria bici come se fosse una cronometro individuale (non sono ammese, pertanto, le scie) si sono susseguite ogni due minuti.
 
Durante le prime quattro ore Omar è riuscito a riuscito a tenere il ritmo del miglior ultracycler al mondo, l’austriaco Strasser, rispondendo colpo su colpo ai suoi tempi parziali. Fino a quel punto ha viaggiato a quasi 40 chilometri orari di media sotto un sole cocente e una temperature ben oltre i 30 gradi.
Sulla salita di Forca Caruso l’austriaco, forte della maggiore esperienza, è riuscito a prendere il largo e Omar si è assestato al terzo posto, quando le condizioni meteo sono improvvisamente cambiate con un temporale e una forte grandinata notturna.


Il finale è stato in crescendo: la media degli ultimi 200 chilometri è stata ben oltre i 30 chilometri orari, velocità considerevole, considerando i già 400 chilometri percorsi, e Omar è arrivato davvero ad a un soffio dalla seconda piazza.

Questo piazzamento, l’ennesimo di prestigio nelle gare di ultracycling, e il fatto di essere stato ancora una volta il miglior italiano all’arrivo, lascia ben sperare per il futuro e per un’eventuale partecipazione alla Race Across America. E non bisogna scordare che per Omar questo è solo il terzo anno in una specialità in cui l’esperienza e la conoscenza di se stessi giocano un ruolo fondamentale.

Ora un breve periodo di riposo attende Omar e poi via a preparare il prossimo appuntamento dell’anno: la micidiale Race Across the Alps del 21 giugno, 533 chilometri, 13.000 metri di dislivello sulle montagne più alte tra Valtellina e Svizzera.
Un’altra grande impresa aspetta Omar.

 


 

 

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