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Inserito il 02 maggio 2013 alle 12:35:32 da gazario. - Letto: (2273)

Trecento appassionati sulle Strade di San Francesco

I servizi offerti dal comitato organizzatore meriterebbero una partecipazione ben più ampia. Vittoria di Ferrari e della Leeman sul percorso lungo, di Rondini e della Passeri sul medio, nella prima giornata afosa dell'anno.

 

 

(Testo e foto di Michele Bazzani)

2 maggio 2013 - La Granfondo “Le Strade di San Francesco”, giunta alla quarta edizione, aveva quest’anno un motivo in più da festeggiare visto che il nuovo Papa ha scelto proprio il nome di Francesco per il proprio Pontificato. E il doveroso saluto a Papa Francesco da parte delle società organizzatrici e dei ciclisti partecipanti campeggiava all’ingresso del Palasport che ospitava tutta la logistica della manifestazione.

Ed è proprio la logistica il punto di forza di questa granfondo. In brevissimo spazio si concentrano infatti tutti i servizi fondamentali e un’ampia area di parcheggio. In poco tempo ritiriamo il pacco gara e ci prepariamo per la partenza, ritardata di circa un'ora per motivi di ordine pubblico legati alla visita del presidente israeliano Shimon Peres alla città di Assisi. Purtroppo i 300 partecipanti a questa edizione, valevole come quinta prova del Circuito Master Club Tricolore, sono in numero molto inferiore a quello atteso dagli organizzatori, che hanno sofferto della concomitanza di altre competizioni cicloamatoriali. Un vero peccato che però non ha guastato la festa messa in scena a Ponte San Giovanni che ha dato inizio,  come robusto antipasto, a una settimana ciclistica sulle strade umbre che proseguirà dal 2 al 5 maggio con il Giro d’Italia Amatori.

Nelle griglie di partenza, si assiste a una particolarità che caratterizza questa gara che prevede una doppia partenza, prima per i ciclisti che affronteranno il percorso medio (90 chilometri con 690 metri di dislivello) e dopo un quarto d’ora per coloro che si cimenteranno sul percorso lungo (140 chilometri con 1650 metri di dislivello). Un’idea intelligente che riteniamo possa essere utilmente proposta anche in altre granfondo, proprio al fine di evitare l’affollamento e le pericolose manovre che caratterizzano le fasi iniziali di gara. Sono poco più di 200 i partecipanti che si lanciano sul percorso medio, caratterizzato da una prima parte velocissima e priva di asperità e un finale con le salite di Collemancio e Bettona a fare da giudice per la vittoria finale. È proprio qui che avverrà la selezione decisiva di un gruppo di circa 25 unità. Ma in precedenza si erano avvantaggiati Leonardo Rondini (Gs Hotel Peppe e Rossella) e Luca Pizzi (Jolly Asd): la coppia di testa scollina a Bettona con 2 minuti di vantaggio che riuscirà a gestire nei 20 chilometri finali fino al traguardo dove allo sprint Rondini riporterà avrà la meglio sul compagno di fuga.  Dietro si avvantaggia un terzetto che sarà regolato, per il terzo gradino del podio, da Stefano Pisaneschi (Bici Club Spoleto).

Nella griglia del percorso lungo si presentano solo 70 corridori, un numero insolito per una granfondo, ma non mancano quelli di qualità elevata e si capisce subito che sarà corsa vera. Tra questi spicca il friulano Michele Pittacolo, campione del mondo disabili nella categoria C4 e medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Londra. L’avvio è comunque veloce per la voglia di tanti ciclisti di mettersi in evidenza e tentare la fuga buona. Ma sarà proprio Pittacolo a promuovere quella che sembra la fuga buona. Il forte terzetto in avanscoperta viene però indotto in un errore di percorso e sarà costretto a inseguire. Intanto si inizia la lunga e impegnativa salita del Belvedere dove scattano Lorenzo Ferrari (Team Serravalle Cicli Fantini) e Fabrizio Giardini (Team Monarca Trevi). Stavolta è davvero la fuga decisiva: i due, nonostante un serrato inseguimento di un gruppo di 8 contrattaccanti, accumulano fino a 4 minuti di vantaggio che consentirà loro di giungere indisturbati all’arrivo, dove Ferrari riuscirà ad anticipare Giardini con una potente azione solitaria nei chilometri finali. Il Team Monarca Trevi si consola con il doppio podio grazie ad Antonio Gambacorta che, dopo aver “riposato” grazie al compagno in fuga, riesce ad allungare sulle salite del finale e a conquistare il terzo posto in solitaria.

Scarsa complessivamente la partecipazione femminile a questa gara che vede prevalere Marika Passeri (Cicli Clementi) sul percorso medio e Kersti Leeman (Team Fausto Coppi Fermignano) sul percorso lungo.

Una granfondo diversa quindi rispetto al solito, per tanti aspetti. Ma di sicuro non è mancato il divertimento, visto che molti hanno potuto stare nel vivo nella gara perlomeno fino a che la strada non ha ristabilito i veri valori in campo. Il percorso, aldilà delle salite che sono impegnative e selettive, è forse da rivedere, soprattutto nel lungo tratto centrale pianeggiante che attraversa una zona un po’ anonima sotto il profilo paesaggistico: e visto che siamo nella verde Umbria, crediamo che le occasioni non manchino. Apprezzati invece i frequenti ristori idrici “al volo” estremamente necessari in una giornata, come questa, segnata dal primo caldo afoso della stagione, che ha messo a dura prova i ciclisti. Ottimi anche i servizi del dopo-gara con docce calde anche per gli ultimi del lungo e un abbondante pasta party offerto gratuitamente anche agli accompagnatori.

Dopo questa granfondo, la cui organizzazione è da promuovere a pieni voti nonostante la scarsa partecipazione, le bici continueranno a solcare le strade umbre per un Giro d’Italia Amatori che nelle sue tre tappe, tra Deruta, Villa Pitignano e Cannara, continuerà offrire agli appassionati quello spettacolo di sorrisi e di colori che il nostro sport riesce sempre a offrire.

 

 

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