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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 29 aprile 2013 alle 10:13:28 da enrico. - Letto: (2633)

Gepin Olmo: è qui la festa?

Giunta ormai alla sua 20a edizione, martoriata dal tempo e dalla situazione delle strade, la manifestazione cellasca non riesce a fare il salto che si meriterebbe. Lo sforzo, anche fisico, di Paolo Olmo è immenso, ma la cittadina savonese dovrebbe crederci forse un po' di più.

 

 

(Testo di Enrico Cavallini, foto Play Full Nikon)

29 aprile 2013 - Sono ormai tredici anni che vado in bicicletta, dodici che prendo parte alle granfondo e da sempre mi ricordo della Granfondo Gepin Olmo. Una manifestazione organizzata dal Veloclub Olmo, ben diretto da Paolo Olmo, A.D. della Giuseppe Olmo spa, che insieme alla GF MTB Olmo di marzo, va a completare il calendario organizzativo del sodalizio cellasco.

In programma il 24 marzo scorso, il Comitato Organizzatore dovette scegliere di spostarla a causa delle pessime condizioni atmosferiche previste dai portali meteo. Lo stato delle strade (ormai comune in tutta Italia) unito a forti piogge e possibile nevischio al GPM, convinse il VC Olmo a posticipare di un mese la data dello svolgimento. Scelta più azzeccata. Si va quindi al 28 aprile, in un calendario decisamente più fitto, ma certe scelte devono essere coraggiose, anche se rischiose sul fronte economico.

Per la prima volta, forse anche complice la crisi, scelgo di arrivare a Celle Ligure (Sv) la domenica mattina e non il sabato come sempre. Ormai si deve fare di necessità virtù e i corsi in economia domestica iniziano a fare vedere i propri frutti. Niente trasferte, se possibile, e il viaggio lo si condivide con qualche amico.

La partenza è alle ore 9.30, ma alle 8.10 giungiamo a Celle. Qualche minuto di ricerca del tanto agognato parcheggio ed eccomi a ritirare il numero di gara. Nessuna coda e nessuna fila. E' numeroso il personale messo a disposizione, tanto da rendere veloce e rapida ogni attività.

Un pratico asciugamano griffato Olmo, un simpatico portachiavi, due campioni di sali NCC e un campione di lubrificante, è stato quanto trovato all'interno del pacco gara. Sicuramente parco, ma certamente utile.

Il percorso, unico, è stato ridotto a 108 chilometri portando l'arrivo non più a Gameragna, storica sede della zona di arrivo, ma direttamente sul Passo del Giovo. La successiva discesa è troppo mal concia e sarebbe anche teatro di una delle fasi più agonistiche della gara; spesso qui è stato annullato il gap tra fuggitivi e inseguitori. Troppo pericolosa per lanciare i ciclisti "a tutta".

Non possiamo certo affermare che le precedenti discese fossero dei biliardi, è vero, ma devo anche far presente che io, giunto all'arrivo 392° a 52 minuti dai primi, ho sempre trovato ogni discesa libera dal traffico. E non è poco. Il Passo del Giovo sbuca sulla Statale 334 del Sassello, normalmente trafficata dagli astigiani e dagli acquesi che raggiungono il litorale. La cosa più complessa in assoluto è garantire la sicurezza per tutti. Dopo il periodo di sospensione del traffico concordato con il Prefetto, ci si troverebbe a pedalare in mezzo ad un fitto traffico.

Ottima quindi la scelta dell'arrivo al Passo del Giovo. Soluzione che consigliamo a Paolo Olmo anche per le successive edizioni.

Per me è stato l'esordio stagionale, con tutti i suoi annessi e connessi. Purtroppo il lavoro e questo sole che non si decide ad arrivare, ma non mi ha certo permesso di giungere nella massima forma, ma tanto ormai, lontano da ogni forma di agonismo, so di potere arrivare in fondo... e questo mi basta.

In un attimo piazza del Popolo si riempie del migliaio di ciclisti pronti a prendere il via. Il cielo va via via popolandosi di nuvoloni neri neri che minacciano pioggia. Guardando la montagna sembra quasi certo dover prendere acqua, ma invece...

Si parte all'asciutto e la prima salita fa dimenticare ogni cosa. Sono già al gancio. Purtroppo parto arretrato e non riesco a seguire il mio programma che prevedeva anche qualche scatto durante la manifestazione. Fermarmi per fare foto mi porterebbe a slittare ancora più dietro, rischiando di restare troppo in coda al gruppo. Vedrò più avanti cosa riesco a fare.

Un elogio va fatto a tutto il comitato organizzatore per la sicurezza sul percorso. Sarà stata la scelta delle strade a bassa intensità di traffico, sarà stata la solerzia del numeroso personale presente, ma le vetture incontrate le ho contate sulle dita di una mano. Peccato che la nuvolaglia non abbia permesso di godersi appieno i fantastici paesaggi sparsi in ben quattro province: Savona, Cuneo, Asti e Alessandria. Una manifestazione più piemontese che ligure... a buon intenditor poche parole.

Ridendo e scherzando in poco più di cento chilometri si celano quasi duemila metri di dislivello, spalmati su una serie di salite, mai impossibili, ma che si susseguono in rapida successione nella parte centrale del percorso. Trovo il mio gruppetto e con loro procedo allegramente. Si fatica, ma ogni tanto qualche chiacchiera scappa. Mi fermo al ristoro per un paio di foto e per fare "il pieno". Il pit stop mi comporta la perdita dei compagni di viaggio, tra cui anche un compagno di squadra (e grande amico). Resto solo e mi lancio all'inseguimento. Passo un gruppo in discesa e continuo la mia rincorsa... Un lungo tratto lo percorro in completa solitudine e questo mi permette di apprezzare la corretta segnatura del percorso, tanto da non sbagliare mai strada o farmi indugiare nemmeno una volta.

Ahimè manco l'aggancio del gruppo a Robaro per duecento metri, al che mi ritrovo nel fondo valle da solo. La soluzione più saggia e farsi riassorbire dal gruppo che segue. Fortuna vuole che sia un gruppo all'interno del quale ci sono ben due ragazze. Una di queste è accompagnata da due fidi scudieri, che si incaricano di tirare il gruppo. E' come prendere l'autobus.

Mancano due chilometri all'arrivo e mentre le donzelle iniziano a studiarsi per la volata, inizia a piovere. In fin dei conti siamo sul Passo del Giovo e Giove (Pluvio) non può mancare.

L'arrivo è in completa sicurezza così come il ristoro è stato diligentemente posizionato un paio di centinaia di metri più avanti. Trovo il mio compagno di squadra, motivo dell'inseguimento: è arrivato un minuto prima di me, per poco non sono riuscito nell'intento. Bevo qualcosa, mi infilo la mantellina e in tutta tranquillità procedo verso la zona di partenza, ovviamente su tracciato completamente segnalato. Si incontra qualche compagno di viaggio, si scambiano due parole. Un bel rientro, lo ammetto.

Lo speaker Giampiero Boscani annuncia che per le docce è disponibile la navetta, ma preferisco darmi una sciacquata e andare al pasta party. A far andare le padelle, ma soprattutto a darci dentro con le focaccette di patate che vanno totalmente a ruba, sono gli uomini (e le donne) dei Volontari della Protezione Civile di Celle Ligure. Un pranzo in vera regola e in gran quantità. Pasta al pesto o rossa, focaccette cotte all'instante, focaccia ligure, budino, frutta, acqua o bibite e una gran varietà di dolcetti. Senza buono e senza limitazioni... e ce n'è per tutti.

Splendide anche le premiazioni. Non si è voluto risparmiare Paolo Olmo che ha consegnato telai, ovviamente Olmo, ai primi tre arrivati uomini e donne, nonché cesti alimentari e premi tecnici.

Ciò che ci è più piaciuta è stata la velocità delle premiazioni. Sebbene partita leggermente in ritardo (ma andava atteso l'ultimo arrivato), si è ripresa strada facendo, con una formula che ha dato precedenza ai podi istituzionali, ai quali ha preso parte l'amministrazione astigiana e non quella cellasca (e questo dà  molto a cui pensare), per concludere con quelle di categoria.

Ora sto scrivendo con due mastini che mi azzannano le gambe; forse l'inseguimento è stato un po' gravoso, ma sicuramente è stato un ottimo allenamento. La giornata è passata via liscia, nonostante la pioggia dopo l'arrivo abbia dato un po' di fastidio, ma neanche più di tanto.

La cura dello staff Olmo è stata veramente maniacale, e sicuramente si merita molto di più, sia da parte dei ciclisti che non dovrebbero sottovalutare questa manifestazione, ma soprattutto dalle autorità locali, che dovrebbero comprendere che, sebbene la Liguria non abbia certo la necessità di promozione del territorio, questi eventi riversano nelle cittadine sempre tanta gente, che in un modo o nell'altro, della moneta la lasciano nelle casse comunali.

Bravo Paolo Olmo, bravo tutto lo staff... ci rivedremo il prossimo anno!


Leggi qui come è andata la corsa.

Guarda qui il fotoreportage

 

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