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Appunti di viaggio Europa Tour 2013   
Inserito il 03 maggio 2013 alle 22:08:14 da gazario. - Letto: (2133)

L'Europa Tour 2013 oltre confine

E' quasi un mese che Giancarlo Vagnini continua senza soste ed in allegria nel suo tentativo da Guinness dei Primati. Percorsa la costa tirrenica e ligure, è ora la volta della Francia.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Giancarlo Vagnini)

5 maggio 2013 -Allez, Giancarlo, allez! Questo l'incitamento che Giancarlo Vagnini ascolterà nei prossimi giorni, visto che è giunto in Francia, dopo 25 tappe in territorio italiano, anche se con sconfinamenti a San Marino e alla Città del Vaticano.

Questa settimana il percorso prevedeva di risalire lo Stivale in prossimità della costa tirrenica ed il passaggio da Roma Capitale. A tappe di più di 160 km al giorno non ci vuole poi tanto tempo. Purtroppo è mancato l'incontro con Papa Francesco, ma non la visita a Piazza San Pietro. Il meteo è stato a tratti inclemente, ci sono state anche un paio di inopinate forature e qualche problema con la strumentazione di bordo. Nulla però ha fermato la marcia inarrestabile verso il record. I chilometri percorsi questa settimana sono più di 1.200, ma l'entusiasmo è lo stesso della partenza. Sentiamolo dalle parole del protagonista.

Venerdì 26 aprile - 20a tappa: Pompei - Terracina (180.49 km - media 25.7 km/h - 878 m dislivello).
«Era cominciato tutto al meglio: buona compagnia casuale per strada, visita in quel di Caserta, dove quasi 43 anni fa entrai da quel portone della Reggia per la prima volta (scuola Specialisti Aeronautica Militare) e sosta a Mondragone per degustare un super paninazzo con la classica mozzarella di bufala, quando...arriva la pioggia. Pioggia, super pioggia! Due ore battenti senza sosta che mi riducono a "paperella", ma sto bene comunque. Un saluto ed un ringraziamento particolare va ad Antonio di Pomigliano d' Arco, che mi ha dato una particolare spiegazione all'attesa di un "passaggio a livello".
Comunicazione di servizio: mi fa male il c..., ca...!
Domani tappa Vaticana, il Papa Tedesco non c'è più, per cui il programma tanto rincorso e programmato dell'oggetto per il Fratello è saltato. Andrò comunque in guardiola, dagli Svizzeri, a timbrare il diario di bordo
».


Sabato 27 aprile - 21a tappa: Terracina - Marina di Cerveteri (172.68 Km - media 26.9 km/h - 903 m dislivello)
«Uno splendido Bosco nel Circeo ha pacificato la mente prima di raggiungere la oggi ventosa Fregene (spiaggia dei V.I.P.), per poi imbarcare per strada, dopo circa 120 chilometri, il Fabio, che mi ha accompagnoto fino in Vaticano. Siamo ripartiti e poco dopo, acqua!
E così ho avuto problemi con il navigatore sul manubrio della mia bici; costa un casino e l'affidabilità lascia alquanto a desiderare. Mi ha registrato il percorso ma non riesco a scaricarlo. E' il primo grosso imprevisto; la certificazione strumentale mi è necessaria per la vidimazione del "Guinnes". Era stata fatta presente questa necessità all'assistenza, che naturalmente se ne è bellamente fregata!
In futuro dovrò tener conto di questi signori, che unitamente alle molte compagnie telefoniche interpellate , non hanno dato supporto a quello che sto facendo.
»


Domenica 28 aprile - 22a tappa: Marina di Cerveteri - Follonica (187.56 Km - media 31.1 km/h - 790 m dislivello)
«Metaforicamente parlando la potrei definire la tappa del c...! Questa mattina dopo nemmeno cinque, sei chilometri di percorrenza, abbiamo avuto del c... a non essere stati investiti da un automobilista romanaccio, che dopo essere stato da noi redarguito in maniera più che civile a riguardo la sua manovra banditesca , ci ha suggerito la seguente frase: «... annate appiàrvela in ter c...!»
E naturalmente il c... mi fa sempre male!
In compenso, basta vedere la media, abbiamo sempre avuto il vento nel c... ed infine giunti al camper ho comunicato a Fabio che oggi ho forato per la prima volta dopo tre settimane; lui d'istinto mi ha risposto : «che c...!»
Domani Viareggio, dove si comincerà a pensare ai materiali occorrenti a riguardo l'espatrio previsto del 2 di Maggio. Mi sto divertendo e sono ancora bello carico
»


Lunedì 29 aprile - 23a tappa: Follonica-Lido di Camaiore (153.61 Km - media 27.9 km/h - 522 m dislivello)
«Tranquilli, in compagnia dell'Ezio che non molla la presa. Sessantasette anni, ma non li dimostra, un treno di regolarità. Ci fermiamo a mangiare in una di quelle trattorie da camionisti, e anche noi teniamo il passo dei camionisti, naturalmente a tavola. Antipastino leggero con pane toscano accompagnato da vino frizzante, lasagnina di pesce, linguina al pesce con carciofi, prosciutto e formaggio stagionato 36 mesi (una bomba), macedonia di frutta, cantucci e vin santo, caffè, tutto a prezzo modico. Oh, dopo fino a Viareggio con un filo di gas. Domani l'arrivo è previsto a Genova assieme alla pioggia .»


Martedì 30 aprile - 24a tappa: Lido di Camaiore - Recco (179.18 Km - media 20.4 km/h - 2844 m dislivello)
«Continuano a dirmi tutti da più parti che vado troppo forte e che devo calare. Questa volta sono tutti accontentati! Francamente non è stato possibile umanamente andare più di così. Una tappina veramente dura. Il tutto è partito fin dalla mattina con una deviazione inaspettata causa ponte mancante, avete capito bene. E' infatti dal 2011 che lo stanno rifacendo. Via per giro Albenga e pedalare. Il tutto è proseguito poi con una serie di altre variazioni causa frane, paesi distrutti e gallerie lunghe quattro anche otto chilometri, che saggiamente non mi sono sentito di fare. Ad ogni variazione è corrisposta una salita in più di quelle già programmate. Il risultato è quello che vedete nel riassunto di tappa. E' andata così, ma la gamba per fortuna gira bene ed io mi esalto quando l'avversario punta. Questo comunque, rimanga fra noi, è un avversario forte!»


Mercoledì 1 maggio - 25a tappa: Recco - Ventimiglia (184.40 Km - media 26.3 km/h - 1456 m dislivello)
«Il vento, anche se solo a tratti, ci ha dato una mano. Ho infatti recuperato lo sforzo di ieri. Abbiamo trovato compagnia per strada e i continui saliscendi mi hanno permesso di fare ritmo senza appesantire più di tanto le gambe. L'ultima pausa italiana, per il momento, ci vede in un campeggio dove già sentiamo parlare francese. Domani si espatria in quel di Montecarlo per giungere poi fino a Saint Tropez. E l'avventura continua ...alè alè


Giovedì 2 maggio - 26a tappa: Ventimiglia - Ramatuelle (171.99 Km - media 26.2 km/h - 1556 m dislivello)
«Si parte con il timbro di stato al Principato di Monaco e relativo giro del circuito di Formula Uno, si passa da un paesaggio incantato prima di Saint Tropez (con relativa foto ricordo) e si giunge in un grande e lussuoso campeggio. Le curiosità: ho conosciuto due persone fantastiche in modo casuale, ho forato per la seconda volta dalla mia partenza e soprattutto ho fatto fuori lo specchietto di una Mercedes rischiando di cadere rovinosamente. Per fortuna solo una bozza ad un braccio senza conseguenze! Può bastare veramente un attimo per mandare tutto a .....»


Infine, ieri sera, lottando con le connessioni internet degli inaffidabili (a suo dire) operatori, Giancarlo ha voluto scriverci qualche parola sulle sensazioni del momento, sulle speranze ed i timori di quello che ha ancora da venire.

«Il mio "viaggio" continua, anche se gli innumerevoli appellativi si sprecheranno al mio ritorno (ci sarà da scrivere un libro). Sono già ben oltre le mie abituali percorrenze e sto modificando il mio modo di andare in bicicletta. Pensavo non fosse possibile fare questo, pensavo di poter utilizzare tutte le mie passate esperienze per andare avanti senza problemi ed invece la lotta giornaliera è serrata. Mi trovo ad affrontare cose mai viste e l'aver resistito fin ora a tutto è dovuto solo ed esclusivamente alla mia determinazione.  
Questa avventura l'ho già vissuta più volte nella mia mente, l'ho immaginata emozionante ma nello stesso tempo dura. Qui non si vive alla giornata e il non aver programmato, o quanto meno intuito le difficoltà, ti porta verso direzioni non gradite. 
I primi grandi problemi cominciano a susseguirsi a volte inaspettati, il soprasella è uno di questi ma possiamo anche dire la lavatura dell'abbigliamento, la convivenza con e fra equipaggio e non ultimo la navigazione internet. La telefonia, fondamentale per i contatti, per quanto riguarda l'estero è ancora in alto mare. Qui purtroppo devo accusare le innumerevoli compagnie interpellate che a turno si sono rese latitanti. 
Le cose belle sono gli incontri spontanei con i ciclisti in strada, che dopo un primo timido approccio ti tempestano di domande per assopire la loro curiosità. Vedendoti tutto cosi bardato e concentrato si chiedono sicuramente da dove può essere nata per un Italiano una cosa del genere. Follia, pazzia, voglia di emergere, protagonismo assoluto?  E' molto semplice: la voglia di essere indipendenti, la voglia di avventura e quel senso di libertà innato in ognuno di noi sono il segreto per vivere al meglio questa esperienza. Questa mattina siamo entrati in terra straniera. Secondo me il bello deve ancora arrivare, ma sono pronto anche a godere oltremisura di questo primo bilancio che mi sembra già adesso molto buono. E poi scusate, un' altra occasione come questa quando mi ricapita?»


Ripeto quello che ho già detto nelle scorse settimane e con questo credo di interpretare il sentimento di molti lettori: forza Giancarlo, siamo tutti con te, anche perche in tanti vorremmo essere al tuo posto a vivere questa straordinaria avventura.
In bocca al lupo e a risentirci nei prossimi giorni.

 

 

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