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Inserito il 30 aprile 2013 alle 14:33:02 da gazario. - Letto: (3365)

La GF Città di Grosseto nel ricordo di Andrea Nencini

Tante novità alla manifestazione toscana: nuova location, nuovo percorso, nuovi circuiti di appartenenza. Tutti soddisfatti gli oltre 600 partecipanti. Vittorie di Rumsas e della Bertoncini sul lungo, mentre la coppia d'oro del medio è Farnetani - Riccomi.

 

 

(Testo e foto di Michele Bazzani)

29 aprile 2013 - Ore 8:58. Mancano due minuti alla partenza della Granfondo Città di Grosseto e improvvisamente, a seguito dell’annuncio dello speaker, si spengono tutte le voci, le risate e le allegre battute che di solito animano i concitati attimi che precedono la partenza. Silenzio… c’è da ricordare Andrea Nencini, il ciclista grossetano morto lo scorso 17 marzo a causa di un problema cardiaco occorsogli durante una gara ciclistica.
La commozione è tanta, perché sono tanti i ciclisti presenti che hanno pedalato al suo fianco, perché Andrea era conosciutissimo nell’ambiente e soprattutto perché era uno di noi. Per questo questa edizione della granfondo che si svolge nella sua città, l’organizzazione guidata da Fabrizio Bambagioni, peraltro suo compagno di squadra, ha deciso di ricordarlo in maniera particolare, prevedendo anche un traguardo volante a sua memoria in cima a uno degli strappi di casa che Andrea era solito percorrere in allenamento. E quando la moglie Paola dà il via alla gara, i compagni dell’Euroteam di Grosseto sono tutti lì in prima fila a muovere le prime pedalate di questa manifestazione.

L’edizione 2013 della Granfondo Città di Grosseto si è presentata piena di novità. Nuova la location predisposta presso l’ampia area del Centro Commerciale Aurelia Antica che ha sostituito la tradizionale logistica allestita presso il velodromo cittadino. Nuovo il percorso che, invece di muovere verso il mare, è stato indirizzato verso le colline del Morellino di Scansano fino a raggiungere le pendici del Monte Amiata. E nuovi anche i circuiti di riferimento visto che da quest’anno la granfondo maremmana è valevole per il Circuito del Cuore, del Master Club Tricolore e del Centro Italia Tour. Queste innovazioni hanno subito trovato il consenso dei partecipanti che hanno riscontrato una logistica dove si concentravano tutti i servizi e dove in poco tempo era possibile parcheggiare e ritirare il pacco gara. Apprezzato anche il percorso che presentava subito una salitella nei primi chilometri (l’Apparita) allo scopo, a detta degli organizzatori, di fare una prima selezione e di creare migliori condizioni di sicurezza per i ciclisti, evitando il lunghissimo tratto in pianura che caratterizzava la partenza delle precedenti edizioni.

Purtroppo una banale caduta avvenuta nell’avanguardia del gruppo nelle primissime fasi di gara, fortunatamente senza gravi conseguenze per nessuno dei ciclisti coinvolti, ha tagliato fuori molti concorrenti dalle posizioni che contano, creando da subito dei “buchi” irreparabili. Poco male: la giornata è bella per pedalare in Maremma e il grigio mattutino lascerà spazio, dalla seconda parte della mattinata, a un tiepido sole che scalderà le gambe degli atleti e asciugherà rapidamente l’asfalto rendendo più sicure le veloci discese incontrate nella seconda parte di gara. Ma la sicurezza dei ciclisti è la parola d’ordine di questa granfondo. Mentre si affronta la lunga e dolce salita verso Scansano, si ha quasi l’impressione di correre a traffico chiuso, per il traffico veicolare praticamente assente e per la completa copertura degli incroci. E ancor più questa sensazione aumenta quando, lasciata alle spalle la deviazione del percorso medio, si affronta una strada ricca di saliscendi in quota attraversando località con nomi da fiaba: Poggioferro, Chiesa in Giù, Murci, Monte delle Faete, Stribugliano. Ed è proprio in quest’ultima località posta a 750m di altezza sulle falde dell’Amiata che finiscono le salite. Da qui sarà tutta discesa e pianura fino all’arrivo. Tutta… o quasi. I ciclisti non hanno infatti ancora fatto i conti con la serie di strappi e muretti con pendenze fino al 18% che conducono al traguardo del memorial Nencini, i “dentelli” come li definisce Fabio Bertaccini del comitato organizzatore, dichiarando orgogliosamente di essere stato il fautore del loro inserimento sul percorso. Ma di slancio si superano anche questi muri e il lungo rettilineo posto in via Alberto Sordi, dove si susseguono le volate tra i vari gruppi che si presentano al traguardo, segna la fine delle fatiche di tutti.

La cronaca agonistica parla di una gara molto combattuta sul percorso medio, dove in un convulso finale è Stefano Farnetani (Donkey Bike Club Sinalunga) a imporsi davanti a ben 4 corridori dell’Olimpia Cycling Team (nell’ordine Spampani, Balli, Guidi e Marchini) che non è riuscita a concretizzare la propria superiorità. Al femminile vittoria per Elena Riccomi (Ciclo Team San Ginese) che precede di poco più di un minuto Manuela Bandaccheri (Team Marathon Bike), mentre al 3° posto si piazza la russa Ekaterina Chugunkova.
Sul percorso lungo invece si registra il solito assolo di Raimondas Rumsas (Team Altopack) che anticipa sul traguardo finale la coppia formata fa Fabrizio Ferri (F-Solution Bikingteam) e dal compagno di squadra Francesco Cipolletta. Torna invece alla vittoria tra le donne Claudia Bertoncini (Velo Club Maggi 1906) che dopo un’ottima partenza riesce a controllare agevolmente il proprio vantaggio su Michela Menegon e Kersti Leeman.

La partecipata premiazione finale, dove oltre ai premi di categoria e assoluti, si distribuiscono anche le maglie ai leader di categoria dei vari circuiti, segna la degna conclusione di una manifestazione che può dirsi ottimamente riuscita e che gli sforzi del collaudato team organizzatore possono dirsi giustamente premiati. Sicuramente ci sono ancora alcuni aspetti che possono essere migliorati, come una migliore allocazione e organizzazione dei ristori e qualche disfunzione nel servizio di cronometraggio che ha ritardato la pubblicazione delle classifiche, ma sono dettagli che non hanno scalfito il divertimento complessivo degli oltre 600 partecipanti. Arrivederci quindi al prossimo anno per un’altra bella pedalata in terra di Maremma.


 

 

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