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Inserito il 19 aprile 2013 alle 11:52:58 da gazario. - Letto: (3455)

Alexsey Obydennov: lo sport aiuta a reagire alle disgrazie della vita

Ecco un atleta russo che ha perso entrambe le braccia in un incidente quando aveva 14 anni. Lo sport lo ha aiutato a non arrendersi, a trovare una ragione di vita, tanto da arrivare a competere ai Giochi Paralimpici del 2012. Ed è solo l'inizio!

 

 

(Intervista a cura di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon e Alexsey Obydennov)

19 aprile 2013- Carpaneto Piacentino, 14 aprile, Granfondo della Coppa Piacentina, 4h46’ dopo la partenza un uomo senza il braccio destro e con la sola parte superiore del braccio sinistro passa sulla linea del traguardo. Completa così il percorso lungo (127 chilometri e più di 2.000 metri di dislivello); è il solo atleta disabile presente alla gara che ha avuto il coraggio di gareggiare sul questo percorso.

Il suo nome è Alexsey Obydennov e viene dalla Russia. Al di là della sua prestazione sportiva quello che affascina realmente è la sua estrema naturalezza nel compiere ogni attività (camminare, trasportare una borsa, aprire una porta, mangiare). E’ evidente che non dà peso alla sua disabilità, vuole avere una vita normale, nella quale lo sport ha un ruolo fondamentale, visto che ha preso parte all’edizione 2012 dei Giochi Paralimpici.

Gli abbiamo chiesto un’intervista, visto che è il reale esempio di una persona che non si è fermata a piangere sulla sua sfortuna, ma ha voluto fortemente continuare a vivere. Ed è l’esempio del reale significato dello sport.


Ciao Alexsey, sono davvero entusiasta di questa opportunità che ci stai dando. Personalmente ho una particolare ammirazione per le persone come te che sanno reagire ad eventi drammatici.

Per prima cosa, puoi raccontarci la tua storia? Come hai perso l’uso delle braccia?
Accadde quando avevo 14 anni. Mi arrampicai su un palo molto alto e presi in mano i cavi dell’alta tensione. Di conseguenza mi bruciai entrambe le mani.

Cosa hai provato immediatamente dopo l’incidente? Eri appena un ragazzino. Hai pensato quanto il destino fosse ingiusto con te e che la vita fosse finita o hai pensato immediatamente a costruirti una nuova vita?
Come dici tu ero giovane e questo ha fatto sì che non realizzassi immediatamente quanto la mia vita dovesse cambiare e di fronte a quale enorme sfida mi stessi trovando. I miei amici e la mia famiglia mi hanno aiutato tantissimo in quel momento ad accettare la mia disabilità.

Avevi praticato sport prima dell’incidente o l’hai scoperto solo successivamente?
Praticavo sport anche prima dell’incidente, facevo parte delle squadre di calcio e hockey della mia città e mi piaceva tantissimo fare sci di fondo.

Cosa significa lo sport per te? Ti ha aiutato nei momenti di difficoltà dopo l’incidente?
Lo sport mi ha aiutato molto. E’ stato lo stimolo per costruirmi una nuova vita. Volevo apparire normale e ho iniziato a fare body-building quando avevo 18 anni. Sono riuscito a sollevare fino a 200 kg nello squat.

Qual è il tuo lavoro attuale?
Mi ritengo un atleta professionista

Sei sposato?
Sì, ho una spendida moglie, Irina. Ci siamo sposati otto anni fa. Abbiamo una splendida bambina che si chiama Arina. Mi mancano tanto ora che sono lontano da loro.

Come è organizzata la tua giornata?
Tutta la mia giornata è dedicata allo sport. Dormo, mangio e mi alleno con quell’obiettivo.

Se ho capito bene, hai studiato personalmente come realizzare alcuni apparecchi che usi nella vita normale e negli allenamenti. E’ corretto?
Sì, è corretto. Insieme ai miei amici e con il mio allenatore ideiamo nuovi dispositivi a questo scopo.

E’ affascinante vederti in bici. Come riesci a guidare la bici con solo mezzo braccio, specialmente in mezzo al gruppo come è capitato alla Coppa Piacentina? Come riesci a frenare in caso di emergenza e a cambiare rapporto?
In effetti è molto difficile per me competere con tanti atleti che mi circondano. La parte più difficile è stata nelle lunghe e ripide discese, dove tutti i miei avversari mi hanno sorpassato. In quella circostanza ho utlizzato una leva freno posizionata sulla parte superiore del manubrio della bici e ho cercato di tenere le traiettorie nelle curve. Per fortuna non ci sono discese così pericolose nello competizioni paralimpiche. Per cambiare utilizzo una versione apposita del cambio Shimano elettromeccanico creata apposta per me.

 

Hai partecipato ai Giochi Paralimpici di Londra nel 2012 con buoni risultati. Qual è stata la tua esperienza? Ti è piaciuta? Io penso sia eccitante vivere quell’atmosfera e competere con gli atleti più forti in circolazione.
Hai ragione, è stato eccitante! In ogni caso io ero completamente concentrato sulle mie gare e sulla mia performance sin dall’inizio della competizione. Il momento più esaltante è stata la prova ad inseguimento. Lo stadio era pieno ed io stavo gareggiando contro un atleta britannico. Gli spettatori diventavano matti.

Fai parte dell’Armada Paracycling Team. Quali sono gli obiettivi di questo team?
Vogliamo dare visibilità al ciclismo paralimpico e alla ideologia dello sport paralimpico in genere, supportando i migliori ciclisti paralimpici russi, e preparare al meglio le Paralimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. Auspichiamo che questo progetto possa aiutare gli atleti paralimpici russi a migliorare le proprie prestazioni e competere per le medaglie.


Come mai hai partecipato alla Coppa Piacentina? Sarà l’unica Granfondo o sarai in Italia per altre gare?

E’ una parte dell’allenamento per questa stagione. Non ci sono prove così lunghe e difficili nelle specialità paralimpiche. Gli allenatori dell’Armada Team hanno deciso che partecipare a queste gare serve a migliorare il nostro livello. Parteciperemo sicuramente alla Granfondo dei Vigneti d’Oltrepo e anche ad altre manifestazioni successive.

Che suggerimenti daresti ad un ragazzo che si avvia a fare sport?
Di non aver paura a porsi obiettivi ambiziosi.

Cosa diresti ad una persona disabile? Pensi che il tuo esempio possa essergli d’aiuto?
Le limitazioni fisiche non chiudono le possibilità di una vita. La vita è gioia e deve continuare.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato.
A presto ed in bocca al lupo per le prossime gare.

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